Alfred Brendel

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Alfred Brendel
Premio Premio Imperiale 2009

Alfred Brendel (Wiesenberg, 5 gennaio 1931) è un pianista e poeta austriaco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È considerato uno dei più grandi musicisti sulla scena della musica classica della seconda metà del XX secolo.

È nato nell'allora Wiesenberg (Vízmberk in ceco), un villaggio rurale attualmente chiamato Loučná nad Desnou e appartenente al Distretto di Šumperk, Repubblica Ceca. È figlio unico di una famiglia di non-musicisti. Si trasferì a Zagabria con la famiglia quando aveva 6 anni e più tardi a Graz. Vissero lì durante la Seconda guerra mondiale, ma verso la fine del conflitto il quattordicenne Alfred fu mandato in Jugoslavia a scavare trincee. Soffrì di congelamento e fu mandato in ospedale.

Durante tutta la sua infanzia, Alfred ebbe occasionalmente delle lezioni di pianoforte, e un'educazione musicale poco regolare.

Dopo la guerra continuò a suonare il piano, compose della musica e iniziò a dipingere. Diede i suoi dipinti ad un amico pregandolo di distruggerli, cosa che l'amico non fece, sono stati quindi conservati. Non ebbe mai lezioni di pianoforte regolari, comunque, nonostante sia stato un autodidatta, ha partecipato a corsi di perfezionamento con Edwin Fischer ed Eduard Steuermann.

Fece il suo primo concerto pubblico a Graz all'età di 17 anni. Lo chiamò "The Fugue In Piano Literature" e, oltre alle opere di Bach, Brahms e Liszt, comprendeva anche alcune sue composizioni. Smise di comporre poco dopo per dedicarsi al pianoforte. Nel 1949 vinse il 4º premio al Concorso pianistico Ferruccio Busoni di Bolzano. Si trasferì a Vienna l'anno seguente. All'età di 21 anni incise il suo primo disco registrando il concerto n. 5 per pianoforte di Sergej Sergeevič Prokof'ev. Continuò a fare altre registrazioni, comprese le sonate di Ludwig van Beethoven. Registrò anche alcuni lavori di Liszt, Brahms (compresi i concerti per pianoforte e orchestra), Robert Schumann e Franz Schubert.

A differenza di tutti i pianisti classici, ha registrato molto poco Chopin oltre alle Polacche (che furono molto apprezzate). Registrò molte musiche per la Vox Records - in particolare le sonate di Beethoven - ma non ottenne un contratto migliore fino agli anni 1970 e non suonò molto neanche fuori dall'Austria. Il successo arrivò dopo un concerto su Beethoven alla Queen Elizabeth Hall a Londra, infatti il giorno seguente tre case discografiche contattarono il suo manager. Nello stesso periodo si trasferì a Londra. Da quel momento cominciò a registrare molto e la sua fama crebbe.

Al Teatro alla Scala di Milano nel 1978 tiene un concerto con musiche di Franz Schubert, nel 1980 esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 (Beethoven) diretto da Claudio Abbado, nel 1985 un recital, nel 1992 un concerto con musiche di Beethoven, nel 1999 un recital, nel 2000 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 (Beethoven) ed infine nel 2008 un concerto di saluto con un programma che per alcuni versi rappresenta la sintesi della sua lunga carriera: da Haydn, a Mozart, Beethoven per concludere con l'ultima sonata di Schubert.

Al Gran Teatro La Fenice di Venezia nel 1980 tiene un recital e nel 2007 un concerto nell'ambito del Premio una vita nella musica 2007 a Alfred Brendel sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Veneto e del Comune di Venezia, conferito dall'Associazione Arthur Rubinstein presieduta da Bruno Tosi.

Per il Metropolitan Opera House nel 1999 esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 di Mozart con l'Orchestra del Metropolitan diretto da James Levine alla Carnegie Hall di New York, nel 2002 al Rheingau Musik Festival di Wiesbaden (dove esegue anche German Dances di Schubert), al Grosses Festspielhaus di Salisburgo ed al Festival di Lucerna e nel 2008 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 e le Bagatelle op. 33 di Beethoven alla Carnegie Hall diretto da Levine.

Nel 2002 vince il Premio musicale Léonie Sonning.

Nel 2004 vince il Premio Ernst von Siemens.

Alfred Brendel è visto oggi come uno degli interpreti più seri della musica classica tedesca composta da autori come Beethoven, Schubert e Wolfgang Amadeus Mozart. Suona raramente le opere del XX secolo, ma si interessa molto al concerto per pianoforte di Arnold Schönberg. Negli ultimi anni ha smesso di suonare gran parte del repertorio che richiedeva un notevole sforzo fisico come la Sonata per pianoforte n.29 di Beethoven a causa dei problemi di artrite.

Il modo di suonare di Brendel è spesso descritto come musicalmente analitico, ma lui ritiene che il primo compito di un pianista sia quello rispettare le volontà del compositore senza mettere in mostra troppo se stessi o aggiungere propri effetti alla musica. Ha affermato: "Sono responsabile del compositore e in particolare del pezzo". Come il suo vecchio insegnante Edwin Fischer, egli cita Alfred Cortot, Wilhelm Kempff e i direttori d'orchestra Bruno Walter e Wilhelm Furtwängler come particolari influenze.

Recentemente Brendel ha lavorato con giovani pianisti come Paul Lewis e Till Fellner e ha inoltre registrato con suo figlio Adrian Brendel (nato a Londra nel 1976), violoncellista. Ha pubblicato anche delle poesie, che sono state paragonate da Andrew Motion a quelle di Miroslav Holub nel loro stile. Attualmente vive a Londra.

Ha annunciato il proprio ritiro dalle scene per l'anno 2009.

Il 5 ottobre 2011, l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro gli ha conferito la laurea honoris causa in Lingue e letterature moderne.[1]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Bach Busoni, Conc. italiano/Fant. cromatica/2 Corali arr.Busoni - Brendel, 1976 Philips
  • Beethoven, Conc. pf. n. 1-5/Fant. corale - Brendel/Levine/CSO/Haitink, 1977/1983 Philips
  • Beethoven, Son. pf. n. 1-32/Conc. pf. n. 1-5 - Brendel/Haitink/LPO, 1975/1977 Decca
  • Beethoven, Son. pf. n. 8, 14, 15, 17, 21 - Brendel, 1970/1977 Philips
  • Beethoven, Son. pf. n.27-32 - Brendel, 1970/1975 Philips
  • Liszt, Années de pèlerinage I-III - Brendel/Kocsis, 1986 Philips
  • Liszt, Son. pf./Funérailles/Nuages/Sogno d'a/Richard Wagner - Brendel, 1991 Philips
  • Mozart, Conc. pf. n. 9, 22, 25 - Brendel/Marriner/ASMF, 1974/1981 Philips
  • Mozart, Conc. pf. n.19-21, 23, 24 - Brendel/Marriner/ASMF, Philips
  • Mozart, Piano favourites - Brendel, 1971/1991 Philips
  • Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 K 595 - Academy of St. Martin-in-the-Fields dir. N.Marriner, 1972 Philips Classics
  • Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra n. 15 K 450 - Academy of St. Martin-in-the-Fields dir. N.Marriner, 1982 Philips Classics
  • Mozart Schubert, Quart. pf. n. 2/Quint. pf. - Brendel/Zehetmair/Duven, 1994 Philips
  • Schubert, Improvvisi op. 90, 142 - Brendel, 1988 Decca
  • Schubert, Improvvisi op. 90, 142/Momenti - Brendel, 1971/1974 Philips
  • Schubert, Musiche per pf. solo - Brendel, 1987/1988 Decca
  • Schubert, Son. pf. D.958-960/Pezzi pf. - Brendel, 1971/1974 Philips

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1989

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Laurea honoris causa ad Alfred Brendel. URL consultato il 7 ottobre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfred Brendel, Paradosso dell'interprete, Pensieri e riflessioni sulla musica, trad. di Maria Cristina Reinhart, Firenze, Passigli, 1997. ISBN 88-368-0411-X
  • (EN) Alfred Brendel, Alfred Brendel on Music: Collected Essays, London, Robson Books, 2001. ISBN 1861053789
  • Alfred Brendel, Un dito di troppo, trad. di Quirino Principe, Firenze, Passigli, 2002. (antologia di poesie) ISBN 88-368-0765-8
  • Alfred Brendel, Il velo dell'ordine. Conversazioni con Martin Meyer, trad. di Gabrio Taglietti, Milano, Adelphi, 2002. ISBN 88-459-1726-6
  • Piero Rattalino, Alfred Brendel. La tartaruga, coll. Grandi Pianisti 14, Zecchini Editore, 2010, pp. 184 con discografia. ISBN 978-88-87203-97-4
  • Alfred Brendel, Abbecedario di un pianista. Un libro di lettura per gli amanti del pianoforte. Disegni di Gottfried Wiegand, traduzione di Clelia Parvopassu, Milano, Adelphi, 2014. ISBN 978-88-459-2860-4

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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