Eduardo Chillida
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Eduardo Chillida (San Sebastián, 10 gennaio 1924 – San Sebastián, 19 agosto 2002) è stato uno scultore spagnolo.
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[modifica] Biografia
Nasce da una famiglia profondamente radicata nei Paesi Baschi. Il padre Pedro Chillida, militare, era una persona con inclinazioni artistiche verso il disegno e la pittura.
Eduardo si iscrive all'Accademia nel 1939 dove conosce Ignacio Malaxecheverria, l'unica persona che riconoscerà come maestro di vita. Fu anche portiere della squadra di calcio Real Sociedad fino ad un infortunio al ginocchio che gli farà abbandonare lo sport e apprezzare le lunghe passeggiate in montagna.
Nel 1943 comincia a studiare architettura mentre il fratello Gonzalo Chillida si dedica alla pittura, ma nel 1947 abbandona questi studi per dedicarsi alla scultura trasferendosi a Parigi.
[modifica] Riconoscimenti
Nel 1950 una prima esposizione delle sue opere a Parigi stessa lo lancia nel campo della notorietà e da allora è tutto un susseguirsi di premi e riconoscimenti:
- Gran Premio di Scultura alla Biennale di Venezia nel 1958.
- Premio Kandinsky nel 1960.
- Gran Premio di Belle Arti di Renania-Westfalia nel 1966.
- Premio Rembrandt della Fondazione Goethe nel 1975.
- Medaglia d'oro delle Belle Arti a Madrid nel 1981.
- Premio Europa delle Belle Arti a Strasburgo nel 1983.
- Gran Premio delle Arti di Francia nel 1984.
- Kaiserring della città di Goslar nel 1985.
- Premio Richard Wolf del Parlamento d'Israele nel 1985.
- Premio Principe de Asturias delle Arti nel 1987.
- Premio Lorenzo il Magnifico a Firenze nel 1987.
- Premio Imperiale del Giappone nel 1991.
Nel 1971 viene nominato docente dell' Università di Harvard e nel 1994 Accademico delle Belle Arti di Madrid.
[modifica] Stile
Chillida nei suoi lavori sottolinea specialmente un profondo rispetto per la materia, per come si comporta e si modula, affrontandola sempre con discrezione. Espone la sua esperienza su temi fondamentali, come la creazione e la morte, con la stessa concretezza con cui parla della materia. La serietà e la profondità delle sue riflessioni implicano una concezione unitaria dell'esistenza umana.
[modifica] Riflessioni
| « Grazie allo spazio esistono limiti nell'Universo Fisico e io posso essere uno scultore. » |
| « Che genere di spazio rende possibili i limiti nel mondo dello spirito? » |
| « Non sarà forse l'arte la conseguenza di una necessità, bella e difficile, che ci porta a tentare di fare quello che non sappiamo fare? » |
| « Perché l'esperienza si orienta verso la conoscenza e la percezione verso il conoscere? » |
| « Dallo spazio con suo fratello il tempo, sotto la gravità insistente, sentendo la materia come uno spazio più lento, mi chiedo con stupore ciò che non so. » |
| « Il crepuscolo e l'aurora non sono entrambi l'avanguardia? » |
| « Non è il limite il vero protagonista dello spazio, così come il presente, un altro limite, è il protagonista del tempo? » |
| « Io non rappresento, domando. » |
| « No, io non vedo come l'uomo possa essere capace di creare...L'uomo è sì capace di utilizzare, manipolare, mettere in ordine, in disordine, secondo la sua volontà, e forse in un certo senso questo si potrebbe chiamare creazione, ma credo che questa parola sia troppo grande per l'uomo. Io concepisco la creazione a livello di Dio. » |
[modifica] Opere
Le sue opere sono presenti in più di 20 musei in tutto il mondo. Le sue sculture sono collocate di fronte al mare, come a San Sebastián o ad Ondarroa ("Peine del viento" -1977-); o in montagna, come in Giappone, e in città come Washington, Parigi, Lund, Munster, Madrid, Palma di Maiorca, Guernica e Berlino.
Sulla sua opera hanno scritto architetti, matematici e filosofi come Martin Heidegger, Emil Cioran e poeti come Octavio Paz.
[modifica] Bibliografia
Hablando con Chillida, Vida y Obra - Martìn de Ugalde - Edizioni Txertoa

