Claes Oldenburg

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Claes Oldenburg, 2012

Claes Thure Oldenburg (Stoccolma, 28 gennaio 1929) è un artista e scultore svedese naturalizzato statunitense, appartenente alla corrente della pop art.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Claes Oldenburg a Venezia nel 1985 nella performance 'Il corso del coltello'

La sua ricerca artistica si concentra sul consumismo nella società americana contemporanea soprattutto per quanto riguarda quello legato al cibo. Realizza enormi sculture in gesso dipinto raffiguranti gelati, hot-dog e quant'altro l'ipernutrita popolazione americana consuma negli anni sessanta; queste riproduzioni erano in vendita in un negozio di proprietà dell'artista, aperto nel 1961, da lui stesso battezzato The Store. Il cibo, in quanto oggetto di consumo, si carica, nell'opera di Oldenburg, di un'accezione di orrido, perché viene svalutato del suo ruolo primario e ridotto a prodotto commerciale. La tecnica adottata è sommaria e approssimativa: gli oggetti che egli riproduce sono modellati senza troppa attenzione alla resa naturalistica e dipinti alla svelta lasciando spesso evidenti colature di colore. Altrettanto importante è la scelta dei soggetti: sono tutti prodotti, alimentari e non, facilmente rintracciabili in qualunque negozio del quartiere; egli pone quindi l'accento, come tutti gli esponenti della pop art, sulla società di massa contemporanea ricorrendo un linguaggio facilmente comprensibile da chiunque per quanto riguarda i soggetti, oggetti di uso comune e quotidiano, e i modelli, con uso di colori molto accesi e di forti contrasti cromatici oltre che un consistente abbandono a un certo "cattivo gusto", ripresi dai cartelloni pubblicitari e, più in generale, dal mondo del mercato e del consumo di massa.

Facilmente potremmo dunque comprendere le forti critiche alla cultura pop e al mercato del consumo americani. Questo tipo di arte però è nettamente destabilizzante anche dal punto artistico: sulla scorta del Dadaismo e del Neo-Dada, movimento più tipicamente statunitense, Oldenburg porta avanti un'opera di smantellamento dei valori dell'arte che possiamo riscontrare nella scelta di modelli bassi e popolari, nella citazione ironica, con le sgocciolature di colore, del linguaggio pittorico tipico dell'Espressionismo astratto ma soprattutto nel tentativo di fuga dal mercato dell'arte contemporaneo, che tendeva a dare un eccessivo peso economico all'opera d'arte, mediante la scelta di vendere le opere in un negozio come tanti altri.

L'arte di Oldenburg ha una notevole importanza riguardo agli sviluppi artistici immediatamente successivi soprattutto per i consistenti influssi su Warhol e su tutta la pop art.

Claes Oldenburg nei musei italiani[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • 32. Esposizione Biennale Internazionale d'Arte, Venezia, 1964, Stati Uniti d'America. Quattro pittori germinali: Morris Louis, Kenneth Noland, Robert Rauschenberg, Jasper Johns. Quattro artisti più giovani: John Chamberlain, Claes Oldenburg, Jim Dine, Frank Stella, New York, The Jewish Museum, 1964;
  • Tommaso De Chiaro, Claes Oldenburg e l'iconografia del banale, Roma, Edicoop. 1980;
  • Claes Oldenburg, Coosje van Bruggen, scultura per caso, mostra e catalogo a cura di Ida Gianelli e Marcella Beccaria, Milano, Skira, 2006, Catalogo della Mostra tenuta a Rivoli dal 25 ottobre 2006 al 25 febbraio 2007;
  • Grazioli Elio, La collezione come forma d'arte; Johan & levi;
  • Sylvester David, Interviste con artisti americani, Coope.

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