Herbert Bayer

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Il carattere Architype Bayer del 1925

Herbert Bayer (Haag am Hausruck, 5 aprile 1900Montecito, 30 settembre 1985) è stato un artista e grafico austriaco.

Bayer fu apprendista di Georg Schimdthammer a Linz. Dopo aver lasciato il laboratorio per intraprendere gli studi alla Colonia degli Artisti di Darmstadt (Darmstädter Künstlerkolonie), iniziò a nutrire interesse per il Bauhaus di Walter Gropius. Dopo aver studiato per quattro anni al Bauhaus sotto la supervisione di Vasilij Kandinskij e László Moholy-Nagy, Gropius lo nominò direttore dei settori stampa e pubblicità.

Nell'ottica di un minimalismo riduttivo, Bayer sviluppò uno stile visuale brusco, essenziale, e per la maggior parte delle pubblicazioni del Bauhaus utilizzò caratteri sans serif esclusivamente minuscoli. Bayer è uno dei tanti tipografi del periodo, assieme a Kurt Schwitters e Jan Tschichold, a sperimentare la creazione di un alfabeto semplificato maggiormente basato sulla fonetica. Bayer disegnò, nel 1925 il carattere sans serif geometrico, detto universal, ora reso in forma digitale come Architype Bayer, che è collegato all'Architype Schwitters.

Nel 1928, Bayer lasciò il Bauhaus per diventare direttore artistico dell'ufficio berlinese della rivista Vogue. Dieci anni dopo, si stabilì a New York, dove si distinse per lungo tempo in quasi tutte le manifestazioni delle arti grafiche.

Nel 1946, si trasferì ancora, stavolta ad Aspen, in Colorado, assunto dal visionario uomo d'affari Walter Paepcke, che cercava di promuovere l'immagine dello sci, per renderlo uno sport popolare. Con questi pubblicò l'importante WORLD GEO-GRAPHIC ATLAS, in collaborazione con Luigi Visintin ed altri.

Il lavoro architettonico di Bayer è visibile nel palazzo dell'Aspen Institute (che Bayer contribuì a disegnare) e nella Wheeler Opera House, da lui ristrutturata. La sua produzione di poster promozionali sullo sci era incentrata sull'associazione dello sport con l'intelligenza, le emozioni e il glamour. Bayer lavorò ad Aspen fino alla metà degli anni settanta e donò al Museo di Denver circa 8.000 delle sue opere.

Nel 1959 disegnò il fonetik alfabet, un alfabeto fonetico, per l'inglese. Era anch'esso sans serif e senza maiuscole. Aveva simboli speciali per le parole che terminavano in -ed, -ory, -ing, e -ion, e per i digrammi ch, sh, e ng. Le doppie consonanti erano indicate con una sottolineatura.

Le opere di Bayer appaiono in importanti collezioni pubbliche e private, tra le quali il List Visual Arts Center del MIT.

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