Kumbi Saleh

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Kumbi Saleh (o Koumbi Saleh o Kumbi Sale) era un'antica città le cui rovine, scoperte nel 1913, si trovano attualmente nella Mauritania meridionale, ritenuta la capitale dell'Impero del Mali.

La fondazione risale al III secolo, da parte dei Mandè che controllavano le vicine rotte commerciali assieme ai berberi Sanhaja.

Kumbi Saleh è stata anche identificata con l'antica città di Ghana, capitale dell'omonimo impero. Cadde sotto la dominazione dell'impero nel VII secolo.

Nell'XI secolo aveva circa 30.000 abitanti, era quindi una delle più grandi città del continente. Era nota per le sue 12 moschee, per il palazzo reale di al-Ghala, per l'utilizzo della metallurgia e per i suoi commerci trans-sahariani. Nel 1076 però gli Almoravidi razziarono la città convertendo la popolazione all'Islam,[1] distruggendo con essa gran parte dei documenti originali.

Nel XIII secolo il re dei Sosso Soumaoro Kanté usò la città come base operativa per l'esercito.

La città venne costruita in cima ad una collina alta 266 metri, su una superficie di circa un chilometro quadrato. La rete stradale è visibile ancora oggi ed è caratterizzata da una piazza centrale molto ampia ed un viale, che taglia da ovest ad est la città, di una larghezza di 12 metri. A nord della piazza vi era il mercato ed una serie di strutture alte circa 12 metri. A due km dal centro della città, nella parte settentrionale si trova un centro funerario, formato da un'importante tomba monumentale oltre a sepolture secondarie. Anche a sud della città, ad una distanza di circa 3 chilometri, è presente un cimitero contenente tombe islamiche più recenti.

Intorno agli anni cinquanta del Novecento, alcuni scavi hanno portato alla luce una serie di costruzioni aventi come comune denominatore le placche di scisto, l'intonaco giallo e una scala di comunicazione con l'esterno.[2] Notevole è la quantità di frammenti di vasellame, costituenti ciotole, vasi, brocche, e di placche di scisto con scritti versetti del Corano, rinvenuti durante gli scavi. Numeroso è anche il materiale in rame ed in ferro, che va dai chiodi alle vanghe, dalle forbici ai coltelli. Tutti questi indizi rivelano la presenza di un agglomerato urbano negro-arabo medioevale con caratteristiche assimilabili con quelle dei cacciatori, dei guerrieri e dei lavoratori di metalli e di vasellame.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maria Camilla De Palma, Atlante di Archeologia, Utet, Torino, 1998, pag.346
  2. ^ Maria Camilla De Palma, Atlante di Archeologia, Utet, Torino, 1998, pag.346

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