Maltesi italiani

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Maltesi italiani
Maltesi italiani
Enrico Mizzi, primo ministro maltese nel 1950, discendeva da un siciliano emigrato nelle isole maltesi nel 1655
Luogo d'origine Italia Italia
Popolazione circa 1.600 italo-maltesi
Lingua italiano e siciliano
Religione cattolicesimo
Distribuzione
Malta Malta 1.600

Maltesi italiani sono gli abitanti di Malta che si considerano italiani. Da non confondersi con gli Italo-maltesi, che sono gli italiani ed i loro diretti discendenti che sono emigrati a Malta e nelle isole maltesi, specialmente dall'Ottocento.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Malta fu popolata fin dal neoltico da popolazioni venute dalla vicina Sicilia. Infatti recenti studi hanno confermato che cromosomicamente i maltesi hanno un DNA simile a quello degli italiani del Sud, specificamente sono molto simili etnicamente ai siciliani.[1]

Del resto Malta è stata legata alla Sicilia ed alla penisola italiana fino ai tempi di Napoleone. Infatti gli inglesi occuparono Malta facendone un protettorato solo nel 1800, dopo che Napoleone nel 1798 l'aveva occupata ponendo fine al governo dei Cavalieri Ospitalieri, meglio conosciuti come Cavalieri di Malta e dei quali è successore l'attuale Sovrano Militare Ordine di Malta. Questi Cavalieri, molti dei quali provenivano dall'Italia, usavano l'italiano come loro lingua ufficiale a Malta.

Inoltre negli ultimi duemila anni sono stati molti gli Italiani trasferitisi a Malta, un'isola che nominalmente fu posseduta politicamente dal Regno delle due Sicilie fino al Settecento.[2] La loro influenza risulta evidente in molti aspetti culturali e sociali delle isole maltesi: finanche la lingua maltese risulta essere solo parzialmente semita perché ha circa il 60% di vocaboli provenienti dall'italiano e soprattutto dalla lingua siciliana[3].

Quasi tutta l'aristocrazia maltese ha origini italiane: lo stesso Enrico Mizzi -primo ministro maltese nel 1950- discendeva da Pietro Mizzi, emigrato a Gozo dall'Italia nel 1655[4]

A partire dalla prima meta dell'Ottocento si registrò una piccola corrente migratoria dall'Italia verso le isole maltesi, costituita in parte da esuli del Risorgimento. Alla fine di quel secolo si contavano circa 700 Italiani, quasi tutti nella Valletta. Alcuni di loro aderirono alle organizzazioni che favorirono l'Irredentismo italiano a Malta, specialmente nei primi decenni del Novecento.[5]

Alcuni antifascisti italiani si trasferirono a Malta[6] sostenuti dal governo inglese, mentre alcuni maltesi fascisti presero la cittadinanza italiana (poiché consideravano che Malta era italiana, come Carmelo Borg Pisani).

L'aspirazione di una notevole parte della popolazione maltese di unirsi al Regno d'Italia rappresentò la maggiore preoccupazione politica dei britannici, specialmente dopo l'avvento del Fascismo che rivendicava apertamente l'italianità di Malta.

Infatti gli irredentisti maltesi negli anni venti e trenta parteggiavano per il Partito Nazionalista vicino alle posizioni fasciste, ed avevano nell'avvocato Carlo Mallia il loro ideologo. Avevano anche il giornale Gazzetta Maltese, diretto da Enrico Mizzi (che successivamente fu primo ministro maltese nel 1950). Inoltre circa il 66% della popolazione maltese nel 1934, quando fu abolita dai britannici la lingua italiana come lingua ufficiale a Malta, si considerava "maltese italiana" secondo Mallia. Ma la seconda guerra mondiale distrusse il movimento per l'italianità di Malta, che negli anni cinquanta si trasformò in uno che mirava principalmente all'indipendenza di Malta.

Ancora nel 1948 vi erano circa mille cittadini italiani a Malta, concentrati nel capoluogo, mentre nel 2010 sono circa 1600[7].

Comunque va ricordato che lo scrittore Mizzi calcola che attualmente siano circa 110.000 i maltesi con radici italiane accertate (ossia quasi un terzo degli abitanti dell'arcipelago maltese)[8]. Ovviamente se si va a ritroso nei secoli medioevali questa percentuale dovrebbe essere molto maggiore: infatti (ad esempio) la popolazione di Malta -dopo i massacri avvenuti a causa delle incursioni e razzie arabe- fu incrementata con il trasferimento coatto dell'intera popolazione maschile di Celano in Abruzzo nel 1223 e con una numerosa guarnigione di siciliani nel 1240 che ha lasciato evidenze cromosomiche[9].

Mizzi inoltre considera i maltesi un popolo italofono, poiché -secondo lui- parlano un dialetto italiano, anche se particolare: il siciliano "arabizzato".

Italo-maltesi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Leah Claire Walz: "Maltese ethnology" (Capitolo 3)
  2. ^ Nel 1530 Malta venne concessa in affitto perenne dal Regno di Sicilia ai Cavalieri Ospitalieri; il prezzo simbolico dell'affitto consisteva nella fornitura annuale di un falco da caccia ammaestrato (il Viceré di Sicilia mantenne tuttavia il titolo onorifico di conte di Malta).
  3. ^ Evoluzione della lingua di Malta (in inglese)
  4. ^ Albero genealogico dei Mizzi
  5. ^ Malta e gli italiani negli anni trenta
  6. ^ Antifascisti a Malta
  7. ^ Ministero dell'Interno - Statistiche AIRE
  8. ^ L. Mizzi, "Per il sogno della sua vita", Introduzione
  9. ^ C. Capelli, N. Redhead, N. Novelletto, L. Terrenato, P. Malaspina, Z. Poulli, G. Lefranc, A. Megarbane, V. Delague, V. Romano, F. Cali, V.F. Pascali, M. Fellous, A.E. Felice, and D.B. Goldstein; "Population Structure in the Mediterranean Basin: A Y Chromosome Perspective," Annals of Human Genetics, 69, 1-20, 2005.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Brincat, Giuseppe. Malta. Una storia linguistica Ed. Le Mani. Recco, 2004
  • Hull, Geoffrey. The Malta Language Question: A Case Study in Cultural Imperialism. Said International, Valletta, 1993.
  • Mizzi, L. Per il sogno della sua vita Volpe ed. Roma, 1981.
  • Vignoli, Giulio. I territori italofoni non appartenenti alla Repubblica Italiana Giuffrè ed. Milano, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]