Štivor

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Štivor
località
Štivor/Штивoр
Localizzazione
Stato Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
Entità Flag of Republika Srpska.svg Repubblica Serba
Cantone o regione Banja Luka
Comune Prnjavor
Territorio
Coordinate 44°54′22.68″N 17°42′37.44″E / 44.9063°N 17.7104°E44.9063; 17.7104 (Štivor)Coordinate: 44°54′22.68″N 17°42′37.44″E / 44.9063°N 17.7104°E44.9063; 17.7104 (Štivor)
Abitanti 270
Altre informazioni
Lingue serbo (ufficiale), trentino, italiano
Prefisso +387 51
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Bosnia ed Erzegovina
Štivor
Sito istituzionale

Štivor (grafia cirillica: Штивoр) è una località nei pressi di Prnjavor (Bosnia ed Erzegovina), abitata da popolazione di origine trentina (valsuganotta).

Origini[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1881 e il 1882, ci fu un'alluvione del fiume Brenta. Parecchie famiglie della Valsugana rimasero senza abitazione e tante videro rovinate le loro attività economiche. Cosicché meditarono di migrare: dapprima in Brasile (ma il proposito fallì per via di un raggiro di paese[Che vuol dire?]) e quindi in Bosnia. La decisione di emigrare in Bosnia giunse per una serie di contingenze storiche.

Cause storiche del flusso migratorio dei Trentini[modifica | modifica sorgente]

Con il trattato di Berlino (1878) l'Impero austro-ungarico assunse l'amministrazione della Bosnia, la quale rimase tuttavia territorio ottomano. Solo nel 1908 l'Impero austro-ungarico avrebbe annesso tutta la Bosnia, ma nel frattempo attuò una politica di ripopolamento della zona a discapito delle locali autorità turche.

Come noto, il Trentino era territorio dell'Impero Austro-Ungarico. Nel progetto di ripopolamento della Bosnia l'imperatore Francesco Giuseppe fece rientrare le famiglie della Valsugana, di Primiero, Aldeno e Cimone. Una parte si stabilì in Bosnia (320 persone circa) nei distretti di Prnjavor e Banja Luka; una parte si stabilì in Erzegovina, nei distretti di Konjic e Tuzla. La presenza italiana a Konjic non durò a lungo. Nell'area di Štivor si stabilirono le famiglie provenienti dalla Valsugana.

Nascita e sviluppo dell'insediamento di Štivor[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine del 1882 la colonna di valsuganotti (da Caldonazzo, Levico, Roncegno, Mattarello, Ospedaletto, Legnano, ...) era partita alla volta della Bosnia.

Nel 1882 i valsuganotti, dopo mesi di viaggio, arrivarono nel luogo che era stato loro destinato. Fondato Štivor, la comunità si integrò nel territorio circostante.

Il paese nel corso del '900 seguì le sorti delle altre popolazioni della Bosnia. Le due guerre mondiali cambiarono notevolmente la situazione degli immigrati trentini in Bosnia. Da popolazioni dell'Impero divennero stranieri in terra di conquista. Negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, in base ad un accordo tra i rispettivi governi, una parte degli immigrati trentini in Bosnia ottenne la cittadinanza italiana per un anno, a condizione che rientrasse in Italia. Alcune famiglie approfittarono di questo accordo, mentre i trentini di Štivor e di Tuzla rimasero sul posto, o a causa della mancanza di informazioni o per la propaganda locale che sconsigliò il rientro in Italia. Tuttora il 92% della popolazione è di origine trentina.

La storia recente: tra Bosnia e Italia[modifica | modifica sorgente]

Per la scarsità di risorse causata da un'economia prevalentemente agricola e di sussistenza, alcuni dei discendenti degli emigranti valsuganotti sono emigrati a loro volta per spostarsi in città industrializzate della Jugoslavia oppure all'estero. Con la fine del regime di Tito, la conseguente crisi interna al Paese e la successiva guerra, la situazione peggiorò. Una parte della popolazione fuggì all'estero per cercare sicurezza e lavoro: di questi circa 530 tornarono in Trentino.

Il 9 marzo del 1997 viene costituito il Circolo Trentini di Štivor, ossia un circolo per gli Štivorani rientrati in patria, con sede a Roncegno.

La comunità di Štivor (quella presso Prnjavor) esiste tuttora e conserva una serie di rapporti sia con la Bosnia che con l'Italia. Vi abitano circa 270 persone, di cui tre quarti ha mantenuto l'uso del dialetto trentino. L'insegnamento della lingua italiana viene praticato a Štivor col sostegno delle associazioni dei Trentini nel mondo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Frizzera Sandra, "Stivor. Odissea della speranza", Bergamo, Ed. Innocenti, 1976.
  • Lorenzi Guido, "Stivor, ritorno a casa", Trento, Ed. Innocenti,1980.
  • Rosalio Maria Rita, "Studi sul dialetto trentino di Stivor (Bosnia)", Firenze, La nuova Italia, 1979.
  • Toso Fiorenzo, "Lingue d’Europa. La pluralità linguistica dei Paesi europei tra passato e presente", Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2006.
  • Zardo Umberto, "Stivor: contributo alla conoscenza di una comunità italiana in Bosnia", Udine, Ed. Il loggione, 1978.
  • Zieger Antonio, "Storia del Trentino-Alto Adige", Trento, Ed. Monauni, 1926.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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