Italo-brasiliani

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Italo-brasiliani
Luogo d'origine Italia Italia
Popolazione 316.699 cittadini italiani
ca 31.000.000 oriundi[1]
Lingua italiano, portoghese, Talian
Religione cattolicesimo
Distribuzione
Brasile Brasile circa 31.000.000
Manifesto agli emigranti.
Stima del numero di emigranti italiani in Brasile nel periodo 1876-1920, divisi per regione di provenienza[2][3]

Un italo-brasiliano è una persona nata in Brasile con antenati italiani, o un Italiano ivi residente da molti anni. Il Brasile ha oggi la più grande popolazione italiana fuori dell'Italia. Secondo l'ambasciata d'Italia a Brasilia, vivrebbero nel paese circa 25 milioni di italiani o discendenti di immigrati italiani.[4] Altre fonti concordano con tale stima.[5][6][7]

Altre fonti ancora parlano di 28 o addirittura di 31 milioni di persone[8], includendo i numerosi figli illegittimi e rifacendosi all'emigrazione (specialmente di marinai e commercianti liguri) durante l'Impero portoghese nel Seicento e Settecento.

Tutte le stime sono da ritenersi approssimative, poiché non è mai stato fatto un censimento vero e proprio in merito, il Censo brasiliano, infatti, prevede al quesito “nazionalità” solo tre possibili risposte: A-Brasiliano nato; B-Brasiliano naturalizzato; C-Straniero.[7]

Il fenomeno migratorio nel Brasile[modifica | modifica sorgente]

La popolazione di origini italiane è una minoranza in Brasile, anche se molto importante e concentrata regionalmente. Il centro-sud del paese nel 1920 riuniva il 97% degli italiani. San Paolo, lo stato più popoloso del Brasile, ha la più grande popolazione di origini italiane nel Brasile e gli oriundi italiani sono il 38% della popolazione. In percentuale, gli oriundi italiani sono più rappresentati negli Stati di Espírito Santo e Santa Catarina, dove costituiscono il 60% della popolazione.[3]

Una grande immigrazione europea ha avuto luogo in Brasile, soprattutto fra il 1880 e il 1930. Quella italiana è la prima minoranza tra gli immigrati in Brasile; seguono i portoghesi, gli spagnoli, i tedeschi, i giapponesi, i russi, gli austriaci, i siriano-libanesi, i polacchi, i romeni, gli inglesi, i lituani, i jugoslavi, gli svizzeri, i francesi e varie altre nazionalità.[9]

I dati da IBGE mostrano che fra il 1884 e il 1959, 4.734.494 persone emigrarono in Brasile, e di questi gli italiani costituivano il gruppo più numeroso, con 1.507.695 persone. I portoghesi, i colonizzatori del Brasile, hanno valori inferiori, con 1.391.898 persone.

Immigrazione in Brasile[10]
Origine Periodo Totale
1884-1893 1894-1903 1904-1913 1914-1923 1924-1933 1934-1944 1945-1949 1950-1954 1955-1959
Tedeschi 22.778 6.698 33.859 29.339 61.723 N/D 5.188 12.204 4.633 176.422
Spagnoli 113.116 102.142 224.672 94.779 52.405 N/D 4.092 53.357 38.819 683.382
Italiani 510.533 537.784 196.521 86.320 70.177 N/D 15.312 59.785 31.263 1.507.695
Giapponesi - - 11.868 20.398 110.191 N/D 12 5.447 28.819 188.723
Portoghesi 170.621 155.542 384.672 201.252 233.650 N/D 26.268 123.082 96.811 1.391.898
Siriani e libanesi 96 7.124 45.803 20.400 20.400 N/D N/A N/A N/A 189.727
Altri 66.524 42.820 109.222 51.493 164.586 N/D 29.552 84.851 47.599 596.647
Totale 979.572 852.11 1006.617 503.981 713.132 N/D 92.412 338.726 247.944 4.734.494

A differenza degli Stati Uniti, dove la maggioranza degli immigrati erano meridionali, in Brasile, fra il 1870 e il 1950, il 53,3% degli immigrati proveniva dall'Italia settentrionale, il 14,6% dalle regioni centrali e il 32,1% dal Sud (mentre negli Stati Uniti i meridionali erano circa il 80%).[11] In Brasile il maggiore afflusso di immigrati proveniva dal Veneto, con il 26,6% del totale, seguito dalla Campania con il 12,1% e la Calabria con l'8,2%. Agli ultimi posti la Liguria con solo lo 0,7% degli immigrati, Sardegna con lo 0,4% e Val D'Aosta con lo 0%.[9]

Emigrazione italiana nel Brasile(1870-1959)[9]
Regioni  %
Nord 53,3
Sud 32,1
Centro 14,6
Regioni  %
Veneto 26,6
Campania 12,1
Calabria 8,2
Lombardia 7,7
Toscana 5,9
Friuli-Venezia Giulia 5,8
Trentino-Alto Adige 5,3
Abruzzo 5,2
Emilia-Romagna 4,3
Basilicata 3,8
Sicilia 3,2
Piemonte 2,8
Puglia 2,5
Marche 1,8
Molise 1,8
Lazio 1,1
Umbria 0,8
Liguria 0,7
Sardegna 0,4
Valle d'Aosta 0,0

Storia[modifica | modifica sorgente]

La presenza degli italiani in Brasile ha origini remote. È di Amerigo Vespucci la scoperta della Bahia de Todos Os Santos (oggi Salvador, anche detta Bahia) nel 1501 e già nel 1502 la grande baia è rappresentata in una carta geografica del Duca di Ferrara Ercole I d'Este. Amerigo Vespucci costeggiò la costa fino ad Angra e fondò, a Cabo Frio, il primo insediamento fortificato portoghese, una guarnigione di 24 uomini di cui 12 italiani.

Il primato dell'immigrazione italiana in Brasile andrebbe invece ai liguri: furono infatti genovesi i primi italiani che verso il 1820 giunsero a Rio de Janeiro. Rivolte di lavoratori italiani generarono sentimenti di chiusura verso l'immigrazione dalla penisola superati peraltro dopo l'arrivo a Rio de Janeiro da Napoli di Maria Teresa di Borbone, sposa dell'Imperatore Don Pedro II. Ne seguì un flusso di piccoli commercianti, professionisti e artigiani dell'Italia meridionale e della Toscana.

Da questa emigrazione, circoscritta a figure professionali, si giunse alla storica emigrazione di massa. La prima colonia italiana organizzata nello Stato ebbe luogo a Porto Real dove giunsero nell'estate del 1874 un gruppo di famiglie italiane. Alla fine del XIX secolo, nell'ambito della “immigrazione programmata” dal governo brasiliano dopo l'abolizione della schiavitù (1888), furono le grandi "fazendas" la meta di agricoltori e braccianti italiani.

Centri significativi della collettività italiana nello Stato di Rio de Janeiro, oltre alla capitale, sono Valença, Nova Friburgo, Porto Real, Varre-Sai.

L'emigrazione italiana nell'Espírito Santo è legata storicamente alla “Spedizione Tabacchi”, autorizzata e finanziata dalle stesse autorità imperiali, che probabilmente rappresentava in assoluto la prima emigrazione di massa in Brasile. Il 17 febbraio 1874 sbarcarono a Vitoria 386 famiglie di coloni trentini e veneti che diedero vita alla “Colonia Nova Trento”, cui seguirono presto quelle di Santa Teresa e Santa Leopoldina. Dalla “spedizione Tabacchi” sempre di più (con punte massime tra il 1890-95) giunsero dall'Italia del nord e poi anche del sud lavoratori che si stabilirono in particolare nell'interno dello Stato. La collettività dello Espirito Santo ha conservato le tradizioni della terra d'origine e la propria identità culturale, evidente soprattutto nel patrimonio folcloristico.

Anche l'emigrazione a Bahia ha origini storiche; qui verso il 1820 era presente una piccola colonia di mercanti liguri e piemontesi, che rappresentarono l'elemento italiano fino a quando nel 1885 le porte del Brasile si aprirono alla grande emigrazione europea. La presenza italiana si nota nel primo Ottocento, oltre che in Salvador, anche a Caravelas, Feira de Santana, Ibiriçu.

Emigrazione di massa[modifica | modifica sorgente]

I primi immigrati italiani arrivarono in massa nel Brasile nel 1874 attraverso la storica “Spedizione Tabacchi”, con destinazione Stato di Espírito Santo. Molti di essi erano contadini veneti, lombardi, piemontesi, trentini e friulani attirati dal lavoro come piccoli coltivatori nel sud e sud-est del paese.

Il picco massimo dell'emigrazione italiana in Brasile si ebbe tra il 1880 e il 1920. La maggior parte degli italiani trovarono lavoro nelle piantagioni di caffè brasiliane negli stati di San Paolo, Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná, Minas Gerais e Espírito Santo; ma molti altri preferirono insediarsi nelle città, da San Paolo a Rio de Janeiro, a Porto Alegre, ecc.; e diverse migliaia di italiani, infine, raggiunsero persino le città del nord-est e del nord amazzonico.

Si stima che attualmente il 13-14% dei brasiliani abbiano almeno un ascendente di origine italiana.

Più di un milione e mezzo d'italiani emigrarono in Brasile fra il 1880 e il 1950. Più della metà proveniva dal nord-Italia, con il 30% dal Veneto. Il resto era originario dalla Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e, in maggior misura nel Novecento, dal sud-Italia e dall'Italia centrale (Campania, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Toscana).

I numeri[modifica | modifica sorgente]

Immigrazione italiana in Brasile, 1884-1893, 1924-1933 e 1945-1949
Fonte: Istituto Brasiliano per la Geografia e la Statistica (IBGE), anno 2000[3]
 
Decade
Nazionalità 1884-1893 1894-1903 1904-1913 1914-1923 1924-1933 1945-1949 1950-1954 1955-1959
Italiani 510.533 537.784 196.521 86.320 70.177 15.312 59.785 31.263
Brasiliani di origine italiana per Stati e regioni
Fonte: Istituto Brasiliano per la Geografia e la Statistica (IBGE), anno 2000
Stato brasiliano Popolazione totale Popolazione di oriundi italiani Percentuale di oriundi italiani
São Paulo 41 milioni 16 milioni 35%[3]
Paraná 10,1 milioni 3,7 milioni 36,63%[3]
Rio Grande do Sul 10,9 milioni 2,1 milioni 19,27%[3]
Santa Catarina 5,8 milioni 2,7 milioni 46,55%[3]
Espírito Santo 3,5 milioni 1,7 milioni 48,57%[3][12]
Minas Gerais 20,6 milioni 1,3 milione 6,31%[3][13]
Rio de Janeiro 15,2 milioni 600.000 3,95%[3]
Nord-Brasile 15,8 milioni 1 milione 6,33%[3]
Centro-Brasile 13,3 milioni 400.000 3,01%[3]
Nord-este Brasile 51,6 milioni 150.000 0,29%[3]

Lingua[modifica | modifica sorgente]

Immigrati italiani: destinazione Brasile.

Gli immigrati italiani si sono integrati facilmente nella società brasiliana. Oggi la grande maggioranza dei loro discendenti parla soltanto il portoghese, la lingua nazionale del Brasile. Circa il 14% degli oriundi comunque parla (o capisce un poco) l'italiano nel 2007: circa 4 milioni di italo-brasiliani.

Una minoranza di 500.000 persone ha come madrelingua una parlata veneta, nelle zone rurali dello stato di Rio Grande do Sul (nel Brasile del sud). La loro lingua è denominata Talian (pron. Taliàn), un dialetto veneto-brasiliano molto vicino alla lingua veneta, ma con influenze dal portoghese.

Nelle città brasiliane di Santa Teresa e Vila Velha, popolate soprattutto da discendenti di italiani, la lingua italiana è stata dichiarata "lingua etnica" e pertanto gode di uno status particolare riguardo al suo insegnamento ed alla sua considerazione.

La comunità italiana oggi[modifica | modifica sorgente]

Anche se vittime di un certo pregiudizio durante la seconda guerra mondiale (quando il Brasile dichiarò guerra all'Italia), gli italo-brasiliani sono riusciti a mescolarsi e divenire parte integrante della società brasiliana. Molti artisti, politici, calciatori, modelli e personalità brasiliane sono di origine italiana, compresi tre presidenti (Emílio Garrastazu Médici, Pascoal Ranieri Mazzilli ed Itamar Franco), parecchi senatori, molti delegati e perfino ambasciatori. Oggi i brasiliani di origine italiana costituiscono il 15% della popolazione del Brasile.

Regioni del Brasile in cui è forte l'influenza italiana[modifica | modifica sorgente]

San Paolo[modifica | modifica sorgente]

San Paolo del Brasile è la più grande città del Brasile con più di 11 milioni abitanti, di cui la metà è di origine italiana. L'influenza culturale italiana è più visibile nelle vicinanze di Bixiga (Bela Vista), Brás e di Mooca. È considerata, al di fuori dell'Italia, la più grande città "italiana" dopo Roma.[14]

Vitória[modifica | modifica sorgente]

Vitória è un'importante città del Brasile ubicata su un'isola, all'interno di una baia in cui sfociano diversi fiumi nell'Oceano Atlantico, capitale dello stato di Espírito Santo, localizzata nella parte sudorientale del Brasile, la più sviluppata del Paese con una popolazione di 314.042 abitanti[15]; un'area a forte urbanizzazione denominata "Regione Metropolitana di Vitória", che comprende 7 grandi comuni: Vitória (la capitale), Serra, Fundão, Vila Velha, Guarapari, Cariacica e Viana. La regione raccoglie 1.685.384 abitanti[16].

La presenza italiana è grande in tutta la regione metropolitana. Ciò ha incominciato con "La Spedizione Tabacchi"[17] partita dal porto di Genova il 3 gennaio 1874, arrivata nel porto di Vitoria il 17 febbraio 1874; lo sbarco della nave "Sofia" è stato autorizzato solamente il 27 febbraio 1874. "La Spedizione Tabacchi" è considerata dagli storicisti il primo grande esodo di contadini italiani nel mondo dopo l'Unificazione. Dal 1874 fino al 1900 migliaia di italiani sbarcarono nei porti di Vitoria, São Mateus, Benevente, Santa Cruz, Piúma, Guarapari, Barra do Itapemirim, Cachoeiro de Itapemirim e Cachoeiro de Santa Leopoldina.

Criciúma[modifica | modifica sorgente]

Criciúma è una città situata nello stato di Santa Catarina, con una popolazione di 170.000 abitanti. Fu fondata il 6 gennaio 1880 da un gruppo di famiglie di Belluno, Udine, Vicenza e Treviso, la maggior parte delle quali di Cordignano, Cappella Maggiore e Vittorio Veneto.

Caxias do Sul[modifica | modifica sorgente]

Famiglia italiana a Caxias do Sul nel 1918.

Caxias do Sul è la seconda più grande città nello stato di Rio Grande do Sul, venne fondata il 20 giugno 1890 da immigrati veneti. La lingua Talian (derivata dalla lingua veneta con contributi dal portoghese) è parlata ancora da molti abitanti.

Nova Veneza[modifica | modifica sorgente]

Nova Veneza nello stato di Santa Catarina. Fu fondata da immigrati veneti, dove tutt'oggi il 97% della popolazione di 15.000 abitanti è di origine italiana.

Bento Gonçalves[modifica | modifica sorgente]

Bento Gonçalves è una città nel Rio Grande do Sul, di 100.000 abitanti, di cui il 90% è di origine italiana.

Nova Trento[modifica | modifica sorgente]

La bandiera di Nova Trento, simile alla bandiera italiana.

Nova Trento è una piccola città di 10.000 abitanti, nello stato di Santa Catarina. Fu fondata da immigrati trentini nel 1875, e ospita il secondo più grande centro religioso del Brasile.

Paolina Visintainer, la prima santa brasiliana, ha vissuto in questa città che vive in parte del turismo religioso.

Curitiba[modifica | modifica sorgente]

Curitiba è una città di 1.384.000 abitanti, capoluogo dello stato di Paraná. La comunità italiana è molto numerosa e vive principalmente nella vicinanze di Santa Felicidade, abitata da brasiliani di origine veneta e trentina.

In questa località sono numerosi i ristoranti italiani, mentre la cultura italiana la si nota dappertutto.

Porto Alegre[modifica | modifica sorgente]

Porto Alegre è la capitale dello stato di Rio Grande do Sul, con 1.320.069 abitanti, ha una popolazione italiana enorme dal 1875.

Garibaldi[modifica | modifica sorgente]

Garibaldi, città capitale dello spumante brasiliano

Garibaldi è una città di 30.000 abitanti nello stato di Rio Grande do Sul. Nel 1875 immigrati italiani dal Veneto avviarono alcune piantagioni di uva nella regione: al giorno d'oggi produce i migliori vini del Brasile e l'80% dello spumante brasiliano vi viene prodotto. Il suo nome è un omaggio al rivoluzionario italiano Giuseppe Garibaldi e alla moglie brasiliana, Anita. Garibaldi è gemellata con la città di Conegliano (Treviso).

Belo Horizonte[modifica | modifica sorgente]

Belo Horizonte è la capitale dello stato di Minas Gerais, con 2.5 milioni di abitanti, di cui 1 milione di origine italiana.

Venda Nova do Imigrante[modifica | modifica sorgente]

Venda Nova do Imigrante è una piccola città di 20.000 abitanti, nello stato dell'Espírito Santo, dove la maggioranza della popolazione è di origine trevigiana.

Nova Bassano[modifica | modifica sorgente]

Nova Bassano è una piccola città situata nello stato di Rio Grande do Sul, con una popolazione di 10.000 abitanti. Fu fondata nel 1895 da un gruppo di famiglie di Bassano del Grappa.

Nova Venécia[modifica | modifica sorgente]

Nova Venécia e una piccola città di 40.000 abitanti, nello stato dell'Espirito Santo, la popolazione è per 80% di origine italiana.

Vila Velha e Santa Teresa[modifica | modifica sorgente]

Sono due comuni dello stato di Espírito Santo. Hanno una popolazione rispettivamente di oltre 400.000 e 20.000 abitanti, perlopiù discendenti di italiani. Per tale motivo in esse recentemente la lingua italiana è stata ufficialmente dichiarata "lingua etnica" e per tanto gode di uno status particolare in quanto al suo insegnamento e alla sua considerazione.[18]

Altre località[modifica | modifica sorgente]

Il Talian[modifica | modifica sorgente]

Gli oltre 4 milioni di italo-brasiliani che parlano (bene o parzialmente) l'italiano, spesso conservano anche il dialetto originario della regione italiana da cui sono venuti i loro antenati. Un gruppo molto numeroso è quello veneto nel Brasile meridionale, che ha creato il talian.

Il Presidente del Brasile Lula con membri della comunità italo-brasiliana durante il Festival dell'Uva del 2007 nella città di Caxias do Sul (Rio Grande do Sul). Al suo fianco la moglie Marisa Letícia Rocco (italo-brasiliana di origine lombarda)

Infatti emigranti italiani iniziarono a colonizzare la regione del Brasile meridionale alla fine degli anni settanta dell'Ottocento, specialmente gli stati di Santa Catarina, Paraná, Rio Grande do Sul nella Regione Sud del Brasile e Espírito Santo nella Regione Sud-Est del Brasile. Questi coloni venivano da molte regioni differenti dell'Italia, soprattutto settentrionale, ma molti parlavano il veneto.

Col tempo emerse un idioma di koiné unicamente sud-brasiliano a base veneta: il talian. Fu però molto influenzato non soltanto da altri dialetti dell'Italia ma anche dal portoghese, lingua nazionale del Brasile.

Il Talian non è considerato una lingua creola nonostante la preponderanza di prestiti lessicali portoghesi, perché la grammatica ed il lessico rimangono fondamentalmente veneti.

Come il Riograndenser Hunsrückisch (hunsriqueano riograndense), il principale idioma tedesco parlato da brasiliani del sud di origine tedesca, il Talian ha sofferto un grande deprezzamento dagli anni quaranta. A quel tempo, l'allora presidente Getúlio Vargas iniziò una campagna nazionalistica (simile al Nacionalismo della confinante Argentina o della stessa Italia fascista) per provare a costringere i locutori non portoghesi del Brasile ad "integrarsi meglio" nella cultura dominante nazionale.

Parlare Talian o Hunsriqueano in pubblico o persino nella propria casa era considerato offensivo e antipatriottico e meritevole di severe punizioni. Come risultato del trauma delle politiche di Vargas, c'è al giorno d'oggi uno stigma associato ad esse, che sta fortunatamente scomparendo.

Celebri brasiliani di origine italiana[modifica | modifica sorgente]

Itamar Augusto Cautiero Franco
José Altafini
Ayrton Senna
André Puccinelli

Molti personaggi importanti della società brasiliana sono di origini italiane, specialmente nell'economia, politica, cultura e sport.

Del resto il Brasile già ha avuto tre Presidenti della Repubblica di origine italiana: Pascoal Ranieri Mazzilli, Emílio Garrastazu Médici ed Itamar Franco.

Tra i più rinomati vanno citati:

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Canzone toscana

"Italia bella, mostrati gentile
e i figli tuoi non li abbandonare
sennò ne vanno tutti ni' Brasile
e 'un si rìcordon più di ritornare
Ancor quà ci sarebbe da lavorà
senza stare in America a emigrà.
Il secolo presente qui ci lascia,
i' millenovecento s'avvicina.
La fame c'han dipinto sulla faccia
e pe' guarilla 'un c'è la medicina.
Ogni po' noi si sente dire: "E vo
là dov'è la raccolta del caffè".".

Canzone toscana
(circa 1896)[19][20]

Famiglia di immigrati.
Canzone veneta

"America America
si campa a meraviglia
andiamo nel Brasile
con tutta la famiglia
America America
si sente a cantare
andiamo nel Brasile
Brasile a popolare."

Canzone veneta
(fine del XIX secolo)[21][21]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati dell'Italiaoggi
  2. ^ Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica. Regioni di provenienza degli immigrati italiani.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m Itália Nossa - O Portal da Comunidade Ítalo-Brasileira
  4. ^ Dati dell'ambasciata italiana in Brasile
  5. ^ italplanet
  6. ^ Storia dell'emigrazione italiana, pagg. 669 e 686
  7. ^ a b http://www.consultanazionaleemigrazione.it/itestero/Gli_italiani_in_Brasile.pdf
  8. ^ Italia oggi - Encontro analisa imigração italiana em MG
  9. ^ a b c Immigrazione Italiana nell’America del Sud (Argentina, Uruguay e Brasile)
  10. ^ Brasil: 500 Anos de Povoamento. Povoamento 1500-1700
  11. ^ BAILY, Samuel L. Immigrants in the Lands of Promise: Italians in Buenos Aires and New York City: 1870 to 1914.
  12. ^ Saletto, Nara - Sobre a composição étnica da população capixaba (editore= Dimensões - Revista de História da UFES, Vitória, ES, v. 11, p. 11-364, 2000). URL consultato l'11 settembre 2008.
  13. ^ Migração - Cidadania Italiana - Dupla Cidadania - Encontro analisa imigração italiana em MG
  14. ^ La New York del Sud America
  15. ^ censimento del 2007, fonte Istituto Brasileiro de Geografia e Estatistica - IBGE
  16. ^ Censimento IBGE/2010
  17. ^ GROSSELLI, Renzo M.: "Colonie Imperiali nella Terra del Caffè - contadini trentini (veneti e Lombardi) nelle foreste brasiliane Espírito Santo 1874-1900" - EFFE/ERRE, 1987
  18. ^ Consolato generale d'Italia Rio de Janeiro http://www.consriodejaneiro.esteri.it/NR/rdonlyres/B5441797-1D44-4AA4-BE11-4C55B35CD529/0/RIOITALIA12.pdf
  19. ^ L'Italia in Brasile - Musica Italiana - 'Italia bella, mostrati gentile' - Canta Caterina Bueno
  20. ^ http://www.revistafenix.pro.br/PDF6/5%20-%20ARTIGO%20-%20AILTONPEREIRA.pdf
  21. ^ a b http://www.consiglio.basilicata.it/mondo_basilicata/mb11-12/mb_11_12_8.pdf

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bertonha, João Fábio. Os italianos. Editora Contexto. São Paulo, 2005 ISBN 85-7244-301-0
  • Cappelli, Vittorio. La belle époque italiana di Rio de Janeiro. Rubbettino. Soveria Mannelli, 2013 ISBN 978-88-498-3866-4
  • Cenni, Franco. Os italianos no Brasil. EDUSP. São Paulo, 2003 ISBN 85-314-0671-4
  • Favero, Luigi y Tassello, Graziano. Cent'anni di emigrazione italiana (1876-1976). Cser. Roma, 1978
  • Trento, Ângelo. Do outro lado do Atlântico. Studio Nobel. São Paulo, 1988 ISBN 85-213-0563-X
  • Storia dell'emigrazione italiana. Arrivi, a cura di Piero Bevilacqua, Andreina De Clementi, Emilio Franzina. Donzelli Editore. Roma, 2002 ISBN 88-7989-719-5
  • Italiani in Brasile. Rotte migratorie e percorsi culturali, a cura di Vittorio Cappelli e Alexandre Hecker. Rubbettino. Soveria Mannelli, 2010 ISBN 978-88-498-2782-8

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