Italofonia

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Mappa dell'italofonia nel mondo

L'area dell'italofonia designa l'insieme dei paesi e delle persone che parlano l'italiano come[1][2]:


Diffusione[modifica | modifica sorgente]

Oltre alla Repubblica Italiana, alla Svizzera Italiana (segnatamente il Canton Ticino ed alcuni distretti dei Grigioni), a San Marino e Città del Vaticano, in cui l'Italiano è parlato come prima lingua, alla Regione Istriana ed ai comuni di Capodistria, Isola e Pirano in Slovenia, che sono ufficialmente bilingui, esistono aree in Europa e nel mondo dove la "lingua del sì" è conosciuta da buona parte della popolazione, pur non essendo la lingua ufficiale.

È questo il caso di Malta, del Principato di Monaco e di parte del Nizzardo, della Corsica, di Fiume e di altre località del Quarnaro e, in misura minore, dell'Albania, Somalia, Eritrea e Etiopia. Per quanto riguarda invece la Libia e la Tunisia, l'italiano è stato ormai completamente sostituito dall'arabo.

L'italiano è inoltre utilizzato in alcune città costiere ed isole della Dalmazia (residuali nuclei autoctoni) e della Grecia (terre, comunque legate alla storia d'Italia).
In passato la lingua italiana era utilizzata da comunità storiche di emigrati in numerose altre località del bacino mediterraneo (da Gibilterra alla Crimea, da Costantinopoli all'Algeria passando per Alessandria d'Egitto e il Libano).

L'italiano è infine presente presso le comunità di emigrati in Canada, Stati Uniti, Argentina, Uruguay, Brasile, Australia, Venezuela, Germania, Francia, Svizzera, Belgio, Regno Unito, Lussemburgo, Sudafrica ed altri Paesi ancora.

In questi ultimi anni sta aumentando anche il numero di coloro che studiano l'italiano come seconda lingua, specialmente nell'est europeo ed in America. Circa 300 milioni (in maggioranza di origine italiana)[senza fonte] sono coloro che manifestano italofilia nel mondo. Infine va ricordato che Giorgio Silvestri (direttore della "Assemblea Legislativa della Liguria") ha calcolato che vi sono oltre 250 milioni di italofili nel mondo attuale.[3] Questa italofilia viene promossa attivamente nel mondo anche dai 423 Comitati della Società Dante Alighieri (associazione a tutela dell'italofonia) e storicamente dalla Chiesa cattolica.[4]

La diffusione della lingua italiana nel mondo è promossa anche con l'ausilio di programmi radiotelevisivi, di cui si occupano la Comunità radiotelevisiva italofona (CRI)[5] e Rai Internazionale[6], che promuovono notiziari, canali tematici, programmi radio e riviste elettroniche di portata internazionale in italiano, per permettere alla comunità italofona di fruire di uno spazio comune di informazione e confronto in lingua italiana.

Stime numeriche dell'italofonia[modifica | modifica sorgente]

Come per la maggior parte delle lingue, anche per l'italiano mancano censimenti attuati periodicamente da una o poche istituzioni a livello globale. Per avere una idea del numero complessivo di italofoni a livello globale, si può ricorrere a metodi differenti.

Un primo approccio alla stima del numero di italofoni nel mondo può essere il conteggio dei cittadini italiani in Italia e all'estero, di cui si assume oggigiorno una italofonia almeno sufficiente, a cui si sommano gli italiani etnici (gli emigranti e i discendenti della emigrazione italiana), e gli stranieri residenti in Italia.
Si tratta tuttavia di un approccio non facilmente verificabile, poiché esclude:

  • italofoni di etnia non italiana e non residenti in Italia, che studiano l'italiano per altre ragioni (personali, lavorative, ecc.);
  • italiani etnici di aree tradizionalmente italofone esterne all'Italia, quali Svizzera (specie il Canton Ticino), Istria, Dalmazia, Malta.

L'approccio inoltre include:

  • italiani etnici che non necessariamente parlano italiano. Nelle zone tradizionali di emigrazione, il rapporto tra oriundi italiani e italofoni vede spesso prevalere la prima componente.

Applicando questo approccio, risulta che l'italofonia nel mondo riguarda oltre 145.000.000 di individui. Nel 2011 nel mondo vi erano infatti circa 61 milioni di Italiani (sommando gli italiani e gli stranieri residenti, molti dei quali con doppia cittadinanza) abitanti in Italia ed oltre 4 milioni di italiani residenti all'estero.[7] Inoltre vi sono nel mondo circa 81 milioni di discendenti diretti di italiani che parlano un minimo di lingua italiana[senza fonte].[8]

Raccolta delle statistiche disponibili[modifica | modifica sorgente]

Un secondo approccio consiste nel reperire, dove possibile, i dati statistici sull'italofonia disponibili nei vari paesi.
Anche questo approccio presenta diversi limiti:

  • le definizioni di abilità linguistica possono essere differenti, così come le metodologie statistiche adottate per la rilevazione;
  • in alcuni paesi l'importanza della questione linguistica può interferire nella rilevazione oggettiva dei dati, rilevabili secondo parametri che tendano a manipolarli in funzione di scopi politici (o altri) a favore o contro la componente italofona della popolazione.
  • gli anni di rilevazione sono spesso differenti. Una eccessiva differenza dovrebbe suggerire prudenza nel sommare le differenti stime.

Tuttavia, l'approccio dovrebbe garantire una maggiore oggettività rispetto ad altri metodi, dati:

  • l'uso di metodi statistici generalmente esposti e verificabili, presentati e dettagliati nelle rilevazioni;
  • la generale verificabilità dei macrodati elaborati dai vari istituti nazionali di statistica o dai ricercatori nel corso dei loro studi, messi a disposizione del pubblico e di altre istituzioni nazionali e internazionali.
  • differenze non eccessive tra gli anni di rilevazione consentono comunque di avere una idea del numero di italofoni globale, poiché i cambiamenti avvengono generalmente in decenni, non in pochi anni.
Stime del n° di italofoni nei diversi paesi
Paese Parlanti madrelingue Parlanti L2
Albania Albania N.D. 1.200.000-1.600.000 (2010)[9]
Australia Australia 316.893 (2006)[10] N.D.
Canada Canada 660.945 (2006)[11] N.D.
Giappone Giappone N.D. 360.000(2013)[12]
Guatemala Guatemala N.D. 4.400 (2012)[13]
Montenegro Montenegro 454 (2013)[14] 12.000 (2007)[15]
Svizzera Svizzera 554.422 (2011)[16] N.D.
Unione europea Unione europea (Italia inclusa) 58.500.000 (2012)[17][18] 13.500.000 (2012)[17][18]
Stati Uniti Stati Uniti 723.632 (2011)[19] 80.752 (2009)[20]
Tunisia Tunisia N.D. 31.500 (2007-2009)[21]
Venezuela Venezuela N.D. 200.000 (2011)[22]

Editoria Italofona[modifica | modifica sorgente]

Purtroppo per motivi doganali la circolazione di prodotti editoriali italiani nelle aree italofone trova gravi ostacoli o grossi costi. Nel "vicino" Canton Ticino ad es. il numero di librerie con libri in italiano sta diminuendo e il fallimento del principale operatore svizzero d'importazione di periodici e libri italiani Melisa, ha complicato ulteriormente le cose, anche perché quest'azienda svolgeva il ruolo di distributore di prodotti editoriali italiani sul mercato mondiale, anche in posti molto remoti. Vero che esiste internet, ma tuttavia è un vero peccato che le case editrici milanesi spesso incontrino problemi doganali o fiscali per spedire libri o organizzare una presentazione a 50 km da piazza Duomo. Sempre a causa di un fallimento si è molto ridimensionata la casa editrice Casagrande di Bellinzona che per anni era stata la principale casa editrice Italofona al mondo. Nella repubblica di San Marino ci sono pochissime librerie mentre invece all'interno del vaticano sono presenti sia la Libreria editrice vaticana che uno dei quotidiani in lingua italiana più prestigiosi, L'Osservatore Romano. Negli anni settanta molto importante per l'abolizione del monopolio sulle trasmissioni radiotelevisive il ruolo svolto dalle emittenti televisive extraitaliane in lingua italiana come RTSI, Telemontecarlo e Telecapodistria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dizionario di italiano Sabatini Coletti: italofono.
  2. ^ Vocabolario Treccani: Italofono.
  3. ^ Italofilia nel mondo
  4. ^ Relazione di Tullio De Mauro, p.24
  5. ^ Comunità radiotelevisiva italofona, pagina iniziale.
  6. ^ Rai Internazionale online, pagina iniziale.
  7. ^ Fondazione Migrantes: "Rapporto Italiani nel Mondo 2011" pag.8
  8. ^ Statistiche dell'emigrazione italiana secondo la Chiesa cattolica
  9. ^ Esmeralda Ademi, Mirjana Bulija, Maurizio Longo, Una quantificazione della penetrazione della lingua italiana in Albania tramite la televisione. (PDF) in Education et Sociétés Plurilingues, nº 28, 2010, pp. 53-63. URL consultato il 2 luglio 2013.
  10. ^ 2914.0.55.002 - 2006 Census of Population and Housing: Media Releases and Fact Sheets, 2006
  11. ^ Stato del Canada, censimento ufficiale del 2006. Dati del Censimento
  12. ^ Ambasciata d'Italia a Tokyo: Lo studio della lingua e della cultura italiana in Giappone. Sito consultato il 13/09/2013
  13. ^ Bollettino Itals, febbraio 2012: «La promozione e la didattica dell’italiano in Guatemala»
  14. ^ Comunità degli italiani di Montenegro: membri. Consultato il 26/08/2013.
  15. ^ Julijana Vuco, Diffusione e insegnamento dell'italiano in Serbia e in Montenegro (PDF) in La questione adriatica e l'allargamento dell'Unione Europea, Franco Angeli, 2007, pp. p.120. URL consultato il 26/08/2013.
  16. ^ Censimento federale della popolazione 2011: Popolazione residente permanente di 15 anni e più secondo le lingue principali
  17. ^ a b Commissione europea, Eurobarometers - European and their languages (PDF) in Eurobarometro, 2006. URL consultato il 19 agosto 2013.
  18. ^ a b Commissione europea, European and their languages-Report 2012 (PDF) in Eurobarometro, 2012. URL consultato il 19 agosto 2013.
  19. ^ Camille Ryan, Language Use in the United States: 2011 (PDF) in U.S. Census Bureau, 2011, pp. p.3. URL consultato il 19/08/2013.
  20. ^ Camille Ryan, Enrollments in Language Other Than English in United States Institutions of Higher Education, Fall 2009 (PDF) in The Modern Language Association of America, 2010, pp. p.15. URL consultato il 26/08/2013.
  21. ^ Bollettino Itals febbraio 2010. L’italiano in Tunisia : situazione attuale e prospettive future.
  22. ^ Giulia Bernasconi, L'italiano in Venezuela (PDF) in Italiano Lingua Due, n.2, 2011, pp. p.20. URL consultato il 25/08/2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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