Visignano

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Visignano
comune
(HR) Višnjan
(IT) Visignano
Visignano – Stemma
Visignano – Veduta
Dati amministrativi
Stato Croazia Croazia
Regione Grb Istarske županije.svg Istria
Sindaco Milan Dobrilović
Territorio
Coordinate 45°17′N 13°43′E / 45.283333°N 13.716667°E45.283333; 13.716667 (Visignano)Coordinate: 45°17′N 13°43′E / 45.283333°N 13.716667°E45.283333; 13.716667 (Visignano)
Altitudine 244 m s.l.m.
Superficie 67,45 km²
Abitanti 2 266 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità 33,6 ab./km²
Altre informazioni
Lingue croato / italiano
Cod. postale 52463
Prefisso 052
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti visignanesi
Patrono Santi Quirico e Giulitta
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Croazia
Visignano
Sito istituzionale

Visignano (in croato Višnjan) è un comune croato di 2.266 abitanti, situato nell'Istria occidentale, non lontano da Parenzo. È sede dell'osservatorio di Visignano dal 1977.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Visignano è situato a 12 km ad est di Parenzo e a 3 km ad ovest della strada di Pola-Capodistria.

Adesso, con la nuova strada denominata Ipsilon, Visignano è diventato l'uscita principale per Parenzo e Torre.

A Visignano c'è una delle più grandi foibe d'Istria.

La popolazione italiana, ivi residente fino alla fine dell'ultima guerra, per la gran parte ha esodato, facendo diminuire notevolmente il numero di abitanti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta
Cisterna, belvedere e Loggia veneziana
Arco con Leone di S. Marco
L’Osservatorio

Le origini di Visignano risalgono alla Preistoria; i reperti archeologici testimoniano che nella parte collinare era insediato un castelliere. Conquistata dai Romani nel II secolo a.C., l’area fu assegnata ai veterani, che fondarono una colonia agricola collegata all’agro di Parenzo. Il centro del paese fu chiamato Visignanum, Vicinius e Guissignanus: i vari toponimi indicano il rapporto di vicinanza con il fondo di Parenzo, municipio (poi elevato a colonia) cui Visignano fu soggetta nel periodo romano e bizantino.

Dal X secolo era nei possedimenti ecclesiastici, sotto il vescovo di Parenzo. Dopo il 1077 il vescovo di Parenzo donò Visignano e Visinada a Enrico di Eppenstein, marchese d’Istria. Risale al 1203 il primo richiamo di Visignano nelle fonti scritte; il paese è inserito nell’atto di ricognizione dei confini delle cosiddette “terre di S. Mauro”, nome che identificava il territorio di Parenzo, dal nome del vescovo San Mauro di Parenzo (V secolo); l’atto di ricognizione era stato disposto dal Patriarca Volchero, marchese d’Istria.[1] Allo stesso periodo risale il passaggio di Visignano dal territorio di Parenzo a quello di Montona; nei secoli successivi fu così amministrata da nobili di Montona. Nel corso del tempo sorsero numerosi conflitti fra le amministrazioni per la determinazione dei confini. Nel 1320 esse ebbero soluzione con un incontro tra il Capitano del Pasenatico di S. Lorenzo e i podestà di Parenzo e di Cittanova. Nel 1376, a causa dei conflitti di confine tra i Parenzo e Montona, Visignano fu teatro di violenze. Nel 1475 si addivenne ad un accordo, il cui testo fu affisso nella Chiesa di S. Quirico a Visignano.

Montona, con Visignano, appartenne dal 1278 al 1797 alla Repubblica di Venezia. La chiesa di Visignano fu sottoposta alla giurisdizione ecclesiastica della chiesa di Montona, ma restava la sua sottoposizione alla Diocesi di Parenzo. Risalgono la periodo veneziano numerose opere architettoniche del paese.

Alla fine della Repubblica di Venezia, nel 1797 Visignano passò sotto la dominazione austriaca e poi della Francia napoleonica (18061814), all’interno delle Province illiriche; in questo periodo il territorio di Visignano fu staccato da Montona ed aggregato al comune di Visinada. Col Congresso di Vienna Visignano, con l’Istria, tornò sotto l’Austria, fino al passaggio all’Italia dopo la Prima guerra mondiale. Sotto la dominazione austriaca Visignano divenne un comune autonomo (1849), cui furono aggregati i comuni di Montelino/S. Vitale (1851), Mondellebotte e San Giovanni della Cisterna (1864). Il Comune rientrava nel distretto giudiziario di Montona e nel distretto politico di Parenzo.[2]

Nel 1895 sorse nel paese una società di mutuo soccorso.[3]

Con decreto ministeriale 28 novembre 1924 il suo nome fu mutato in Visignano d’Istria.[4]

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Secondo il censimento del 2001 a Visignano abitano 625 persone, mentre nell'intero comune abitano 2.187 persone di cui il 78,65% sono Croati, 9,1% sono Italiani. Il comune è bilingue, croato e italiano. Come in molti altri comuni dell'interno dell'Istria la popolazione di Visignano da diversi anni tende a spostarsi sulla costa.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2001
89,44% madrelingua croata
8,78% madrelingua italiana

Secondo il censimento del 2011 si è ridotta la presenza italiana e croata ed è aumentata la presenza delle altre etnie.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2011
70,01% madrelingua croata
6,82% madrelingua italiana

Monumenti e luoghi d’interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Cimitero, ai margini di un bosco di pini marittimi e di un querceto. Ha un’entrata monumentale; al centro, Chiesa di S. Maria Maddalena, in pietra calcarea, con campanile a vela; a pianta rettangolare, ha abside esagonale con finestrelle gotiche, oggi chiuse; all’entrata, lapide tombale che reca la data del 1597. Nel cimitero, tomba con trifora gotica della famiglia Zelco. [2]
  • Piazza della Libertà (Trg Slobode), ex Piazza Dante, con ippocastani; monumento a Jože Šuran.
  • Chiesetta gotica di S. Antonio Abate (XIII-XIV sec.). Basso portale ad arco acuto, con due piccole finestre ai lati. In alto, in luogo del rosone, foratura a forma di croce; il pavimento è in pietra; acquasantiera ricavata da un davanzale in calcare. Interno a volta, interamente affrescato: scene di Cristo incoronato di spine e vita di S. Antonio, opera di un artista ignoto. L’altare è barocco.[2] Sopra l’altare, S. Antonio che protegge i fedeli, affiancato da S. Veronica e S. Elena, opera di Domenico Pozzoni (1550), proveniente da Udine e dimorante a Dignano.[5] Sulle pareti vi sono scritte in alfabeto glagolitico.[2]
  • Il paese ha avuto mura di cinta fino al 1750; alla parte più antica (ex fortezza) si accede da Via Silvio Fortuna (ex Via San Marco), con a fianco case barocche; un tempo v’era la Porta Grande (o Porta vecchia); resta l’arco con Leone di S. Marco, edificato nel 1617 e più volte ricostruito.[2]
  • ex Piazza S. Marco, chiamato anche Olimpo, con Belvedere.
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, edificata (1830-1834) sulla precedente del 1560. La facciata è neoclassica, con “l’occhio di Dio” nel tamburo. All’interno, olii su tela del XVI-XVII secolo, tra cui quelli raffiguranti i Santi Pietro, Paolo e Girolamo (attribuiti originariamente alla scuola di Paolo Veronese e più di recente a Giovanni Contarini), Madonna del Rosario (di Giorgio Ventura) e Madonna con il Bambino e i Santi Antonio abate, Quirico, Giulitta ed Elena (di Marco Vecellio, nipote di Tiziano).[6]. Il soffitto è decorato con il martirio di S. Giulitta. Nel tesoro della chiesa, pianeta e borsa per corporale a trapunto di seta (XVIII secolo).[7]
  • Campanile (1753), staccato dalla chiesa, è in stile veneziano ed è alto 27 metri[5]
  • Loggia veneta o veneziana (XVII secolo), restaurata nel 1753; è aperta su tre lati, con tetto sorretto da pilastri e da sette colonne rotonde;[5]; nella Loggia si tenevano le assemblee pubbliche e lì il banditore leggeva le disposizioni comunali dopo la celebrazione della Messa.[2]
  • Cisterna comunale (1842), in calcare bianco, della capacità di 700 metri cubi.[2]
  • La Chiesa di S. Rocco originaria, in stile gotico, fu demolita per la viabilità; è stata spostata e ricostruita nel 1923.[2]
  • Meridiana, nei giardini pubblici (dedicati ad Antun Korlević), con basamento in pietra opera di Marijana Paić[8]

Località[modifica | modifica sorgente]

Mondellebotte (Bačva): chiesa di San Giacomo

Il comune di Visignano è diviso in 46 insediamenti (naselja):

  • Ansicci (Anžići)
  • Argentina (Srebrnići)
  • Baratto (Barat)
  • Barici (Barići)
  • Benzani (Benčani)
  • Brosquari (Broskvari)
  • Bueri (Bujarići)
  • Cerion (Cerion)
  • Civitani (Cvitani)
  • Colombera (Kolumbera)
  • Corazza (Vejaki)
  • Corlevi (Korlevići)
  • Cossutti (Košutići)
  • Curiavici (Kurjavići)
  • Declevi (Deklevi)
  • Decli (Diklići)
  • Fabaz (Fabci)
  • Farini (Farini)
  • Gambetti (Gambetići)
  • Gracchi (Bucalovići)
  • Legovi (Legovići)
  • Maicussi (Majkusi)
  • Milanesi (Milanezi)
  • Milessi (Kočići)
  • Mondellebotte (Bačva)
  • Prazzari (Prašćari)
  • Percati (Prhati)
  • Persurici (Pršurići)
  • Radossi di Visignano (Radoši kod Višnjana)
  • Radovani (Radovani)
  • Raffaelli (Rafaeli)
  • Rappavel (Rapavel)
  • Sinosi (Sinožići)
  • Smolizzi (Smolići)
  • Sterpazzi (Strpačići)
  • San Giovanni (Sveti Ivan)
  • San Marco (Markovac)
  • Senandraghi (Ženodraga)*
  • Stuti (Štuti)
  • Vascotti (Baškoti)
  • Verchiani (Vrhjani)
  • Visignano (Višnjan)
  • Vrani di Visignano (Vranići kod Višnjana)
  • Zicori (Žikovići)
  • Zori (Zoričići)
  • Zusi (Žužići)

Economia[modifica | modifica sorgente]

Gran parte dell'economia è basata sull'agricoltura (olio e vino). Visignano è anche conosciuta per essere uno degli ultimi luoghi dove viene allevato ancora il Boscarin, un bovino autoctono dell'Istria. Gran parte della popolazione lavora sulla costa.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

È sede dell’Osservatorio di Visignano, con un’intensa attività scientifica.

Sede della “Comunità degli Italiani” dal 1947 al 1953, anno in cui fu soppressa dalle autorità jugoslave nell’ambito dei programmi di slavizzazione. Con l’indipendenza della Croazia la Comunità è stata riaperta nel 1992[9]; la nuova sede è stata inaugurata nel 2013[10]. Dal 1953 esiste una Comunità di Visignano d’Istria in esilio.[11][12]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

  • Scuola materna “Radost”
  • Scuola elementare Jože Šurana[13]
  • Collegio privato Manero[14]
  • Summer School of Science[15]
  • Visnjan School of Astronomy[16]

Persone legate a Visignano[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Codice Diplomatico Istriano - volume II
  2. ^ a b c d e f g h Dario Alberi, Istria. Storia, arte, cultura, Edizioni Lint, Triestre, 1997, pag. 1218 ss. ISBN 978-88-8190-015-7
  3. ^ Enzo Giuricin, Socialismo istriano e questione nazionale, Quaderni del "Centro Ricerche Storiche di Rovigno", vol. XXI, 2010, p. 82
  4. ^ Decreto del Ministro dell’Interno recante ”Cambiamento dei nomi del Comune, della stazione ferroviaria e dell’ufficio postale di Visignano in <<Visignano d’Istria>>”, in “Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia”, p. I, n. 17 del 22 gennaio 1925
  5. ^ a b c Roberto Palisca, Visignano, un piccolo museo a cielo aperto circondato da verdi e fertili campagne, “La Voce del Popolo”, 21 aprile 2012, pag. 18 ss.
  6. ^ Višnja Bralić - Nina Kudiš Burić, Istria pittorica. Dipinti dal XV al XVIII secolo. Diocesi Parenzo – Pola (Collana degli atti del Centro Ricerche Storiche di Rovigno), Unione Italiana – Università popolare di Trieste, Trieste 2005, 406 ss.
  7. ^ Ministero della Pubblica Istruzione, Elenco degli edifici monumentali e degli oggetti d’arte di Trieste, Istria e Fiume, Calzone, Roma, 1918, 62
  8. ^ (HR) Na višnjanskom trgu na dan proljetnog ekvinocija postavljena velika i impresivna ekvatorijalna sunčana ura, in www.glasistre.hr, 23 marzo 2007
  9. ^ Comunità degli Italiani di Visignano
  10. ^ A Visignano la nuova “casa” della comunità italiana, “Il Piccolo”, 23 settembre 2013
  11. ^ Associazione delle Comunità istriane
  12. ^ Sito della Comunità in esilio
  13. ^ (HR) http://www.os-jsurana-visnjan.skole.hr
  14. ^ (HR) http://www.ss-manero-visnjan.skole.hr/dani_otvorenih_vrata
  15. ^ (HR) http://www.sci.hr
  16. ^ (HR) http://www.astro.hr/vsa2005/

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio De Colle, Visignano d’Istria nel 1912, prefazione di Mario Fabbretti, 1959
  • Antonio De Colle, Friulani nel comune di Visignano d’Istria, “Bollettino ufficiale della Società filologica friulana”, nn. 1-6 (gennaio-dicembre 1960), pag. 182 ss.
  • Bertino Buchich, Visignano d’Istria, Mosetti, Trieste, 1994 (nuova edizione 2011)
  • Dario Alberi, Istria. Storia, arte, cultura, Edizioni Lint, Trieste, 1997, 1218 ss. ISBN 978-88-8190-015-7
  • Luigi Covaz, La mia Istria. Ricordi dell’infanzia a Visignano, Unione degli Istriani, Trieste, 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]