Albona

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Albona
città
(HR) Labin
Albona – Bandiera
Veduta della città vecchia
Veduta della città vecchia
Localizzazione
Stato Croazia Croazia
Regione Grb Istarske županije.svg Istria
Amministrazione
Sindaco Tulio Demetlika (DDI)
Territorio
Coordinate 45°05′N 14°07′E / 45.083333°N 14.116667°E45.083333; 14.116667 (Albona)Coordinate: 45°05′N 14°07′E / 45.083333°N 14.116667°E45.083333; 14.116667 (Albona)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 72,81 km²
Abitanti 11 703 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità 160,73 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 52220
Prefisso 052
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Albonesi
Patrono San Giusto
Giorno festivo 3 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Albona
confini comunali rispetto alla regione
confini comunali rispetto alla regione
Sito istituzionale

Albona[1] (in croato Labin, in veneto Albona, in tedesco Labin, desueto Tüberg) è una città dell'Istria, in Croazia, di circa 11.703 abitanti (di cui 6.884 residenti nel centro storico e nella frazione di Piedalbona).

Situata sulla costa sud-orientale dell'Istria a circa 3 km dal mare ad un'altitudine di 320 m s.l.m., Albona si trova tra la valle del Carpano e la valle degli Olivi, che scende verso il porto.

Albona è il modello meglio conservato in Istria degli antichi abitati formatisi nei molti secoli di vita.

La città attuale è costituita da tre parti, la città vecchia o alta (Stari Grad), la città bassa o Piedalbona (Podlabin), già Pozzo Littòrio d'Arsia, e la località balneare di Portalbona o Porto di Albona (Rabac) situata a circa 5 km dal centro.

Fino al 1947 era parte integrante della provincia di Pola. Albona con Arsia è gemellata, ufficialmente dal 2 marzo 2010, con il comune sardo, già carbonifero del bacino minerario del Sulcis: Carbonia[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Come provano alcune iscrizioni rinvenute, (ora visitabili nell’atrio del Comune di Albona), sotto l’Impero Romano il paese di Albona è stato un potente municipio che fu donato ai soldati veterani della Gens Claudia, i quali sulla costa marina costruirono le loro ville nel primo secolo a.C. Successivamente, nel primo secolo d.C., fu l’Imperatore Tito, della dinastia Flavia, ad iniziare a fare sfruttare il locale bacino carbonifero, facendolo diventare un importante centro minerario. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, il porto, i suoli e i giacimenti di Albona, furono utilizzati da Ostrogoti, Longobardi, Bizantini, Franchi, Germanici, Friulani e per vari secoli dai Veneziani (dal 1420 al 1797). Dopo il crollo della Repubblica Serenissima, il territorio di Albona fu assoggettato all’Impero Austro-Ungarico fino al 1918, quando venne poi annesso al Regno d’Italia. Durante il periodo fascista fu modernizzato lo sfruttamento della produzione di carbone fossile.

Negli anni venti i minatori fondarono la Repubblica di Albona, soffocata poi dall’esercito italiano. Negli anni trenta furono licenziati i minatori antifascisti e furono assunti solo vari emigrati italiani.

Nel 1937 venne distaccata parte del territorio comunale, che andò a costituire il nuovo comune di Arsia[3].

Nel 1945 i partigiani di Tito, tra cui numerosi minatori locali, scacciarono i soldati nazisti e fascisti. Per paura di rappresaglie politiche gli emigrati italiani tornarono nelle loro regioni di provenienza. Quindi Albona entrò nella Repubblica di Yugoslavia. E dal 1991 è nella Repubblica di Croazia.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Sono famose le “Dieci Attrazioni di Albona”. Partendo a piedi da Piazza Tito si notano il Palazzo Comunale dell’Ottocento, la Loggia del Cinquecento, e le Cappelle Gotiche di Santa Maria della Salute e dei Santi Cosma e Damiano. Entrando poi nella Città Vecchia passando da Porta Maggiore (detta San Fiore) si vedono il Palazzo Pretorio, il Palazzo Scampicchio, il Palazzo Lazzarini Battiala (e altri vari palazzi trasformati in musei), il Teatro Comunale (antico ma funzionante) la Loggia Civica (ricostruita nel Seicento), il Duomo di Santa Maria (con elegante facciata e portale gotico murato), la Chiesa di Santo Stefano (barocca), e la Chiesa di San Giusto, dalle cui vicinanze c’è un favoloso panorama da cui si ammirano il Monte Maggiore e varie isole appartenenti al Golfo del Quarnero.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La città è famosa per i suoi giacimenti di bauxite, marna di cemento e carbon fossile.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2001
1,59% madrelingua bosniaca
92,62% madrelingua croata
3,09% madrelingua italiana

Località[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Albona è diviso in 17 insediamenti (naselja):

Veduta della città bassa: Piedalbona

L'insediamento del capoluogo comprende la "città alta" o "città vecchia" (Stari Grad), con i rioni di Gorizza (Gorica), Dolizza (Dolica), Cragn (Kranj), Fortezza (Fortica), "Borgo" (Crć o Crćak), "Rialto" e "Santa Caterina" (Sveta Katarina), e la "città bassa" o Piedalbona (Podlabin).

Altre località del territorio del comune di Albona sono Berdo (Brdo), Borogna o Rabaz Superiore (Gornji Rabac), Catici (Katići), Caturi (Kature), Cranizza (Kranjica o Krojnica), Crevatini (Hrvatini), Dirindin (Junac), Dubrava o Selva (Dubrova), Dusizze (Dropići), Filici (Filići), Giogai (Žugai), Gondolo (Kandelovo), Glussici Superiore (Gora Glušići), Millevoi (Majal), Podvigne, Sant'Andrea (Sveti Andrija), San Gallo (Sveti Gal), Vizzani (Vicani o Vičane).

Persone legate ad Albona[modifica | modifica sorgente]

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ufficio turistico di Dernis
  2. ^ Gianfranco Nurra, Arsia, sorella del carbone in La Nuova Sardegna, 23-02-2010. URL consultato il 04-03-2010.
  3. ^ R.D. 27 ottobre 1937, n. 1815
  4. ^ sito del Comune di Manzano

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dario Alberi, Istria - storia, arte, cultura, Edizioni LINT, Trieste, 1997 ristampa 2006.
  • Mauro Pistis (Luglio - Dicembre 2007). Lettera al Sindaco di Arsia. Il Gazzettino della "Dante" Albonese XII (34): 16.
  • Fabio Amodeo, TuttoIstria, Edizioni LINT, Trieste, 1998
  • Francesco Krecic, Arsia, la bianca città del carbone. Storia della fondazione di un centro minerario in Istria fra le due guerre, Forum Edizioni, 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]