Portole

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Portole
comune
(HR) Oprtalj
(IT) Portole
Portole – Stemma Portole – Bandiera
Panorama di Portole
Panorama di Portole
Localizzazione
Stato Croazia Croazia
Regione Grb Istarske županije.svg Istria
Amministrazione
Sindaco Aleksandar Krt
Territorio
Coordinate 45°23′N 13°50′E / 45.383333°N 13.833333°E45.383333; 13.833333 (Portole)Coordinate: 45°23′N 13°50′E / 45.383333°N 13.833333°E45.383333; 13.833333 (Portole)
Altitudine 378 m s.l.m.
Superficie 60,67 km²
Abitanti 862 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità 14,21 ab./km²
Altre informazioni
Lingue croato, italiano
Cod. postale 52428
Prefisso 052
Fuso orario UTC+1
Targa PU
Nome abitanti portolese
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Portole
Localizzazione del comune di Portole nella regione istriana
Localizzazione del comune di Portole nella regione istriana
Sito istituzionale

Portole (in croato Oprtalj) è un comune croato di 862 abitanti, nella Regione Istriana. Il centro cittadino si trova su un colle alto 378 m. In piazza si trova la chiesa parrocchiale di San Giorgio del XVI secolo.

Località[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Portole è diviso in 16 insediamenti (naselja):

  • Benzani (Bencani)
  • Craici (Krajići)
  • Ceppich (Čepić)
  • Golobici (Golubići)
  • Gradigne (Gradinje)
  • Ipsi (Ipši)
  • Levade (Livade)
  • Monti di Visintini (Vižintini Vrhi)
  • Perelici (Pirelići)
  • Portole (Oprtalj), sede comunale
  • San Giovanni (Sveti Ivan)
  • Santa Lucia (Sveta Lucija)
  • Sorghi (Šorgi)
  • Stridone, Stridone d'Istria o Sdregna (Zrenj)
  • Visintini (Vižintini)
  • Znidarici (Žnjidarići)

Storia[modifica | modifica sorgente]

La cittadina è stata fondata da alcuni coloni del patriarcato di Aquileia nel 1102, e fu teatro delle sanguinose guerre tra il patriarcato di Aquileia e la repubblica di Venezia, conflitti che si protrassero per tre secoli, fino a che nel 1421, il villaggio non cadde in mano alla Serenissima, che ne fece un importante centro della penisola istriana.

Nel XV secolo, infatti la cittadina ebbe una notevole crescita demografica e commerciale, crescita che grazie ai coloni veneziani si protrasse fino alla fine del medioevo.

Con lo scoppio delle guerre di coalizione (1789-1815) e delle campagne militari napoleoniche, Portole cadde nelle mani dei Francesi, nel 1805 ed entrò a far parte delle province illiriche, protettorato francese fino al 1814, quando la regione subì una controffensiva austro-russa.

Ceduta all'impero austriaco nel 1815, con il congresso di Vienna, che sancì la fine della Serenissima, la cittadina subì una notevole immigrazione slava, che tuttavia non ne turbò l'originario nucleo omogeneo di veneziani e ladini. Portole rimase austriaca fino alla fine della prima guerra mondiale, quando in base al trattato di Versailles, nel 1919, venne integrata nel regno d'Italia, insieme alla penisola istriana.

Durante la seconda guerra mondiale la città fu vittima di intensi bombardamenti anglo-Aamericani, e alla notizia dell'armistizio di Cassibile l'8 settembre 1943, venne attaccata dai partigiani comunisti jugoslavi, che indisturbati arrestarono e deportarono molti Portolani e fu poi il 14 ottobre 1943 occupata dai tedeschi, che cacciarono gli slavi e integrarono la città direttamente al Reich, pur permettendo la formazione di una milizia armata italiana, sotto il comando del capitano Libero Sauro, figlio del noto martire e l'insediamento nel paese di un distaccamento del reggimento Trieste, al comando del tenente Giovanni Posabella. Seguirono poi cinque incursioni da parte dei partigiani comunisti Jugoslavi: Una prima la sera del 19 febbraio del 1944, quando una compagnia di partigiani comunisti Jugoslavi attaccarono il municipio del paese, dove erano rimasti solo sei militi Italiani, che esaurite le munizioni si diedero alla fuga, mentre i partigiani incendiarono il municipio, che fu completamente distrutto. Nei giorni successivi i partigiani attaccarono i quartieri di Stridone e Santo Stefano. Ricostituita la guarnigione locale con la III compagnia del reggimento Istria, i partigiani fecero una terza incursione nel paese il 2 giugno 1944, e una quarta il 12 giugno 1944, che finirono entrambe con la ritirata degli Slavi. Una quarta incursione avvenne il 30 giugno 1944, quando i partigiani Jugoslavi attaccarono la caserma della III compagnia, ma furono infine respinti da questa. La battaglia finale avvenne poi il 26 aprile 1945, quando le truppe regolari Jugoslave sconfissero la III compagnia e occuparono il paese.

Finita la guerra la città venne ceduta alla Jugoslavia in seguito ai trattati di pace di Versailles del 1947. La cittadina fa parte dal 1991 della repubblica di Croazia, in seguito alla guerra civile jugoslava.

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Fino alla seconda Guerra Mondiale, gli Italiani rappresentavano la quasi totalità della popolazione nel centro urbano, che dopo l'esodo si trova oggi pressoché disabitato e con quasi tutte le case pericolanti ed in rovina, fatta eccezione per alcune ville periferiche, abitate per lo più da croati.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2001
65,04% madrelingua croata
32,11% madrelingua italiana
1,83% madrelingua slovena

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dario Alberi, Istria, storia, arte, cultura edizioni Lint Trieste
  • Fabio Amodeo, Tutto Istria, edizioni Lint Trieste
  • Gaetano Longo, Libero storia di un oste, edizioni Lint Trieste

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]