Litorale (Slovenia)

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La regione storica del Litorale sloveno all'interno della Slovenia, comprendente la la regione goriziana e la regione litorale-carsica

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Il Litorale sloveno (Slovensko Primorje in sloveno, Slowenisches Küstenland in tedesco) è una regione storica della Slovenia. La regione ricalca la parte del Küstenland dell'Impero Austro-Ungarico oggi sotto amministrazione slovena. Fino alla Seconda guerra mondiale fece parte della Venezia Giulia italiana.

La regione comprende il Goriziano sloveno e l'Istria slovena. I centri urbani principali sono Nova Gorica e Capodistria. Dopo Lubiana il Litorale sloveno è la zona economicamente più sviluppata della Slovenia.

Nella regione è presente una minoranza italiana concentrata soprattutto nelle cittadine costiere istriane Isola d'Istria (Izola), Portorose (Portorož), Pirano (Piran) e Capodistria (Koper).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Per secoli parte dell'Impero d'Austria e poi dell'Austria Ungheria, tutto il Litorale Sloveno era parte del Küstenland, nel 1920 entrò a far parte del Regno d'Italia come parte della Venezia Giulia ed era diviso tra la Provincia di Gorizia, la Provincia di Trieste, la Provincia di Pola e la Provincia di Fiume. Nei territori annessi la autorità italiane avviarono una italianizzazione forzata della regione. Agli abitanti di lingua slovena venne negata la possibilità, fino ad allora vigente, di adoperare la propria lingua nei rapporti con le autorità e di apprendere la propria lingua madre nelle scuole. Furono soppresse 321 scuole elementari con lingua di insegnamento slovena, con oltre 45.000 alunni[1] Nell’intento di sradicare l’uso della lingua slovena le autorità italiane provvidero ad italianizzare non solo tutti i toponimi, ma anche i cognomi ed addirittura dei nomi di battesimo[2] e favorirono l’insediamento di molte migliaia di immigrati da altre parti del Regno d’Italia[3]. Con l’avvento del fascismo l’azione di bonifica etnica diventò ancora più brutale poiché all’intolleranza nazionalistica venne supportata dalle misure totalitarie del regime. La pesantezza del clima politico favorì un consistente flusso migratorio. Secondo alcune stime furono più di 35000 gli sloveni che scelsero la via dell’esilio[4]. La componente più determinata della popolazione slovena aderì a movimenti di rivolta.[5] Dopo l’aggressione dell’Italia alla Jugoslavia (6 aprile 1941) molti giovani aderirono al Fronte di Liberazione del Popolo Sloveno, il quale dopo la capitolazione dell’Italia e l’occupazione di Trieste e Gorizia da parte delle truppe tedesche[6] proclamò, all’assemblea plenaria del 16 settembre 1943, l’annessione del Litorale Sloveno, alla costituenda Slovenia.[7][8] Nel 1943 il Litorale venne occupato dalle truppe della Germania Nazista, che vi istituì la Zona d'operazioni del Litorale adriatico. Dopo la seconda guerra mondiale, nonostante che tutto il Litorale Sloveno fosse stato liberato dall'occupazione tedesca dalle truppe partigiane jugoslave, una parte di esso (Trieste e Gorizia), in cui risiedevano circa 65.000 Sloveni, fu assegnato all'Italia, il resto entrò a far parte della Slovenia e costituisce oggi l'attuale Litorale Sloveno.[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pavel Stranj, La comunità sommersa, pagina 173, Editoriale Stampa Triestina, Trieste 1989
  2. ^ Paolo Parovel, L’identità cancellata, Eugenio Parovel Editore, Trieste 1985
  3. ^ Francesca Longo e Matteo Moder, Storia della Venezia Giulia, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano 2004, ISBN 88-8490-629-6
  4. ^ Rapporti italo-sloveni, pagina 85 e pagina 88, Commissione storico-culturale italo-slovena (composta per la parte italiana il sen. Lucio Toth e i proff. Sergio Bartole, Fulvio Tomizza, Fulvio Salimbeni, Elio Apih, Paola Pagnini, Angelo Ara, Giorgio Conetti, Marina Cattaruzza e Raul Pupo), Nova Revija d.o.o., Ljubljana 2001, ISBN 961-6352-23-7
  5. ^ Paolo Parovel, L’identità cancellata, pagina 19, Eugenio Parovel Editore, Trieste 1985
  6. ^ Slovenski zgodovindki atlas, pagina 184, ed. Nova revija, Ljubljana 2011, ISBN 978-961-6580-89-2
  7. ^ Zgodovina Slovencev, pagina 804, Cankarjeva založba, Ljubljana 1979
  8. ^ [1] discorso del 12 settembre 1993 di Milan Kučan (primo Presidente della Slovenia eletto nel 1992)
  9. ^ AA.VV., Slovenski zgodovinski atlas, Nova revija, Ljubljana 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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