Mario Rigamonti

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Mario Rigamonti
Immagine: Mario Rigamonti.jpg
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Dati biografici
Nome Mario Rigamonti
Nato 17 dicembre 1922
Brescia
Paese bandiera Italia
Nazionalità
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Morto 4 maggio 1949
Superga (TO)
Altezza cm
Peso kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo mediano
Squadra
Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
?-1941
1941-1943
Brescia
Torino
Squadre di club1
1944 Brescia 13 (4)
1945 Lecco ? (?)
1945-1946 Torino 36 (0)
1946-1949 Torino 104 (1)
Nazionale
1947-1949 Bandiera dell'Italia Italia 3 (0)
Carriera da allenatore
Incontri disputati

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Palmarès

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1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 12 dicembre 2007

Mario Rigamonti (Brescia, 17 dicembre 1922Superga, 4 maggio 1949) è stato un calciatore italiano, nel ruolo di mediano.

[modifica] Biografia

Calcisticamente muove i primi passi nel Brescia e dalla squadra lombarda approda al Torino appena diciannovenne, nell'estate del 1941. Raggiungerà la prima squadra granata solo nel dopoguerra, gioca infatti in prestito nello stesso Brescia il torneo bellico del 1944 e nelle file del Lecco il torneo lombardo '45. È un difensore duro e coraggioso, talvolta rabbioso negli interventi. Il suo ruolo è quello di centrosostegno. È uno dei primi (se non il primo in senso assoluto) stopper del nostro calcio. Il termine non era ancora stato coniato e mancava ancora il libero. Il suo compito è di non far segnare il centravanti avversario, è lui che deve costringere con gli avversari più difficili al “digiuno”. È poco propenso nel concedere alla platea preziosismi inutili e diventa insostituibile per la sua concretezza del disimpegno. Un punto fondamentale della difesa del Grande Torino, meno raffinato di Virgilio Maroso, più simile a Aldo Ballarin. Uno degli elementi dal rendimento più costante, capace di giocare tutte le partite ad un ritmo infernale, con la massima concentrazione. È quindi considerato “il duro” della difesa, da cui il soprannome "la roccia" . Molti centravanti dell'epoca ricordano la sua decisione nella marcatura, cercava di anticipare i diretti avversari, ove non gli riusciva non esitava a ricorrere alle maniere forti. Spesso Valerio Bacigalupo lo aiutava in difesa richiamando la sua attenzione. Esuberante nella vita come sul campo, era lo "scapestrato" per eccellenza del gruppo. Leggendarie le sue corse in motocicletta, i suoi ritardi ai raduni estivi della squadra. Insieme a Bacigalupo e Danilo Martelli formava il "Trio Nizza", i tre mattacchioni del Toro che amavano cantare, fare scherzi, divertirsi. Una bella storia, una di quelle belle storie fuori dal campo, che resero ancor più grande, ancor più leggendario quel Torino. «Matto, matto come un cavallo, ma tanto buono» così era solito definirlo bonariamente Novo. Per lui era come un figlio, l'aveva visto crescere nelle giovanili, fino a vederlo titolare in prima squadra. “Riga” aveva una passione sfrenata per la moto e nonostante ci fosse il veto societario, il Presidente lo perdonava sempre per le sue scorribande da centauro. Era un tipo generoso, spontaneo, sempre pronto a riconoscere i meriti dei compagni:

« Mazzola è metà squadra, il resto lo facciamo noi. »

Nel Torino gioca 140 partite di campionato contribuendo alla vittoria di quattro scudetti. Nel maggio del 1947 Vittorio Pozzo gli consegna la prima delle sue “sole” tre maglie azzurre. Il ruolo di titolare in quella Nazionale che gioca ancora col “metodo” è di Parola.

Con i suoi compagni perde la vita nella tragedia di Superga.

A lui è stato intitolato lo stadio della sua città natale.

[modifica] Palmarès

Torino: 1945/46, 1946/47, 1947/48, 1948/49
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