Azzecca-garbugli

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Azzecca-garbugli
Il dottor Azzecca-Garbugli in un'illustrazione della Quarantana
Il dottor Azzecca-Garbugli in un'illustrazione della Quarantana
Universo I promessi sposi
Autore Alessandro Manzoni
1ª app. in Fermo e Lucia
Ultima app. in I promessi sposi
Specie umano
Sesso Maschio
Etnia italiano

Azzecca-garbugli è un personaggio del romanzo storico I promessi sposi; è il soprannome di un avvocato di Lecco, chiamato, nelle prime edizioni del romanzo, dottor Pettola e dottor Duplica (nell'edizione definitiva il nome non viene mai detto, ma solo il soprannome). Il nome costituisce un'italianizzazione del termine dialettale milanese zaccagarbùj che il Cherubini traduce "attaccabrighe"[1]. È un personaggio letterario del tutto secondario, ma è rimasto famoso per l'abilità del Manzoni nel creare e nel descrivere la sua personalità.

Viene chiamato così dai popolani per la sua capacità di sottrarre dai guai, non del tutto onestamente, le persone. Spesso e volentieri aiuta i Bravi, poiché, come don Abbondio, preferisce stare dalla parte del più forte, per evitare una brutta fine.

Renzo Tramaglino giunge da lui, nel capitolo III, per chiedere se ci fosse una grida che avrebbe condannato don Rodrigo. Inizialmente, l'avvocato crede che sia stato proprio Renzo a commettere il torto e cerca di rassicurarlo sulla sua abilità nel tirarlo fuori dai guai però, sentendo nominare il potente signore, respinge il giovane perché non avrebbe potuto contrastare la sua potente autorità. Egli rappresenta quindi un uomo la cui coscienza meschina è asservita agli interessi dei potenti. Compare anche nel capitolo quinto quando fra Cristoforo va al palazzotto di don Rodrigo e lo trova fra gli invitati al banchetto che si sta tenendo a casa appunto di don Rodrigo.

Apparentemente, è un uomo di legge molto erudito, e nel suo studio è presente una notevole quantità di libri, il cui ruolo principale, però, è quello di elementi decorativi piuttosto che di materiale di studio. Il suo tavolo invece è cosparso di fogli che impressionano gli abitanti del paese che vi si recano. In realtà non consulta libri da molti anni addietro, quando andava a Milano per qualche causa d'importanza.

Fisicamente è definito dal Manzoni come un uomo di media età, alto, asciutto, pelato, col naso rosso e una voglia di lampone sul viso, noto simbolo del vizio del bere. Porta una toga che funge da veste da camera. Questa descrizione mette in luce una connotazione negativa e allo stesso tempo ridicola dell'avvocato.

Il suo nome Azzeccagarbugli è dovuto al fatto che «azzeccare» significa "indovinare" e «garbugli» "cose non giuste" , quindi: Indovinare cose non giuste.

Ma non sarebbe stato il Manzoni a coniare l’accoppiata tra il verbo “azzeccare” e il sostantivo “garbuglio” stante che quando la parola entrò nei “Promessi Sposi”, aveva un’età superiore ai tre secoli. Il primo ad usarla fu Niccolò Machiavelli che, in un passo delle "Legazioni" (1510), scrive: “Voi sapete che i mercatanti vogliono fare le cose loro chiare e non azzeccagarbugli”. Questa spiegazione si trova nel Dizionario italiano ragionato e nel Dizionario etimologico di Cortelazzo-Zolli mentre gli altri vocabolari si limitano a indicare soltanto la matrice manzoniana. È giusto dare a Niccolò quello che è di Niccolò, ricordando inoltre che il Manzoni era un conoscitore dell’opera di Machiavelli ed è probabile che sia stato ispirato dal citato passo. Non si dimentichi, infatti, che nella prima stesura dei “Promessi Sposi” il personaggio si chiamava “dotor Pe’ ttola” e non Azzeccagarbugli.

Azzeccagarbugli è un leguleio, un vile parassita seicentesco, uomo del Seicento anche nel suo distinguer formale. La sua psicologia è la più vicina a quella di don Abbondio, ma il pauroso è qui diventato il diplomatico servitore di signori. Ha l'egoismo fisiologico del beone e del parassita; sulla sua psicologia di parassita s'innesta la sua nota prudenza vile e la sua miserabil doppiezza. Egli teme il signore potente e volge l'istruzione contro i deboli in favore dell'oppressore. Nel Capitolo V il brindisi finale nel palazzotto di don Rodrigo, a cui partecipa Azzeccagarbugli, ha la pompa ed il vacuo formalismo del secolo.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Cherubini, Vocabolario milanese-italiano, vol. IV, Milano, 1843, p. 539, s.v.
  2. ^ Luigi Russo, Personaggi dei Promessi Sposi

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