Mario Baratta

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Mario Baratta (Voghera, 1868Casteggio, 1935) è stato un geografo italiano. Tra i suoi molteplici interessi spicca in particolare la sismologia storica, disciplina di cui è considerato il fondatore.

La vita[modifica | modifica sorgente]

Studiò scienze naturali a Torino e a Pavia, ove, sotto la guida di Torquato Taramelli, si laureò nel 1890. Dallo studio fisico dei fenomeni sismici il suo interesse si spostò, fin dai primi anni, allo studio storico dei terremoti. Pubblicò nel Bollettino della Società Geologica (nel 1890, nell'anno stesso della laurea) gli Appunti storici sulle teorie sismico-chimiche e la Contribuzione alla teorie dei terremoti.

Tra il 1891 e il 1896 fu a Roma in qualità di assistente presso l'Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica, ma successivamente preferì ritornare a Voghera, dedicandosi, più che allo studio sul campo, al più casalingo ma, nel suo caso, assai più produttivo, studio storico dei fenomeni naturali. Questa specializzazione, praticamente da lui creata, unita al suo rigore scientifico, gli diedero in breve grande fama.

Dal 1903 fu professore di Geografia Fisica presso l'Università di Pavia, nella quale dal 1915 alla morte fu ordinario di Geografia, e dal 1922 anche preside della Facoltà di Lettere. Collaborò con l'Istituto Geografico De Agostini di Novara per la diffusione della cultura geografica in Italia attraverso la rivista "La geografia", di cui fu direttore e nella quale vennero pubblicati i contributi di Luigi Visintin sulla nuova impostazione da dare alla cartografia italiana. Anche durante il periodo fascista (movimento politico cui il Baratta aveva fin dall'inizio aderito con entusiasmo, credendo di trovarvi la prosecuzione degli ideali mazziniani tra cui era cresciuto) fu il punto di riferimento della vita culturale locale di Pavia, dove nel 1923 fu anche Presidente del Consiglio provinciale.

Stabilitosi in una villa sulle colline di Casteggio, paese alle cui antichità dedicò un saggio (Clastidium, 1932) che testimonia l'ulteriore spostamento dei suoi interessi verso gli studi di geografia storica e di storia, vi si spense prematuramente nel 1935.

Le opere[modifica | modifica sorgente]

L'opera I terremoti d'Italia (Torino, 1901), che ebbe il giovane Baratta come maggior contributore, contiene la descrizione più dettagliata possibile di ben 1364 terremoti avvenuti in Italia nei duemila anni precedenti. Nello stesso anno il Baratta pubblicò la Carta sismica d'Italia (la seconda edizione del 1935 fu da lui diretta poco prima della morte), che doveva essere nella sua intenzione il primo tassello di un atlante sismico del globo. Fu sempre lui a dare la più minuziosa descrizione, pochi anni dopo, della catastrofe sismica che distrusse nel 1908 Messina e Reggio di Calabria.

La sua predilezione per la geografia storica lo portò anche a studiare le implicazioni cartografiche, geografiche e geologiche dell'opera di Leonardo da Vinci, su cui scrisse numerosi saggi; ed estese questo interesse ad altri autori e cartografi antichi. Questi studi gli permisero altresì di ricostruire l'aspetto antico di diversi territori (importanti contributi diede in particolare per la zona del Delta del Po).

Notevole fu anche la sua opera cartografica: oltre ad avere elaborato la Carta sismica d'Italia, collaborò con Luigi Visintin alle prime edizioni del Grande Atlante Geografico De Agostini ed allAtlante della produzione e dei commerci, con Plinio Fraccaro e Luigi Visintin allAtlante Storico dell' Istituto Geografico De Agostini. Il Grande Atlante testimonia la precoce intuizione degli autori nel rappresentare cartograficamente una grande varietà di fenomeni, non solo fisici. Infatti già nella prima edizione del '22 conteneva varie carte tematiche innovatrici, soprattutto economiche e storiche (cfr. cambiamenti della carta geografica dopo la prima guerra mondiale). Morto ormai nel '35 Baratta, di cui fu mantenuto ancora il cognome in alcune edizioni del Grande Atlante, subentrò nella collaborazione per l' edizione del '38 lo storico antichista Plinio Fraccaro: fu allora aggiunta la sezione storica. Baratta dedicò altresì diversi saggi a temi economici e di geografia economica.

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