Luigi Visintin

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Ritratto giovanile di Luigi Visintin

Luigi Visintin (Cormons, 28 gennaio 1892Novara, 21 febbraio 1958) è stato un geografo italiano. Fu autore di una serie di atlanti, su cui hanno studiato intere generazioni.

Seppe coniugare scienza e divulgazione nelle sue innumerevoli ed innovatrici pubblicazioni, che ebbero grande successo in Italia ed all'estero, e contribuì alla diffusione della cultura geografica soprattutto in ambito europeo, statunitense ed ispano-americano, tanto da essere eletto socio onorario nella American Geographical Society.

Fu il regista dell'affermazione dell'editoria geografica a Novara, come dimostrano le sue diffusissime carte geografiche ed i suoi celebri atlanti, predominanti e per alcuni periodi unici nel panorama culturale italiano.

Luigi Visintin davanti alla scrivania che gli permetteva di lavorare in piedi
Il diploma di laurea di Luigi Visintin

Fu originario di Brazzano, frazione di Cormons, nel Friuli allora asburgico, a cui, pur vivendo a Novara, rimase sempre legato

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni in Friuli[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo Gigi, primo di tre fratelli, rimase orfano del padre Bartolo a cinque anni. Lo zio Giorgio Visintin[1], parroco di Muscoli, un paese situato nel comune di Cervignano del Friuli, si occupò di lui con la sorella Maria, lo tenne presso di sé e si accorse delle sue doti intellettuali, influendo sulla sua formazione religiosa e sulla sua rigorosa onestà.

Visintin cadetto dell'esercito austriaco nel 1914

Dopo la scuola preparatoria frequentò dal 1905 al 1912 il severo liceo-ginnasio statale austriaco di lingua tedesca di Gorizia (Staatsgymnasium), in cui l'onore era coniugato con la virtù[2]. Visse in quegli anni presso lo Knabensäminer e poi, come convittore, presso il collegio salesiano di Gorizia.

Studi all'Università di Vienna: musica, storia e geografia[modifica | modifica wikitesto]

Per tre anni, dal 1912 al 1914, visse nel vivace ambiente internazionale della capitale dell'impero asburgico, cuore della cultura europea, e frequentò l'Università di Vienna abbracciando con grande profitto l'indirizzo storico naturalistico della facoltà di Filosofia: era quella la celebre scuola di Albrecht Penck e di Eduard Brükner.

certificati di esami universitari in Contrappunto ed in Geografia all'Università di Vienna nel 1913-14

Poiché gli piaceva comporre[3] e sapeva suonare piano, violoncello ed organo, scelse i difficili ed estremamente selettivi corsi di Contrappunto del compositore viennese Herrmann Grädener, ma soprattutto conseguì una specializzazione di alto grado in storia e geografia, quale era impossibile raggiungere in Italia, dove la geografia era la Cenerentola di una serie di altre materie.

Seguì con ottimi risultati i corsi di storia[4] di Heirich Kretschmayr e di August Fournier, il celebre studioso di Napoleone, i corsi[5] di Eugen Oberhummer, studioso di geografia storica e di storia della geografia, e quelli[6] tenuti dal celebre geografo Eduard Brükner, che influì moltissimo sulla sua formazione. Non risultano invece esami specifici di geografia economica, ramo nel quale poi eccelse[7] elaborando atlanti economici importanti come l' Atlante della produzione e dei commerci o l' Atlante agricolo dell'Italia fascista e proseguendo così la tradizione dell'Istituto De Agostini[8].

Amici e compagni di studi e di interessi culturali[modifica | modifica wikitesto]

Viveva in un appartamento con alcuni colleghi, a cui aveva accettato di preparare il vitto, mentre gli altri eseguivano il resto dei lavori (odiava ad es. lavare i piatti). Furono suoi compagni di studi ed amici il germanista e saggista Ervino Pocar, il grande poeta gradese Biagio Marin, Augusto De Gasperi, fratello del più celebre Alcide De Gasperi allora deputato a Vienna. Si trovavano a Vienna in quel periodo uno scultore originario di Brazzano, che lavorava per la corte imperiale ed aiutava i compaesani, Alfonso Canciani, ed il celebre glottologo Carlo Battisti, che insegnava all'Università di Vienna e, pur essendo più anziano del Visintin, gli divenne amico e fu con lui prigioniero in Russia[9].

Dalla Russia a Torino e Novara[modifica | modifica wikitesto]

Allo scoppio della prima guerra mondiale il 28 luglio 1914 lui, cittadino austriaco, fu arruolato come aspirante ufficiale nell'esercito austro-ungarico[10]. Ricevette anche una denuncia, perché aveva suggerito ai soldati, per rinfrancarli da una lunga esercitazione, di marciare al ritmo, di "Su fratelli, su compagni", a suo parere molto adatto alla marcia. L'intelligente ufficiale superiore stracciò la lettera, dopo avergliela fatta leggere per metterlo in guardia dalla malevolenza altrui.

Come gli altri italiani sudditi austriaci fu inviato come ufficiale sul fronte russo nell'inferno della Galizia, dove gli imperi centrali furono sconfitti nei primi mesi di guerra. L'Italia del resto faceva parte della Triplice Alleanza (Germania, Austria-Ungheria, Italia) e solo l'anno successivo, dopo il patto di Londra del 26 aprile 1915, entrò in guerra contro l'Austria. Visintin partecipò alla battaglia di Galizia e rischiò più volte la vita salvandosi fortunosamente dai proiettili shrapnel, uno dei quali, il cui impatto era stato ammortizzato da un grosso mucchio di letame in cui si era gettato, sempre conservò.

Venne fatto prigioniero con il suo reggimento che era stato circondato dai Cosacchi. Dopo i faticosi spostamenti diurni, aiutato da un commilitone esperto della lingua locale (Carlo Battisti?), riuscì a trovare riparo al freddo notturno nel fieno di una legnaia, che dovettero difendere da un alto ufficiale che li voleva cacciare, facendosi forte della posizione sociale e del grado. Durante la prigionia studiò il russo, che ebbe occasione di usare una volta a Parigi mentre cercava degli atlanti, ma ottenne solo di spaventare i proprietari della libreria, di origine russa, che lo presero per una spia. Imparò per passatempo il gioco degli scacchi, ma soprattutto mise a frutto le sue competenze musicali, dirigendo con soddisfazione perfino nella Piazza Rossa la banda dei prigionieri da lui creata[11]. Si occupò anche della banda musicale dei vigili del fuoco di Orlov, che gli dimostrarono la propria riconoscenza in una specie di attestato.

Dopo un lungo soggiorno nei campi di prigionia di Kirsanov[12], nell'ottobre del 1916 colse l'opportunità di optare per l'Italia e chiese di esservi inviato con i due fratelli, Francesco e Antonio, casualmente ritrovati ed a lui inferiori d'età. Riuscì a far imbarcare sul vapore, l'ultimo in partenza per l'Italia, anche il fratello minore, che non avrebbe potuto partire, facendolo passare per suo facchino e nutrendolo poi del suo, in quanto era abusivo. Il viaggio (partenza da Kirsanov il 15 ottobre), attraverso la Russia, il porto di Arcangelo (con partenza il 30 ottobre), Glasgow (con partenza il 10 novembre), Southampton, Cherbourg, ed infine attraverso la Francia, fu avventuroso per la tempesta e gli attacchi di navi nemiche, ma ben peggiore fu la sorte di coloro che rimasero in Russia.

Giunto a Torino il 16 novembre, vi riunì i fratelli e la madre Benvenuta. Trovato un impiego, si laureò a pieni voti e con lode in Lettere e Filosofia già il 30 aprile 1918 con una tesi sulla carta geografica di Paolo Dal Pozzo Toscanelli. Aveva avuto anche qui valenti professori, come Lionello Venturi in Storia dell'Arte, esame nel quale non ebbe la lode perché non era stato visto alle lezioni del corso, probabilmente anteriore all'iscrizione all'Università del Visintin. Si dedicò all'insegnamento nell'Istituto Superiore di Commercio Paolo Boselli di Chieri e fu assistente volontario all'Università di Torino del geografo prof. Cosimo Bertacchi[13], che ne apprezzò le doti e la competenza e lo segnalò all'Istituto Geografico De Agostini, la cui attività era in declino per motivi economici tanto che cambiò proprietà nel novembre-dicembre 1919.

Alla direzione scientifica dell'Istituto Geografico di Novara[modifica | modifica wikitesto]

Il prof. Luigi Visintin fu assunto dal 1º maggio del 1919, prendendo servizio il 2 maggio come segretario di redazione del Calendario Atlante de Agostini e redattore responsabile della rivista La geografia. Già nel 1920 assunse la direzione scientifica dell'Istituto e curò fin dall'inizio una serie di opere. Del 1920 è il Nuovo atlante per tutti, che anticipa in un'ampia trattazione i principi basilari della sua cartografia e contiene numerose foto dell'Istituto stesso[14].

Alla scrivania dell'ufficio scientifico nel 1920

Fu dell'Istituto Geografico De Agostini Direttore Scientifico con procura generale[15] fino al 1958, anno della morte. Stava ancora lavorando, perfino nella casa di cura in cui era ricoverato per l'influenza asiatica, alla quinta edizione del Grande Atlante Geografico, del tutto rinnovata, che uscì postuma nel 1959. L'intensa attività lo costrinse ad abbandonare gli studi musicali, che avrebbe amato proseguire a livello professionale (e la gerarchia ecclesiastica glielo aveva offerto in cambio dell'ingresso nel clero), ma sempre amò la musica e si dedicò a suonare l'organo durante le brevi ferie estive. Si occupava, come passatempo, dell'orto e del frutteto modello, e seguì a Novara un corso di frutticultura. Mantenne la sobrietà delle origini, con un carattere che lo portava sempre al rispetto altrui, senza distinzione di ceto, origine, occupazione.

Negli ultimi tempi gli era stato dato in aiuto Umberto Bonapace, che fu poi professore all'Università di Torino, all'Università di Milano, all'Università di Firenze, e presidente del Touring Club Italiano, a sua volta affiancato, non molto tempo dopo la morte di Luigi Visintin, da Richard Fischer, che del Visintin era amico e proveniva dal celebre istituto cartografico Justus Perthes di Gotha[16], dove lo stesso Giovanni De Agostini si era formato.

Collaborò con varie istituzioni italiane e straniere, come l'Istituto Geografico Militare, e, nei primi anni Venti, insegnò topografia all'Aeroporto di Cameri nella scuola di volo Giuseppe Gabardini[17]. Fu presidente dei Dirigenti Industriali di Novara, che rappresentò a Roma come consigliere nazionale, adoperandosi insieme a Giuseppe Togni affinché i dirigenti potessero avere la pensione e mantenessero l'autonomia del loro istituto previdenziale[18]. Ebbe del resto sempre grande interesse per la scuola e la didattica, tanto da occuparsi in prima persona, alla fine della seconda guerra mondiale, insieme alla moglie Ada, maestra, ed alla figlia Lucia, laureata in Lettere, di una serie completa di testi diffusissimi per le elementari.

Alcuni giudizi elogiativi.[modifica | modifica wikitesto]

La sua molteplice ed ininterrotta attività fu facilitata dalla conoscenza delle lingue, dalla preparazione storica e matematica, dalla memoria eccezionale, dalla indipendenza di giudizio. L'appassionata dedizione al lavoro lo spingeva a lavorare in piedi accanto ad una scrivania speciale e lo portava all'Istituto Geografico De Agostini anche qualche ora della domenica mattina, perché non era disturbato da nessuno. Diceva che il suo impegno ed il suo successo derivavano in buona parte dalla fame che per lunghi periodi aveva dovuto sopportare. Della sua indefessa attività è testimone l'elenco delle opere, più volte ristampate ed aggiornate, pubblicate in Italia ed all'estero, in Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Slovenia, Turchia, Israele, America Latina, Stati Uniti, "e pochi sanno che quasi tutte furono merito del solo professore"[19]. Ormai famoso, riceveva spesso da varie parti dei quesiti anche strani, a cui rispondeva con precisione e cortesia: il peso della terra, l'altezza reciproca di Atlantico e Pacifico, dove finisce la vicinanza e comincia la lontananza.

Le sue competenze geografiche e cartografiche sono ben evidenziate, oltre che dalle opere stesse, dai suoi articoli sulla cartografia e dall'apprezzamento per l'altissimo standard degli atlanti da parte di Erwin Raisz della Harvard University[20], dagli elogi di I.B.F. Kormoss[21], dagli studi in proposito di Valussi e di Motta sotto citati. Importanti sono il giudizio prima ricordato di Honorio de Souza Silvestre, accompagnato da una attenta analisi e da una serie di confronti con le opere coeve non italiane, e quello del tedesco Friedrich Eduard Max Eckert[22], il celebre teorico della cartografia come scienza autonoma[23], secondo il quale il Grande Atlante Geografico già al suo apparire era "il vero atlante da studio quale mancava ancora alla cartografia tedesca"[24].

Per la comprensione delle novità da lui introdotte nell'arretrata cartografia italiana si segnalano, oltre all'introduzione al Grande Atlante Geografico del 1922 e all'introduzione al Goldmanns Grosser Weltatlas del 1953, firmata Luigi Visintin, gli Appunti di critica cartografica citati più sotto.

Dal 1920 al 1958[modifica | modifica wikitesto]

I primi atlanti per l'Italia e l'area ispano-portoghese[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo il Nuovo Atlante per tutti, a cui si è accennato, già del 1921 è l' Atlas Metodico de Geographia Moderna in portoghese per il Brasile, edito dal De Agostini insieme al Collegio Salesiano Santa Rosa di Nictheroy (Estado do Rio de Janeiro). Presenta alcune analogie, e non ultima la bella copertina di gusto futurista, con il coevo e molto più smilzo Atlante per tutti, di sole 29 tavole contro le ben 62 dell'Atlas Metodico, particolarmente ampie e numerose riguardo al Brasile. L'atlante brasiliano sembra quasi una prima prova del Grande Atlante. Vi è inserito un opuscoletto con un approfondito parere tecnico del Cathedratico de Geographia Honorio de Souza Silvestre destinato al Conselho Superior de Ensino, che consiglia, per la novità e superiorità delle carte su quelle degli atlanti stranieri suoi congeneri, la scelta dell'atlante italiano, trabalho de alto valor. Esso è di valore inestimabile per lo studio politico e fisico dei continenti dopo la conflagrazione mondiale.

Il successo del Metodico brasiliano fu tale che nel 1925 uscirono, sempre con le tavole di proprietà artistico-letteraria dell' Istituto Geografico De Agostini, due atlanti, uno per le scuole portoghesi (Nuevo Atlas Escolar Português, aprovado oficialmente) ed uno per le scuole brasiliane (Atlas historico-geografico para uso das escolas do Brasil), a firma João Soarez, professor do Instituto dos Pupilos do exercito, ma in realtà di Baratta, Fraccaro e, soprattutto Visintin, autore della presentazione più importante, perché Visintin vi analizza i rapporti fra le funzioni degli atlanti e i compiti della geografia[25].

Del 1921 è la nuova edizione dell'Atlante Geografico Moderno, impostato in modo molto diverso da quello di analogo titolo, ormai esaurito, di Giovanni De Agostini[26]; Luigi Visintin lo modificò già nel 1926 e poi a varie riprese fino alla morte. Del 1922 sono la innovativa nuova edizione dell'Atlante Geografico Metodico, che fu poi sempre aggiornato e rinnovato e divenne il più diffuso nelle famiglie italiane[27], e soprattutto l'importante prima edizione del Grande Atlante Geografico.

Il Grande Atlante Geografico del 1922[modifica | modifica wikitesto]

Primo in Italia di tale ampiezza, il Grande Atlante Geografico del 1922, di geografia fisica, politica ed economica,[28] dimostra la capacità di Visintin, che ne era ben consapevole, di coniugare la tradizione scientifico-naturalistica tedesca con quella umanistica italiana al fine di produrre un'opera destinata allo studio di livello superiore, all'interpretazione geografica del territorio e non più alla semplice consultazione politica e toponomastica, prevalente in Europa e negli atlanti tedeschi, non escluso lo Stieler. Il Grande Atlante vuole dare una visione dell'attività umana, mostrando dapprima il suolo in cui si esplica, poi i fattori svariati che la influenzano e infine i risultati che ne derivano, e che si manifestano nel campo della produzione, dei commerci, delle comunicazioni[29].

I progressi italiani, di cui era prova il Grande Atlante, testimoniati dal successo ottenuto in Sudamerica, Spagna e Portogallo, avevano portato l'Italia a gareggiare con Germania, Francia, Inghilterra per una specie di monopolio nella cartografia, nonostante che l'Italia avesse di fatto, un posto più che secondario per la cultura geografica[30].

Edito in diecimila copie già quasi tutte prenotate prima di uscire, era frutto della collaborazione con il vulcanologo e sismologo Mario Baratta, professore all'Università di Pavia ed aderente fin dalla prim'ora ai Fasci secondo una concezione estranea al Nostro, che, indisciplinato, non si presentò mai, nonostante le cartoline precetto, alle per lui superficiali conferenze del sabato fascista. Visintin aveva saputo individuare la necessità, nata dalla prima guerra mondiale, della creazione ex novo di un atlante per l'appunto di respiro "mondiale", dato che era profondamente mutato lo scenario internazionale. Il nuovo atlante, edito sotto l'auspicio del Ministero per l'Industria e Commercio e della Reale Società Geografica Italiana[31], fu il primo di tale ampiezza ad essere tutto di produzione ed elaborazione italiana. Infatti quello del Touring Club Italiano, l'Atlante Internazionale, fu del 1927.

Nel progetto del suo ideatore l'atlante doveva facilitare i più vasti rapporti commerciali, che Visintin auspicava potessero essere sviluppati dall'Italia nella nuova atmosfera di pace: da qui[32] una delle più importanti novità dell'atlante, la ricca sezione economica su trasporti, produzione, materie prime, rotte commerciali, che diede poi origine ad importantissimi atlanti speciali.

La leggibilità, l'evidenza dei fenomeni, la precisione della rappresentazione del territorio, l'eleganza del colore, la scelta opportuna delle proiezioni[33], della scala, il taglio delle tavole, la scelta dei toponimi e della loro scrittura dimostrano che il risultato auspicato era stato già allora pienamente raggiunto; queste caratteristiche, che facevano apprezzare l'atlante italiano in confronto a quelli europei[34], anche successivamente vennero conservate dagli atlanti di Visintin.

Data l'entità dell'opera, la rapidità con cui era stata redatta, la preparazione di partenza delle maestranze poco adeguata alle nuove esigenze, quello raggiunto con il Grande Atlante era un risultato quasi miracoloso. Nella nota introduttiva questo fatto viene messo in evidenza, assieme alla considerazione che già a priori l'impegno messo nell'opera si può capire dall'uso di un supporto cartaceo speciale reso necessario dai ben quattordici colori usati nella stampa e dalle quattordici passate nelle macchine. Il farticoso lavoro, con la responsabilità che comportava, costò al Visintin una forma di esaurimento subito curato nelle lunghe passeggiate della villeggiatura con la famiglia sull'Altopiano del Renon. I proprietari Cesare Rossi e Marco Boroli ne dedicarono una copia "Al Prof. Visintin con riconoscenza e con tutto l'affetto dell'animo nostro"[35].

Le novità delle successive edizioni[modifica | modifica wikitesto]

All'edizione del 1922, accompagnata presto da un supplemento a testimoniarne il successo, erano seguite le edizioni del 1925 e del 1927. Rispetto all'edizione del '22 erano state ampliate le sezioni di Europa e Nord America a scapito dell'America meridionale ed era stata inserita con più evidenza la parte economica. Quest'ultima, corredata di una trattazione geografica posta sul rovescio delle tavole, fu particolarmente elogiata anche dal Ministro dell'Economia Nazionale[36] e da lui considerata "largamente apprezzabile non soltanto per la parte fisica e politica, ma anche e soprattutto nei riguardi della parte economica esposta con organicità di criteri e larghezza di vedute"[37]. Il Ministro sottolinea la rispondenza dell'opera agli scopi culturali prefissati e la "ricchezza di notizie, di cartine, di grafici e di dati statistici"[38].

L'edizione del 1938, deceduto ormai Mario Baratta, mantenne l'impianto generale della terza edizione, che Luigi Visintin aveva, all'atto della pubblicazione, considerato definitivo, ma fu aggiunta una parte storica, costituita da carte e testo, frutto della collaborazione con Plinio Fraccaro. La notorietà dell'opera fece sì che i redattori fossero ripetutamente invitati a presentarla ai capi di stato e di governo in Italia e in Vaticano[39].

Il Grande Atlante Geografico fu pubblicato a lungo, sia pur con aggiornamenti e collaborazioni varie, anche dopo la morte di Luigi Visintin[40]. La quinta edizione, quella del 1959, senza più il testo ma arricchita di istogrammi, diagrammi, grafici di ogni genere e di numerose carte tematiche, era del resto frutto di un lungo ed appassionato lavoro da parte di Luigi Visintin[41] e traeva vantaggio dalla pubblicazione degli ultimi atlanti per l'estero. Edito in occasione del cinquantenario dell'attività novarese dell'Istituto dopo l'istituzione del Mercato Europeo Comune (MEC) e di alcuni organismi europei, il nuovo Grande Atlante si proponeva di avere respiro più decisamente europeo. Con le cinquecentocinquantasei cartine economiche, era "studiato in funzione di una più larga comprensione dell'interdipendenza dei fenomeni economici"[42]. Anche quest'opera, "coronamento di una nobilissima vita d'uomo e di scienziato"[43], ebbe "ampi ed unanimi consensi"[44]. A conferma di ciò nel 1965 l'International Atlas dell' Encyclopedia Britannica si basava su 117 tavole del Visintin.

L'Atlante Storico[modifica | modifica wikitesto]

Già a partire dal 1924 o 1925, essendo ormai obsoleti i manualetti storico-geografici di Arcangelo Ghisleri, con la collaborazione di Fraccaro, era iniziata la pubblicazione di un Atlante Storico, sostanzialmente unico in Italia e molto diffuso in varie vesti e con innumerevoli ristampe e redazioni, anche all'estero, almeno fino a tutti gli anni Cinquanta.

Di Luigi Visintin è certamente per intero la sezione moderna, che aveva il suo naturale compimento negli atlanti geografici, di cui l'impianto generale e le caratteristiche fondamentali erano riprese nell'atlante storico, insieme alla consuetudine di accompagnare alle carte una spiegazione storica, sintetica ma abbastanza esauriente, riportata, nelle redazioni più prestigiose, sul rovescio delle carte.

Anche l' Atlante Storico era notevole per l'eleganza della rappresentazione cartografica e si distingueva per la chiarezza dei dettagli, sebbene le carte non fossero in genere particolarmente numerose ed analitiche, tranne che per alcuni argomenti, quali la Grande Guerra. Si trattava comunque di un atlante di studio, di cui venne fatta un'edizione anche per la Spagna ed i paesi latino-americani. Nel'38, come si è detto, una sezione storica fu inserita nel Grande Atlante e numerose furono le edizioni per le scuole.

La produzione italiana per la Germania: il Goldmanns Grosser Weltatlas[modifica | modifica wikitesto]

Questo grande atlante[45], Die Umwelt des Menschen, edito da Goldmann nel 1955 a Monaco, a Vienna ed in Svizzera, più volte aggiornato e ristampato, anche in un'edizione minore forse anche più diffusa (Goldmanns Hndatlas, di 92 tavole, del prof. dott. Luigi Visintin e di Wilhelm Goldmann[46]), trattava astronomia, geologia, geografia, climatologia, antropogeografia, economia[47]. Adottato anche in Università straniere[48], era frutto della collaborazione del Visintin per la parte cartografica, di Herbert Bayer, un artista famoso soprattutto come grafico del Bauhaus, già collaboratore per l'atlante edito a Chicago, per l'iconografia, di Wilhelm Goldmann per i testi, dell'Istituto Geografico De Agostini, che ne mantenne come sempre il copyright, per la stampa[49].

Visintin nella sua introduzione ricapitolava i criteri a cui si era attenuto ed assicurava di avere aggiornato le sue carte al giorno precedente alla stampa. Aveva voluto produrre, con i suoi due coautori, un atlante "possibilmente completo, all'altezza delle esigenze scientifiche, funzionale e pratico per chi lo utilizza"[50]. Ben consapevole che in questo caso l'Italia si misurava ancor più con una tradizione scientifica quasi insuperabile, quella tedesca, si augurava che l'atlante in questione fosse "degno degli altri atlanti tedeschi che l'avevano preceduto"[50] e che erano stati utilizzati in Italia prima dei suoi[51]. Se con modestia Visintin si diceva pronto ad ascoltare i suggerimenti dei lettori, l'editore di Monaco nel risvolto di sovracoperta riconosceva l'entità dell'opera svolta ed affermava non senza fondamento che "In jedem Jahrzehnt erscheinen nur wenige so grosszügige und aussergewöhnliche Werke wie Goldmanns Grosser Weltatlas"[52].

Era un'ulteriore dimostrazione che Visintin non aveva solo pienamente realizzato il programma del fondatore dell'Istituto Giovanni De Agostini[53], ma era andato ben oltre sia nelle opere degli anni Venti sia con le ulteriori innovazioni introdotte negli anni Cinquanta. Esse erano state molto apprezzate nel XVI Congresso Geografico Italiano di Padova-Venezia del 1954, dove vennero ammirati due grossi atlanti, uno in lingua tedesca per un editore di Zurigo e l'altro in inglese in collaborazione con Rand Mac Nally[54] di Chicago per la Container Corporation of America[55], per la redazione del quale era iniziata la collaborazione con Herbert Bayer[56]. In seguito a quest'ultimo atlante, in cui balzava all'occhio la differenza fra la sezione internazionale fatta a Novara e le carte americane, Visintin era stato invitato a trasferirsi negli Stati Uniti, ma non volle abbandonare l'Italia. Bayer (Aspen 1953) ne dedicava una copia al Prof. Visintin: "Für Professor Visintin, zür Erinnerungs an unsere erfreüliche zusammen Arbeit und in Dankbarkeit für ihre grosse Hielfe an diesem Buch."[57]

Altre opere fra le più note e significative[modifica | modifica wikitesto]

Visintin in una foto di famiglia

Il Calendario Atlante De Agostini[modifica | modifica wikitesto]

La produzione che ebbe più successo, quella a cui il Professore "tedesco", come era per antonomasia chiamato, era più affezionato, era il Calendario Atlante De Agostini, il libretto rosso in formato tascabile che "compilava di persona con cura attenta e di cui fece un originale, completo e prezioso annuario geografico economico"[58], aggiornandone anno per anno, sulla base di pubblicazioni ufficiali e di fonti elaborate da enti dei paesi del mondo, sia la parte generale sia le sezioni dedicate singolarmente a tutti gli stati.

Lo considerava biglietto da visita suo e della casa editrice e lo chiamava affettuosamente Atlantino o Calendarietto per ricordare come era alle origini, appunto poco più di un calendario con qualche carta e statistica. I.B.F. Kormoss nell'opera citata (p. 8) ne auspicava l'edizione in altre lingue, oltre a quella francese, elogiandolo per la "ricchezza incomparabile dei dati geografici e statistici", per il formato indovinato e per il prezzo economico. Fu pubblicato in tedesco, francese, spagnolo, portoghese, ebraico con il titolo di Enciclopedia Geografica[59].

Anche oggi può essere molto utile il confronto fra le varie annate e fra le redazioni nelle varie lingue per la ricostruzione storica dei mutamenti nella carta geografica mondiale, in particolare nelle colonie. Del resto, come si può vedere nell'elenco sottostante, anche altre opere ebbero numerose edizioni in spagnolo, portoghese, francese, sloveno, e furono edite per America Latina, Nord America, Francia, Spagna, paesi dei Balcani.

Opere di studio e di consultazione[modifica | modifica wikitesto]

Ebbe vivo il senso delle esigenze della scuola[60], come evidenziano sia il testo teorico di Geografia generale, sia le carte murali e di consultazione, i planisferi, i globi, le carte mute, sia, in particolare, gli atlanti scolastici italiani e stranieri, quali, per l'Italia, il Moderno e, soprattutto il Metodico, corredato di numerose fotografie sul verso delle tavole (atlas moderne, avec un plan didactique excellent[61][62]). Quanto al Piccolo atlante della produzione e dei commerci I.B.F. Kormoss lo definisce oeuvrage unique dans son genre et très riche d'einseignement[63], che contiene unicamente carte economiche limitées à l'agricolture et à l'industrie[64] con présentation claire et convenable, parfois un peu chargée de noms (Italie, France)[65].. Réuni au Calendario ou à l'Atlante metodico, il rendra des services encore plus utiles[66]. All'agricoltura era stato dedicato del resto l'Atlante agricolo dell'Italia fascista.

L'elaborazione delle opere fu così competente, ampia, approfondita, scientificamente corretta da liberare l'Italia dalla dipendenza in tale settore dalla Germania, come del resto sottolineava già Eckert.

Opere divulgative[modifica | modifica wikitesto]

Si preoccupò della divulgazione del sapere geografico, che considerava in Italia troppo poco coltivato anche e soprattutto nella scuola, e cercò di farlo capire nei Congressi Geografici Italiani. Anche per questo scrisse una serie di articoli, per la verità abbastanza specialistici, sulla rivista La geografia. A partire dal periodo di stasi della seconda guerra mondiale, si dedicò ad una grande opera di nuovo tipo, di divulgazione ma di alto livello scientifico, quale è Continenti e paesi - Geografia illustrata del mondo moderno del 1952. Essa, ristampata a varie riprese e pubblicata anche in lingua francese ed in lingua spagnola, contiene un ampio testo riguardante tutte le parti del mondo, ottanta tavole cartografiche e numerose illustrazioni.

Geografia e cartografia in alcuni atlanti[modifica | modifica wikitesto]

Quello cartografico era un lavoro molto complesso, che venne facilitato più tardi, dopo la morte di Luigi Visintin, da nuovi strumenti quali riprese satellitari e uso dei computer. Questi strumenti peraltro necessitano, da parte dalla mente del geografo, di un'opera prioritaria di razionalizzazione e di astrazione riguardo ai fenomeni (antropici, fisici, climatici, economici ecc.) presentati da qualsiasi carta geografica nella loro totalità o in parte. Già a partire dal Congresso Internazionale di fotogrammetria di Zurigo del 1930 il Visintin si era posto il problema dell'utilizzo dell'aerofotogrammetria al posto dei rilevamenti sul terreno nella redazione delle carte topografiche, sia per le planimetrie sia sotto il profilo altimetrico, ed aveva utilizzato il metodo del rilevamento aereo nella redazione di una carta suddivisa in duecento fogli circa[67] coprenti San Paolo del Brasile e regioni contermini[68]. L'impresa andò a buon fine, come testimonia la lettera di Cesare Rossi a Mussolini datata 22 maggio 1933, XI dell'era fascista[69].

Visintin riteneva indispensabile per lo studio della geografia il supporto degli atlanti e viceversa. Perciò abbinò in genere immagini e trattazioni di commento alle tavole cartografiche. Possono a questo proposito essere indicativi, oltre al Grande Atlante, l' Atlante Geopolitico Universale (1947) e l' Atlante delle colonie italiane (1928), assai preciso su piano cartografico, redatto sulla base delle conferenze e degli accordi internazionali[70], puntuale nelle note geografiche sulle singole colonie, che, come al solito nel caso del Nostro, sono di grande chiarezza e sinteticità[71]. L'introduzione storico-politica a carattere generale[72], elencate sommariamente le esplorazioni, si sofferma sui singoli domini coloniali, e conclude che le potenze che danno prova di insipienza e trascuratezza "dovranno per fatalità cedere alle nuove energie che si affacciano desiderose di operare e pretendono avere un posto adeguato nel mondo"[50].

Gli studi di Luigi Visintin sull'Africa risalivano del resto al periodo di Vienna, in cui aveva seguito i corsi di Oberhummer del 1913 e del 1914, ed il suo interesse è testimoniato dalle tavole cartografiche da lui introdotte già nel Calendario Atlante de Agostini del 1920. Non è certo un caso che gli sia stato affidato il delicato ed impegnativo compito di tracciare i confini delle missioni nel Testo-atlante illustrato delle missioni 1932 della Sacra Congregazione di Propaganda Fide. L' Atlante delle colonie italiane, oggi di grande interesse storico[73], si distingue per la ricchezza delle illustrazioni, significative e per lo più inedite, scelte in modo oculato ed intelligente.

Riconoscimenti e onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Visintin in una cerimonia ufficiale (15-05-1927)

In alcune città gli è dedicata una via, ad es. a Novara, Udine, Brazzano, Cormons, Gorizia. Il Comune di Cormons, in collaborazione con l'Istituto Geografico De Agostini, l'Istituto di Geografia della Facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli Studi di Trieste, la Biblioteca Statale Isontina, la Biblioteca Civica di Gorizia, gli dedicò una lapide ed un Convegno tenutosi a Brazzano il 9 luglio 1988 con conferenze, piccola mostra e pubblicazione degli atti.

Gli furono intitolate dalla Fondazione Achille Boroli, nell'anno 2000, diciassette borse di studio per gli alunni delle classi Quinte che avessero superato l'esame di maturità conseguendo il voto di cento/centesimi e si iscrivessero all'Università. Fu

1. Membro Onorario della American Geographical Society con pieni diritti e privilegi dal 1951, come da attestato del 10 aprile 1951;

2. Cavaliere del Regno d'Italia;

3. Commendatore del Regno d'Italia;

4. Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario biografico friulano
  2. ^ Claudio Magris, in Un altro mare, ne descrive l'atmosfera
  3. ^ Aveva composto la barcarola che accompagnava la processione da Grado a Barbana
  4. ^ cfr. attestati dei tre esami su Europa, rivoluzione francese, Austria
  5. ^ cfr. attestati degli esami di cartografia, geografia generale, geografia fisica, antropogeografia su Africa, Stati Uniti e Germania
  6. ^ cfr. attestati degli esami di climatologia, geografia della Germania, rapporti fra i continenti, geografia matematica
  7. ^ cfr.opuscolo redatto da Umberto Bonapace per l'Istituto Geografico De Agostini in occasione della morte; contribuì a ciò la sua prima esperienza di insegnamento
  8. ^ Atlante di geografia commerciale del Prof. Dott. Guido Assereto "corredato con note illustrative e riveduto da E. Friedrich, Prof. di geografia alla R. Università di Lipsia", Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1908
  9. ^ cfr. foto p. 27 in Maghet, Motta, Valussi Luigi Visintin, in cui Battisti è il primo da destra in basso
  10. ^ cfr. foto p. 13 in Maghet, Motta, Valussi cit.
  11. ^ cfr. foto p. 27 in Maghet, Motta, Valussi Luigi Visintin citato
  12. ^ cfr. foto di prigionieri p. 21 in Maghet, Motta, Valussi cit., con Augusto De Gasperi nella seconda fila penultimo a destra
  13. ^ su Cosimo Bertacchi si può vedere Piccola storia di vita vissuta di Amalia Bertacchi, ed. L'Impronta, Torino, 1936
  14. ^ verteva sulla storia della cartografia, sulla necessità dell'uso delle carte geografiche, sulla loro finalità, sulla scala, sull'indicazione delle fonti, dei vari tipi di disegno e sugli effetti grafici da essi prodotti, sui vari momenti della produzione, compresa l'incisione litografica e il procedimento foto-meccanico, sulla scelta ragionata della proiezione più adatta (cfr. disegni, calcoli, grafici)
  15. ^ cfr. opuscolo edito dall'Istituto Geografico De Agostini in occasione della morte
  16. ^ cfr. nell'Ottocento il celeberrimo atlante di Augustus Petermann
  17. ^ ricevette in omaggio due tondi scolpiti da E. Casarotti, che rappresentavano Gabarda e torre di controllo con motto "In altissimis gloriam quaero"
  18. ^ cfr. azione in proposito di Giuseppe Togni
  19. ^ cfr. opuscolo sotto citato di Umberto Bonapace per l'Istituto Geografico De Agostini
  20. ^ General Cartography, New York, Mc Graw Hill 1948, p, 218
  21. ^ Atlas Scolaires Européens-Essai de bibliographie critique, Bruxelles, Commission Belge de bibliographie, 1957, analisi del 'Calendario Atlante, del Nuovo atlante geografico metodico, del Piccolo atlante della produzione e dei commerci,
  22. ^ Treccani
  23. ^ autore dell'opera monumentale Die Kartenwissenschaft ed ideatore di alcune proiezioni equivalenti fra cui la proiezione ellittica equivalente
  24. ^ Motta in Maghet, Motta, Valussi citato
  25. ^ In questa presentazione Visintin con ironia lascia trasparire chi sono i veri autori, dicendo che le tavole storiche sono state "tradotte diligentemente dall'autore", evidentemente nominale, il Soarez
  26. ^ Valussi in Maghet, Motta, Valussi citato
  27. ^ rinnovato nel 1926 e nel 1929
  28. ^ 102 tavole di geografia politica, fisica ed economica con duecentocinquanta carte, cartine, indice dei nomi, e con testi esplicativi in fondo alle tavole
  29. ^ cfr. Visintin Appunti di critica cartografica
  30. ^ cfr. Appunti di critica cartografica del 1926, edito nella rivista La Geografia, in cui il Visintin discute i giudizi stranieri sul Grande Atlante, in particolare di E. Romer, di W.L.G. Joerg, e le tesi di Eckert. Egli esplicita e confronta le soluzioni adottate nelle due prime redazioni, ed invita ad andare alla sostanza delle cosa ed a non fermarsi alle apparenze per comprendere a pieno la portata storica innovatrice del Grande Atlante
  31. ^ cfr frontespizio
  32. ^ cfr. nota introduttiva all'atlante, evidentemente del Visintin
  33. ^ per la discussione della scelta cfr. in Appunti di critica cartografica cit. la spiegazione della scelta delle proiezioni nei confronti del prof. Romer, dell'Università di Leopoli
  34. ^ cfr. Appunti di critica cartografica cit.
  35. ^ cfr. il volume nell'Archivio Visintin
  36. ^ cfr. lettera riportata come introduzione all'opera
  37. ^ cfr. lettera citata
  38. ^ vedi lettera citata
  39. ^ Visintin e Fraccaro, firmatario del Manifesto Croce del 1925 e convinto che "come la storia insegna, i dittatori fanno sempre la guerra", furono ad esempio invitati a presentare l'atlante a Mussolini, ed il solo Fraccaro fu oggetto dell'interesse di questi, che, tutto preso dalla questione della razza, lo sottopose ad un fuoco di fila di domande sull'impatto della discesa dei Longobardi in Italia. Diverso in altra occasione l'atteggiamento di Vittorio Emanuele II, che era apparso molto preparato nelle domande ed accogliente anche nei confronti di chi si era limitato a portare gli atlanti, certo di non essere ammesso alla presenza del re e quindi vestito in modo non consono all'occasione. Al Visintin, che aveva noleggiato l'abito di rito a Roma, toccò di trovare nella tasca un fazzoletto dimenticato, e perciò si dotò poi di tutti gli abiti necessari per le varie occasioni, pur protestando a volte vigorosamente con la moglie che gli pareva di sembrare un pagliaccio
  40. ^ vedi sotto nell'elenco delle opere
  41. ^ ci stava lavorando anche durante il ricovero ospedaliero per l'influenza asiatica che portò alla morte lui che a stento aveva superato tanti anni prima l'influenza spagnola
  42. ^ cfr. presentazione dell'editore
  43. ^ vedi presentazione dell'editore citata
  44. ^ cfr. introduzione all'edizione successiva del 1966
  45. ^ cfr. in Google sotto la voce Goldmanns Grosser Weltatlas
  46. ^ cfr. prefazioni di Goldmann e Visintin
  47. ^ Astronomie, Geologie, Geographie, Klimakunde, Wirtschaft, Bevölkerungskunde
  48. ^ a Torino Visintin aveva in uso il Sydow-Wagners Methodischer Schul-Atlas edito a Gotha ed in uso nelle scuole tedesche fino al 1936; ad esso si era ispirato Giovanni De Agostini
  49. ^ Herausgegeben von Professor L. Visintin, Herbert Bayer und Wilhelm Goldmann
  50. ^ a b c cfr. introduzione di Luigi Visintin
  51. ^ es. Dr. Fr. M. Pasanisi "Atlante scolastico metodico" del 1899, stampato a Roma dalla Società Editrice Dante Alighieri, che seguiva del tutto i criteri dell'Istituto Geografico Justus Perthes di Gotha negli atlanti di Sydow-Wagner, su cui Visintin aveva studiato, e del Dr. R. Lűddecke (le carte, anche quelle italiane aggiunte dal Pasanisi, sono infatti marcate Gotha, Justus Perthes); oppure Grande Atlante Geografico di Adolf Stieler, ridotto ad uso degli Italiani da Bruzzo G. ed edito a Gotha nel 1912, farraginoso per l'eccessivo numero dei toponimi e poco evidente nella presentazione dei rilievi per l'uso del solo rado tratteggio
  52. ^ cfr. risvolto di sovracoperta: "in ogni secolo appaiono solo poche opere così grandi ed eccezionali"
  53. ^ cfr. sua lettera d'intenti
  54. ^ editore dal 1922 del Goode's Schhool Atlas Phisycal, Political, and Economic di John Paul Goode, aggiornato nel 1949 da Edward B. Espenshade, frutto della collaborazione con altri otto studiosi ed esperti in vari settori
  55. ^ cfr. in Flickr sotto la voce Bayer
  56. ^ cfr. elenco delle opere e Storia dell'Istituto Geografico De Agostini della Fondazione Achille e Giulia Boroli a pag. 123
  57. ^ " a ricordo della nostra felice collaborazione e con gratitudine per il suo grande aiuto a questo libro", cfr. copia nell'Archivio Visintin; la collaborazione non era in realtà stata sempre facilissima per Visintin, teso a salvaguardare la scientificità dell'opera di fronte agli interessi prevalentemente artistici di Bayer
  58. ^ Umberto Bonapace nell'opuscolo citato dell'Istituto Geografico De Agostini
  59. ^ cfr. voce di Wikipedia sul Calendario Atlante e edizioni francese e spagnola nel sottostante elenco delle opere
  60. ^ Umberto Bonapace nell'opuscolo dell'Istituto Geografico De Agostini citato
  61. ^ "atlante moderno, con un piano didattico eccellente."
  62. ^ cfr, I.B.F. Kormoss op. cit. p.27
  63. ^ "Opera unica nel suo genere e molto ricca di insegnamenti"
  64. ^ "limitate all'agricoltura ed all'industria,
  65. ^ "una presentazione chiara e conveniente.. talvolta un po' troppo carica di nomi (Italia, Francia)"
  66. ^ Collegato al Calendario ed all'Atlante metodico, renderà sevizi ancora più utili
  67. ^ scala 1:1 000 e 1:1 500
  68. ^ cfr. comunicazione al Congresso di Roma del 1938 nell'Archivio di casa Visintin
  69. ^ Storia dell'Istituto Geografico De Agostini della Fondazione Achille a Giulia Boroli cit., riportata a pag. 47
  70. ^ ad es. per la Libia meridionale la convenzione franco-inglese del 1889
  71. ^ suolo, clima, idrografia, vegetazione, genti, agricoltura e industrie, condizioni economiche per ciascuna colonia pp. 1–43
  72. ^ pp.1-15
  73. ^ cfr. ad es. l'articolo di Edoardo Boria, Tu non vedrai alcuna cosa al mondo maggiore di Roma. Quando la Libia era Italia, in Limes, Quaderno Speciale, Anno 3 n.2, aprile 2011 su La guerra di Libia pp. 147, 148, 150, 153 (i confini erano però già segnati nel 1928 e Visintin se ne era occupato nell'articolo del 1927 su La geografia, La superficie della Libia, citato nella bibliografia)
targa a Brazzano

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Scritti vari[modifica | modifica wikitesto]

  • Africa Minore e regione dell'Atlante in La Geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1919, 7o, N.1, p. 52.
  • Ancora la scala cartografica in La Geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1919, 7o, N. 2, pp. 114–115.
  • Sulle nuove frontiere della Germania e della Repubblica d'Austria in La Geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1920, 7o, N. 3-6, pp. 227–237.
  • Il Trattato di pace di Neuilly in "La Geografia", Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1920, 8o, N.1, pp. 15–21.
  • Sulle migliori proiezioni in planisfero in La Geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1921, 9o, N.6, pp. 181–203.
  • Ancora sui migliori planisferi in La Geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1922, 10o, N. 1, pp. 37–38.
  • Intorno alle nuove ripartizioni territoriali ed amministrative della Russia in La Geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1923, 11o, N. 2-3, pp. 52–66. Comprensivo di carta della Russia europea a 1:5 000 000 e con i risultati del nuovo censimento.
  • Appunti di critica cartografic in La Geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1926, 14o, N. 1-2 pp. 42–60.
  • La superficie della Libia in La Geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1927, 15o, N.3-4, pp. 109–113.
  • Una costruzione geometrica del planisfero ellittico di Eckert, in La geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1930, 18o, N.1-6, pp. 95–97.
  • La carta geografica: come si costruisce e come si stampa, in Nuovo atlante per tutti, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1920.
  • Cenni geografici generali riguardo all'Africa orientale italiana, alla Libia, alle Isole italiane dell'Egeo, in AA. VV., L'impero coloniale fascista, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1936, Anno 15 o dell'Impero.
  • Gli Europei in Africa, in Realtà Nuova, Anno 18, Numero 4, aprile 1953. Conferenza del 1953 tenuta al Rotary Club,
  • Note e commenti in margine al XVI Congresso Geografico Italiano, 1954, conferenza del Rotary Club.

N.B.: La Geografia era la rivista di propaganda geografica dell'Istituto Geografico De Agostini ed era diretta da Mario Baratta.

Testi geografici[modifica | modifica wikitesto]

  • Calendario Atlante De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, pubblicazione annuale. Dal 1919 al 1958 fu redatto personalmente dal prof. Luigi Visintin: con lui divenne una vera e propria enciclopedia geografica, che continuamente aggiornava. Edito per numerosi altri stati, con maggiore sviluppo della geografia dello Stato di pubblicazione; ad es. in Francia ebbe il nome di Encyclopédie géographique de poche ed a Barcellona di Enciclopedia geografica manual.
  • Luigi Visintin e Piero Landini, Corso di geografia ad uso dei Licei ed Istituti Magistrali, parte prima: Geografia generale, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1ª ed. 1931, 2 ª ed. 1936. Di pp. 222.
  • Sezione geografica del Sussidiario di AA. VV. Primo Seme, per il triennio delle scuole elementari, Novara, Istituto Geografico De Agostini, dal 1945 in poi.
  • Continenti e paesi Geografia illustrata del mondo moderno, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 4ª ed. 1957. Di pp. 496, tradotto anche in Francese ed in Spagnolo (Continentes y paises), ed. 1962 in due tomi, aggiornamenti di A. Difrieri.

Le prime opere cartografiche generali (con testi di commento e cartine speciali)[modifica | modifica wikitesto]

  • Nuovo atlante per tutti, Novara e Rio de Janeiro, Istituto Geografico De Agostini, 1920. 29 tavole e 21 foto dell'Istituto Geografico De Agostini e dei vari reparti, e con ampia introduzione tecnica.
  • Atlas metodico de geographia moderna (Curso Superior de geografia), Novara e Nichteroy, Istituto Geografico De Agostini e Collegio Salesaino Santa Rosa. 62 tavole, foto dell'Istituto Geografico e introduzione tecnica.
  • Mario Baratta e Luigi Visintin, Grande Atlante Geografico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1ª ed. 1922. 102 tavole di geografia fisica, politica, economica, con 250 carte e cartine, testo al fondo delle tavole e delle carte, indice dei nomi.
  • Mario Baratta e Luigi Visintin, Grande Atlante Geografico. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2ª ed. 1924. 133 tavole di geografia fisica, politica ed economica, con 332 carte e cartine tematiche di impianti idroelettrici, clima, prodotti, cartine dettagliate (ad es. Anfiteatro morenico della Serra d'Ivrea), piante di città, testo al fondo delle tavole, indice di 70 000 nomi.
  • Mario Baratta e Luigi Visintin, Grande Atlante Geografico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 3ª ed. 1927 e 1929. 147 tavole, 400 carte e cartine, indice dei nomi, testo nel retro delle tavole.
  • Mario Baratta, Plinio Fraccaro, Luigi Visintin, Grande Atlante Geografico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 4ªed. 1938. 45 tavole storiche, 160 geografiche ed economiche, testo nel retro delle tavole, indice dei nomi. Ristampe nel 1941 e nel 1943.
  • prof. dott. Luigi Visintin, Grande Atlante Geografico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 5ª ed. 1959. 232 tavole di astronomia, geologia, geografia fisica, geografia politica, geografia economica, climatologia, demografia, piani di città, con indice di 100 000 nomi.
  • Luigi Visintin e Umberto Bonapace, Grande atlante geografico economico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 6ª ed. 1966. Con collaborazione di Motta, Fischer, Giuliani, Bayer.
  • Luigi Visintin, Umberto Bonapace, Giuseppe Motta, Grande atlante geografico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 7ª ed. 1972. Con collaborazione di Fischer, Soldani, Giuliani ed altri).
  • Luigi Visintin (cartografia di), Atlante Geografico De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 8ª ed. 1984-1986.

Nelle sue varie versioni il Grande Atlante fu molto diffuso, anche con edizioni speciali, ad es. per l'IMI. Si ricorda che i nomi degli autori del Grande Atlante Geografico erano in ordine alfabetico.

Opere cartografiche generali per l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Atlante geopolitico universale, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1947. 210 tavole di geografia fisica, politica, economica, 384 pagine di trattazione geografica (il "Commento"), indice dei nomi.
  • Atlante universale, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1955. 305 tavole di geografia, fisica, politica, economica, indice dei nomi.
  • Atlante mondiale, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1956. 104 tavole di geografia fisica e politica, indice dei nomi.
  • Giuseppe Motta, Mario Baratta, Federico Curato, Plinio Fraccaro, Luigi Visintin, Atlante storico-nuova edizione, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1972.
  • AA. VV., La terra, con cartografia di Luigi Visintin, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1965. 303 tavole, indice dei nomi ecc.
  • Luigi Visintin e Umberto Bonapace, Atlante geopolitico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1962.
  • Atlante delle regioni italiane, con Umberto Bonapace, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1962.

Opere cartografiche generali per l'estero[modifica | modifica wikitesto]

  • Geographischer und Wirtschaftlicher Handatlas, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1949. 252 tavole e 500 carte e mappe, con indice dei nomi.
  • Neuer Weltatlas (Land und Wirtsschaft aller Staaten) (con Eugen Th. Rimli), Zurigo, Fraumünster Verlag – Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1ª ed. 1949; 2ª ed. 1955; 3ª ed. 1958. 252 tavole, 198 pagine di indice dei nomi
  • Nouvel Atlas Mondial Géographique et Economique de tous le pays, Zurigo, Stauffacher Verlag – Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1ª ed. 1956. 2 ªed. 1958. 256 tavole, 192 pagine di indice dei nomi.
  • Luigi Visintin, Herbert Bayer, Wilhelm Goldmann, Goldmanns Grosser Weltatlas, die Unwelt des Menschen, Monaco, Wilhelm Goldmann Verlag, 1955. Numerose edizioni successive, 220 tavole di geografia fisica, politica, economica e storica, indice dei nomi.
  • Luigi Visintin, Wilhelm Goldmann, Goldmanns Handatlas, Monaco di Baviera, W. Goldmann Verlag, 1956. 92 tavole geografico-economiche, indice dei nomi.
  • Luigi Visintin e J. Vincens Vives, Atlas Ibero-Americano de Geografìa Mundial, Barcellona, E.D.H.A.S.A., e Buenos Aires – Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1957. 79 tavole di geografia fisica, politica, economica, indice dei nomi.
  • Luigi Visintin e F. Condeminas, Atlas Geográfico Universal, Novara, Istituto Geografico De Agostini. 30 tavole di geografia fisico-politica.
  • Nuevo Atlas universal de bolsillo, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • carte di geografia generale pp. 74-79 e 169-276 (stampa Istituto Geografico De Agostini), in Herbert Bayer, World geo-graphic atlas, per la Container Corporation of America, Chicago, Rand Mac Nally, 1953.
  • carte generali, in Juan Morales y Eloy, Ecuador-Atlas Històrico-geografico per il Ministerio de relaciones exteriores, stampa Istituto Geografico De Agostini, edizioni 1941 e 1942. (Cfr. lettera di Juan Morales y Eloy al prof. Luigi Visintin, con richieste e ringraziamenti, datata Quito, 25 giugno 1941, Archivio di casa Visintin).
  • Atlas Universal Teide Geografico, Estadistico, Ilustrado, Novara, Editorial Teide, Istituto Geografico De Agostini, 1964.
  • Umberto Bonapace e Luigi Visintin, Darkot Modern Büyük Atlas, Istanbul, 1965.

Atlanti speciali con note, illustrazioni o trattazioni esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Baratta e Luigi Visintin, Atlante delle colonie italiane, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1928, con 36 tavole cartografiche, "notizie geografiche ed economiche" (pp. 43) e 113 illustrazioni in calcografia (pp. 60), indice dei nomi; edito sotto gli auspici del Ministero delle colonie.
  • Sacra Congregazione di Propaganda Fide, Testo-atlante illustrato delle missioni, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1932. Sulle 54 tavole politiche Visintin "ha tracciato i confini delle circoscrizioni missionarie" ed indicato le giurisdizioni.
  • Arturo Marescalchi, Luigi Visintin, Atlante agricolo dell'Italia fascista, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1928, 1929, 1933, 1935. Di 92 carte e 145 grafici.
  • Piccolo Atlante automobilistico d'Italia al milionesimo, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1956.

Atlanti italiani: scolastici, economici e di consultazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Atlante Geografico Metodico, Novara, Istituto Geografico De Agostini. Del tutto rinnovato nella qualità delle tavole e firmato dal 1922 da Luigi Visintin, ancora migliorato da lui nell'edizione del 1927 e soprattutto del 1929; ripreso poi in varie edizioni come Nuovo Atlante Geografico Metodico con modifiche ed aggiunte varie, sempre funzionale all'uso scolastico, a quello della consultazione delle famiglie e degli studiosi.
  • Atlante Geografico Moderno, Novara, Istituto Geografico De Agostini, decisamente rinnovato nelle edizioni del 1921 e del 1926 rispetto all'Atlante scolastico moderno del 1904-1905, e poi sempre aggiornato e migliorato da Luigi Visintin.
  • Atlante geografico illustrato, Novara, Istituto Geografico De Agostini.76 tavole, 208 cartine e piani di città, 478 illustrazioni.
  • Nuovo atlante geografico metodico, Novara, Istituto Geografico De Agostini 1940 con successive edizioni.
  • Nuovo atlante geografico moderno, Novara, Istituto Geografico De Agostini dal 1940.
  • Atlantino storico-geografico, dal 1945.
  • Atlantino elementare, Novara, Istituto Geografico De Agostini. In tre volumi.
  • Atlante geografico illustrato, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1948.
  • Atlante geografico muto, Novara, Istituto Geografico De Agostini. 14 tavole, ad uso delle scuole.
  • Nuovissimo atlante geografico moderno Novara, Istituto Geografico De Agostini. Per le scuole medie inferiori, in 53 tavole.
  • Piccolo atlante geografico elementare, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • Piccolo atlante geografico moderno, Novara, Istituto Geografico De Agostini, in 35 tavole.
  • Mario Baratta, Plinio Fraccaro, Luigi Visintin, Atlante storico-geografico, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • Atlante storico, vol.3o, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • Mario Baratta, Plinio Fraccaro, Luigi Visintin, Piccolo atlante storico, Novara, Istituto Geografico De Agostini. Carte e testi esplicativi nel verso.
  • Geografia e storia, in collaborazione con C. Besso, Novara, Istituto Geografico De Agostini, in tre volumi: per la terza classe elem. 68 pp. di testo, 6 tavole geografiche; per le quarta classe elementare 78 pp. di testo, 6 tavole geografiche; per la quinta classe elementare 104 pagine di testo, 10 tavole illustrate.
  • Atlantino storico geografico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1945 e anni successivi. 24 tavole.
  • Piccolo atlante dell'Impero Romano, in collaborazione con Plinio Fraccaro, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • Mario Baratta e Luigi Visintin, Piccolo Atlante della produzione e dei commerci, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1942. 32 tavole contenenti 177 cartine tematiche,
  • Atlante della produzione e dei commerci, Novara, Istituto Geografico De Agostini. 89 tavole di geografia fisica, politica ed economica, generale e regionale.
  • Piccolo atlante della produzione e dei commerci, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1955. 86 tavole di geografia economica contenenti 370 cartine tematiche ed alcuni istogrammi,
  • Atlante Geografico Commerciale, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1954. 48 tavole economiche, fisiche, politiche, con indice dei nomi, per le scuole di avviamento.
  • Piccolo Atlante geografico-metodico, in collaborazione con Umberto Bonapace), Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1962.

Atlanti scolastici stranieri[modifica | modifica wikitesto]

cfr. anche il Catalogo de las publicaciones geograficas especiales per i paese latino-americani, Istituto Geografico De Agostini, 1927

  • F. Condeminas e Luigi Visintin, Atlas històrico universal, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 26 tavole a colori.
  • Pequeño Atlàs de la Republica Argentina, 1929.
  • Nuevo Atlas escolar portugues, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • Atlas historico geografico para uso das escolas do Brasil, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • Mario Baratta e Luigi Visintin, Atlas històrico universal, Novara, Istituto Geografico De Agostini. 51 tavole, per il Ministero dell'educazione pubblica della Colombia
  • F. Condeminas e Luigi Visintin,Atlas historico de España, Novara, Istituto Geografico De Agostini. 13 tavole a colori.
  • F. Condeminas e Luigi Visintin, Atlas geografico metodico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1933. 47 mapas de geografia fisica, politica y astronomica.
  • F. Condeminas e Luigi Visintin, Atlas geografico metodico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 4ª 1947. 54 mapas de geografia fisica, politica y astronomica.
  • Nuevo atlas escolar moderno, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1947. Atlante di consultazione scolastica.
  • F. Condeminas e Luigi Visintin, Atlas geogràfico de Espaňa, Novara, Istituto Geografico De Agostini. 10 tavole a colori di geografia fisico-politica-economica.
  • F. Condeminas e Luigi Visintin, Atlas Geogràfico Universal y de Espaňa, Novara, Istituto Geografico De Agostini. 37 tavole di geografia fisico-politica-economica.
  • F.Condeminas e Luigi Visintin, Atlas geogràfico de America, Novara, Istituto Geografico De Agostini. 14 tavole di geografia fisico-politica.
  • Luigi Visintin, Arkin Mehfaret e R. Gökalp, Bir Yaynevi, Resimli Ilk Atlas Istanbul, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 4ª 1956. di pp. 26, ancora edito nel 1965 e nel 1968.
  • Mario Baratta, Plinio Fraccaro, Luigi Visintin, Zgodovinski Atlas za srednje in njim sorodne šole, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 8ª 1941. Atlante geografico illustrato, in sloveno, di 32 tavole geografiche.
  • Zemljepisni Atlas za liudske šole, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1941. Atlante geografico illustrato, in sloveno, di 20 pagine illustrate e 20 tavole geografiche.
  • Zemljepisni Atlas za srednje in nijim sorodne šole, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1941. Atlante scolastico in sloveno, di 56 tavole di geografia fisica e politica.
  • Zemljepisni Atlas za srednje in nijim zorodne šole, Novara, Istituto Geografico De Agostini. Nuova edizione per le minoranze slovene.
  • Atlas du XXe siècle, Parigi, ed. Fernand Nathan, ma stampato da Istituto Geografico De Agostini: sono indicati come autori R. e M. Ozouf, ma le carte sono siglate IGDA e le immagini sono del Metodico, escluse le tavole tratte dall'"Atlas de France".

Carte scolastiche, murali e di consultazione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che per le scuole anche ad es. per FFSS e Società di Navigazione Adriatica.

  • dell'Europa: 1) Europa fisico-politica (quattro fogli a colori) scala 1:3 500 000 1954, (mm. 1637 per 1744); 2) Europa 1:6 000 000 politica; Europa 1:10 000 000 carta politica; 3) Europa 1:3 000 000 fisica; 4) Europa 1:4 000 000 fisica; 5) Europa 1:4 000 000 politica; 6) Europa 1:8 000 000 fisico-politica; 7) Europa 1:3 500 000 fisico-politica.
  • dell'Italia: 1) Italia carta scolastica fisica 1:700 000; 2) Italia con i nuovi confini (scol. politica 1:700 000); 3)Italia fisico-politica 1:700 000; 4) Italia con i nuovi confini 1:1 000 000 scol. fisico-politica; 5) Italia fisico-politica-amministrativa 1:2 500 000 del 1947 ed altra antecedente; 6) Italia fisica 1948 1:4 000 000; 7) Italia 1:4 000 000 fisico-politica.
  • delle provincie italiane (probabilmente tutte, ma cfr. esempi): 1) Valle d'Aosta 1:100 000 fisico-politica-amministrativa; 2) Valle d'Aosta carta geografica in francese 1:252 000; 3) Piemonte e valle d'Aosta fisico-politica; 4) Lombardia politico-amministrativa.stradale 1:200 000; 5) Trentino-Alto Adige fisico-politico-amministrativa 1:150 000; 6) Venezia Giulia fisico-politica 1:500 000; 7) idem con confini aggiornati del 1947; 8) Venezia Tridentina 1:250 000; 9) Emilia 1:200 000 fisico-politica; 10) Lazio 1:150 000 fisico-politica; 11) Puglia e Basilicata 1:200 000 (135*172 cm.); 12) Sicilia 1:200 000 fisico-politica; 13) Sardegna 1:200 000 fisico-politica (due fogli a colori 114 per 94 cm.); 14) Provincie di Vercelli e Novara 1:200 000 fisico-politico- amministrativa con le principali distanze stradali; 15) Provincia di Viterbo 1:100 000 fisico-politica; 16) Provincia di Novara 1:350 000); 17) Provincia di Forlì 1:100 000 fisico-politico-amministrativa.
  • di zone italiane: 1) Laghi (Maggiore, Orta, Lugano, Como) al 250.000; 2) Le Alpi 1:500 000; 3) Alpi italo-francesi e Corsica 1:450 000; 4) Dolomiti (carta turistica) 1:650 000.
  • di Mediterraneo e dintorni: 1) L'Italia nel Mediterraneo 1:3 000 000 fisico-politica. 2) Terre Italiane d'Oltremare 1:3 000 000 fisico-politica; 3) Paesi del Mediterraneo 1:5 000 000 (nuova ed.); 4) Mediterraneo 1:3 000 000 politica; 5) Bacino mediterraneo: l'Europa centrale ed il Mediterraneo (tre fogli a colori 1:5 000 000 Ed. Soc. Navigazione Adriatica, Venezia, 915 per 643 mm., 1957; 6) Cirenaica e Basso Egitto 1:250 000 (anche ed. tedesca e ed. francese); 7) dalla Cirenaica all'Etiopia 1:4 000 000 (Egitto e Sudan anglo-egiziano); 8) Tunisia 1:1 000 000.
  • di zone d'Europa: 1) Balcania Nord-occidentale (Dalmazia, Croazia, Montenegro, Serbia) 1:1 000 000; 2) Albania 1:250 000 fisico-politica in quattro fogli; 3) Albania 1:275 000 fisico-politica; 4) Albania 1:3 000 000; 5) Dalmazia 1:300 000 (scol. in due fogli); 6) Slovenjia 1:100 000 in lingua slovena; 7) Nezavisna Drzava Hrvatska 1:300 000 scol. in 4 fogli in croato; 8) Spagna 1:1 750 000; 9) Isole Britanniche 1:200 000; 10) Scandinavia e Baltico 1:2 500 000; 11) Europa danubiana e balcanica (Ungheria, Albania, Grecia, Iugoslavia, Romania, Bulgaria) 1:2 000 000; 12) La Russia dei Sovieti 1:5 000 000 carta politico-amministrativa del territorio europeo con testo illustrativo; 13) Russia Europea 1:6 000 000.
  • di altri continenti: 1) Cina e Giappone 1:3 500 000; 2) Asia 1:8 000 000 fisico-politica; 3) Asia fisico-politica 1: 7 000 000 fisico-politica; 4) Africa 1:8 000 000 fisico-politica. 5) Africa 1:7 000 000 fisico-politica; 6) America sett. 1: 7 000 000 fisico-politica; 7) America merid. 1:8 000 000 fisico-politica; 8) America merid. 1:7 000 000 fisico-politica; 9) Brasile scala 1:4 000 000; 10)Australia e Oceania 1:8 000 000 fisico-politica; 11) Australia e Oceania 1:7 000 000 fisico-politica.

Mappamondi e planisferi[modifica | modifica wikitesto]

  • Mappamondo fisico 1:30 000 000.
  • Planisfero Politico 1: 30 000 000.

Carte speciali e varie[modifica | modifica wikitesto]

La casa natale oggi
  • carta d'Italia per i treni delle Ferrovie dello Stato.
  • Venezia, per la Società Adriatica, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • Europa Politica durante e dopo la guerra 1914-1918 a scala 1:3 000 000 (in sei fogli), Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • Pianta della città di Novara, 1:7 500, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1947.
  • Istanbul 1:13 500, pianta con descrizione dei simboli in inglese, toponomastica in turco e in inglese, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • Europa 1:3 000 000, carta automobilistica, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1954.
  • Italia 1:1 000 000, atlante automobilistico, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1956.
  • Italia 1:750 000, carta stradale in tre fogli.
  • Italia 1: 750 000, carta automobilistica in fascicolo piegato, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1950.
  • Carta del conflitto nippo-americano, 1:37 000 000, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1941.
  • La Russia dei Sovieti, carta con testo illustrato, Novara, Istituto Geografico De Agostini.
  • carta ferroviaria dell'Argentina, Novara, Istituto Geografico De Agostini.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enciclopedia Treccani.
  • Grande Enciclopedia, Istituto Geografico De Agostini, vol. 20o, p. 284.
  • A. Aspesi, Il Grand'Ufficiale Luigi Visintin et al., "Bollettino Storico per la Provincia di Novara", Novara, Società Storica Novarese, 1958, anno 49 0, fasc. 1, pp. 88–90.
  • P. Bianucci, Quando votava lo 0,9% - Il calendario De Agostini- il libretto rosso in cui da sei generazioni si rispecchia il paese, "La Stampa", Tuttolibri, 3 aprile 2010.
  • U. Bonapace, Ricordo di Luigi Visintin, "La geografia nelle scuole", gennaio-febbraio 1968, 1o fascicolo.
  • V. Cerruti, Commemorazione del Gr. Uff. Prof. Luigi Visintin, "Bollettino storico per la provincia di Novara", Novara, Società Storica Novarese, 1958, anno 490, fascicolo 1.
  • F. Chiesa, Ricordo di Luigi Visintin, in Friuli Venezia Giulia, rivista di scuola e cultura, anno 6o, fascicolo 13, pp. 58–59.
  • Fondazione Achille e Giulia Boroli (a cura di), Storia dell'Istituto Geografico De Agostini 1901-1997, Novara, Fondazione Achille e Giulia Boroli, 2003, passim.
  • Istituto Geografico De Agostini (a cura di), Luigi Visintin, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1958. Opuscolo redatto da U. Bonapace con nota della proprietà.
  • I.B.F. Kormoss, Atlas Scolaires Européens, "Essai de bibliographie critique", Commission Belge de Bibliographie, 1957.
  • G. Maghet, Il friulano prof. Luigi Visintin eminente cartografo e geografo, Voce Isontina, 5 marzo 1988, p. 9.
  • G. Maghet, G. Motta, G. Valussi, Luigi Visintin: 1892-1958: geografo e cartografo, Cormons, Comune di Cormons (GO), 1989. Contiene articoli della rivista La geografia.
  • G. Motta, La cartografia italiana e l'apporto dell'Istituto Geografico De Agostini, in Domenico Ruocco (a cura di), "Cento anni di geografia in Italia", Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2001, pp. 245–246.
  • R. Riccardi, Cartografia, in Un sessantennio di ricerca geografica italiana, Roma, Società Geografica Italiana, 1964, pp. 560–563.
  • A. Sestini, L. Visintin, Continenti e paesi. Geografia illustrata del mondo moderno, in "Rivista Geografica Italiana", 60o 1953, pp. 397–398, (recensione).
  • A. Sestini, Cartografia generale, Bologna, Pàtron, 1981.
  • A. Sestini, La lettura delle carte geografiche con cenni sugli esercizi cartografici e sulla storia della cartografia, Firenze, Le Monnier 1959 quarta ed.pp156 e 157
  • F. Spessot, Ricordo di Luigi Visintin, in Studi Goriziani, vol. 23o, 1958.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]