Serafino Morazzone

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Don Serafino Morazzone (Milano, 1º febbraio 1747Lecco, 13 aprile 1822) è stato un presbitero italiano. È stato dichiarato Venerabile il 17 dicembre 2007[1] e beatificato il 26 giugno 2011; in passato la sua canonizzazione era stata sollecitata dal cardinale Ildefonso Schuster, che lo aveva definito "novello curato d'Ars"[2].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Parroco di Chiuso[3] dal 1773 al 1822, fu confessore di Alessandro Manzoni, probabilmente fino al 1818, anno in cui la famiglia di Manzoni vendette la villa del Caleotto, ove soggiornava[4]. Manzoni ne scrisse un vero panegirico in Fermo e Lucia[5], ove lo nominò esplicitamente, creando un anacronismo rispetto all'ambientazione seicentesca della storia narrata, interpretato dai commentatori come dovuto all'affetto e all'ammirazione dello scrittore verso questo religioso[6]. Ne I promessi sposi il Manzoni toglierà l'accenno esplicito del nome.

Morazzone fu sepolto a Lecco, nella chiesa dedicata a San Giovanni del rione di Chiuso di cui fu parroco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Serafino Morazzone | Martyrs et Saints
  2. ^ I Biffi, 2007.
  3. ^ Rione di Lecco, che ne I promessi sposi viene indicato come "il paese del sarto".
  4. ^ U. Colombo, p. 81.
  5. ^ Tomo III, capp. I e II; cfr G. Bognetti, 1977, p. 161.
  6. ^ Cfr. note all'edizione del 2002 di Fermo e Lucia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gian Piero Bognetti, Manzoni giovane, Guida Editori, Napoli, 1977.
  • Alessandro Manzoni, Fermo e Lucia, note critiche di Salvatore S. Nigro, Ermanno Paccagnini, Mondadori, 2002.
  • Umberto Colombo, "Fermo e Lucia", il primo romanzo del Manzoni: atti XIII Congresso nazionale studi manzoniani, Lecco, 1986.
  • Inos Biffi (a cura di), Prete Serafino Morazzone, Glossa ed., Milano, 2007.
  • Alessandro Pronzato, Don Serafino Morazzone Amico di Dio e di tutti, Gribaudi editore, 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]