Carlo Imbonati
Giovanni Carlo Imbonati (Milano, 24 maggio 1753 – Parigi, 15 marzo 1805) è stato un nobiluomo italiano, noto soprattutto per le poesie a lui dedicate da Giuseppe Parini e Alessandro Manzoni.
Biografia [modifica]
Nasce in una ricchissima famiglia aristocratica, figlio di Giuseppe Maria, il fondatore dell'Accademia dei Trasformati, e della poetessa Francesca Bicetta dei Buttinoni. Nel 1763 la sua educazione viene affidata a Giuseppe Parini che in occasione del suo compleanno, nel 1764, gli dedica l'ode L'educazione. A Milano conosce nel 1790 Giulia Beccaria, la madre di Manzoni, donna di notevole levatura intellettuale con un matrimonio ormai in piena crisi. L'attrazione è immediata, e due anni più tardi Giulia ottiene la separazione da Pietro Manzoni.[1] Dal 1795 alla sua morte Carlo convive con lei.[2] Manzoni nel 1805 scrive in suo onore il carme In morte di Carlo Imbonati, pubblicata poi nel 1806.
In essa Manzoni immagina di interloquire con Imbonati, che gli appare in una visione notturna. Si tratta di una sorta di dialogo morale, in cui Manzoni riceve il "punto di vista" di Imbonati, che diviene, seppure defunto, una figura fondamentale nella sua vita. Imbonati gli parla di sentir e meditar; cosicché la poesia sembra nascere per Manzoni dall'unione di meditazione e sentimento.
Note [modifica]
- ^ I. de Feo, Manzoni. L'uomo e l'opera, Milano, Arnoldo Mondadori, 1971, p. 31
- ^ Carlo Imbonati. Treccani.it. Consultato il 12-12-2011.
Collegamenti esterni [modifica]
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