Parco naturale lombardo della Valle del Ticino

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Aree naturali protette in Italia
Parco naturale lombardo della Valle del Ticino
Tipo di area: Parco Regionale
Codifica EUAP: EUAP0842
Regioni: Lombardia
Province: stemma Milano
stemma Pavia
stemma Varese
Comuni: Abbiategrasso, Arsago Seprio, Bereguardo, Bernate Ticino, Besate, Besnate, Boffalora sopra Ticino, Borgo San Siro, Buscate, Carbonara al Ticino, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Cassinetta di Lugagnano, Cassolnovo, Castano Primo, Cuggiono, Ferno, Gallarate, Gambolò, Garlasco, Golasecca, Gropello Cairoli, Linarolo, Lonate Pozzolo, Magenta, Mezzanino, Morimondo, Motta Visconti, Nosate, Ozzero, Pavia, Robecchetto con Induno, Robecco sul Naviglio, Samarate, San Martino Siccomario, Sesto Calende, Somma Lombardo, Torre d'Isola, Travacò Siccomario, Turbigo, Valle Salimbene, Vanzaghello, Vergiate, Vigevano, Villanova d'Ardenghi, Vizzola Ticino, Zerbolò
Class.internaz.: SIC
Provvedimenti istitutivi: istituzione: 9 gennaio 1974
Superficie a terra: 91.540 ha
Presidente: Milena Bertani
Sito istituzionale

Il Parco naturale lombardo della Valle del Ticino, la cui data di nascita ufficiale è il 9 gennaio 1974, è il più antico parco regionale d'Italia. Il parco è sito interamente in Lombardia ed interessa le province di Milano, Pavia e Varese, in un'area compresa tra il Lago Maggiore ed il Po. Confinante con esso è il Parco naturale della Valle del Ticino in Piemonte, nato nel 1978.

Ponte sul Ticino a Pavia
Ansa del fiume

Indice

[modifica] Fauna

[modifica] Mammiferi

Tra i mammiferi si possono osservare volpi, donnole, tassi, puzzole e faine. A seguito di ripopolamenti effettuati dall'ente parco sono ricomparsi alcuni esemplari di caprioli; altri ungulati, i cinghiali sono invece presenti a causa di una fuga avvenuta anni fa da un allevamento. Nei boschi sono piuttosto diffusi anche lo scoiattolo ed il ghiro. Tra le specie non molto comuni vi sono anche il coniglio selvatico e la lepre, mentre è diffusa la specie esotica del silvilago o minilepre.

[modifica] Uccelli

Nel territorio del Parco vi sono 246 specie diverse di uccelli. Tra questi i più numerosi sono gli uccelli acquatici, come la Garzetta, l'Airone rosso e l'Airone cenerino, la Sgarza ciuffetto e la Nitticora.

Altri volatili che frequentano gli specchi d'acqua sono il Martin pescatore, il Gruccione, la Gallinella d'acqua, lo Svasso e la Folaga. Nelle aree boschive numerose sono le Cince, i Picchi, compreso il Picchio rosso minore, presente solo in pochi siti sul territorio lombardo. Abbondanti anche lo Scricciolo, il Merlo, il Pettirosso, insieme a Ghiandaia, Cuculo, Fringuello, Usignolo, Storno.

Vi sono anche numerosi predatori, diurni e notturni, come il Lodolaio, la Poiana, lo Sparviero, il Gheppio, l'Albanella reale, il Falco pellegrino ed il Falco pescatore.

[modifica] I pesci

Il Ticino è popolato da circa quaranta specie ittiche. Nelle acque del fiume si incontrano le seguenti specie:: Alborella, Anguilla, Barbo canino, Barbo comune, Barbo danubiano, Cagnetta, Carassio, Carpa, Carpa erbivora, Cobite comune, Cobite mascherato, Gambusia, Ghiozzo padano, Gobione, Lampreda padana, Lasca, Luccio, Lucioperca, Panzarolo, Persico sole, Persico trota, Pesce Persico, Pigo, Pseudorasbora, Rodeo, Rutilo, Scardola, Spinarello, Temolo, Tinca, Triotto, Trota fario, Trota iridea, Trota marmorata.

[modifica] L'arte nel Parco

Tra le architetture presenti all'interno del parco vi sono numerosi esempi di castelli e torri di avvistamento, insieme agli edifici di origine monastica, che costituiscono l'ossatura della presenza religiosa nell'area del Ticino.

[modifica] Castelli e fortezze

Fra i molti castelli presenti nel territorio del Parco, spiccano tra tutti quelli di Vigevano, Somma Lombardo, e Pavia; di alcuni si salvano solo pochi resti, è il caso di Vergiate, Besate e Ozzero; altri sono stati talmente rimaneggiati nel corso dei secoli da essere quasi irriconoscibili rispetto alla destinazione originale.

Villa Clerici a Castelletto di Cuggiono

[modifica] Le abbazie

Le abbazie di Bernate Ticino e Morimondo sono senza dubbio le più prestigiose. Le origini della Canonica di Bernate Ticino risalgono al 1186, con la Bolla di Papa Urbano III che autorizzava l'insediamento degli Agostiniani milanesi al "Castrum Brinate", il cui territorio venne direttamente legato alla sede apostolica. La commenda rimase per circa tre secoli ai Canonici di Crescenzago, fino a che venne ceduta, da Papa Alessandro IV, ad Antonio Stanga i cui eredi la restituirono, nel 1511, alla Congregazione Lateranense. Dopo non importanti vicende la canonica venne soppressa nel 1722, tornando sotto la giurisdizione ordinaria.

La Canonica di Bernate Ticino

L'abbazia di Morimondo invece, fu fondata dai monaci cistercensi, provenienti dalla cittadina francese di Morimond. Particolarmente importante l'opera di bonifica del territorio circostante, operata dai monaci, che insediarono nuove tecniche agricole in un'area bonificata dalle paludi. Attualmente il complesso comprende una chiesa a forma basilicale, a tre navate e con transetto ed abside rettangolare, il chiostro, la sala capitolare e una serie di costruzioni, tra le quali l'alloggio dell'abate. L'intero complesso, in gotico borgognone francese con elementi di romanico lombardo, è costruito con mattoni a vista.

[modifica] Le chiese urbane

Le principali chiese urbane sono nei più popolosi centri del Parco: Abbiategrasso, Pavia, Gallarate e Vigevano. Ad Abbiategrasso citiamo la chiesa di Santa Maria Nuova (1365-1390) edificata per volere di Gian Galeazzo Visconti e dedicata a Maria Nascente per celebrare la nascita del figlio Gian Maria. Alla struttura originaria suddivisa in tre navate coperte da capriate, Bramante, secondo alcuni storici, intorno al 1497, aggiunse un pregevole pronao. Di Pavia, una delle città d'arte più importanti d'Italia, citiamo fra le numerose chiese e basiliche quelle del periodo longobardo, quando la capitale d'Italia giunse all'apice della sua potenza: la chiesa di San Salvatore, per fare un solo esempio, che risale al 643. Ma soprattutto nel periodo carolingio, dopo il 774, quando il regno longobardo venne espugnato da Carlo Magno, vennero costruite basiliche stupende, prime fra tutte quella di San Pietro in ciel d'Oro, con il relativo monastero, e quella di San Michele. Per quanto riguarda Vigevano, non possiamo non citare il Duomo, la cui costruzione prese il via nel 1532 per volere del duca Francesco Sforza, su una chiesa anteriore al Mille, fu completato solo nel 1612. La originale facciata concava in stile barocco, fu fatta erigere nel 1680 dal Vescovo architetto Juan Caramuel a chiusura della rinascimentale piazza Ducale. Sempre a Vigevano ricordiamo le chiese di San Pietro Martire e di San Francesco. Infine a Gallarate, divenuta capoluogo amministrativo del Contado di Seprio Inferiore nel 1287, il suo unico importante monumento religioso è la chiesa di San Pietro, costruita a partire dal 1150 e molto rimaneggiata nei secoli successivi.

[modifica] I santuari

Due i santuari nel territorio: la Madonna delle Grazie alla frazione Bozzole di Garlasco e la Madonna della Ghianda di Somma Lombardo, entrambi costruiti su luoghi di apparizioni o per documentare eventi miracolosi.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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