Mario Agliati

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Mario Agliati (Lugano, 29 gennaio 1922Lugano, 15 ottobre 2011) è stato uno scrittore, giornalista e storico svizzero-italiano[1].

Indice

[modifica] Biografia

Figlio di Carlo, artigiano, pittore decoratore e di Aurelia Biaggi di Cureggia[2]. Dopo il ginnasio in cui ha, fra gli altri, come insegnante Virgilio Chiesa che gli trasmette la passione per la storia locale, frequenta la scuola magistrale di Locarno[3]. In quel periodo il professor Piero Bianconi[4], scrittore e storico dell'arte, lo sceglie come suo collaboratore per allestire l'inventario delle opere d'arte delle tre valli ambrosiane: Leventina, Blenio e Riviera. Nel 1943 consegue la patente di maestro di scuola maggiore, prosegue gli studi, e ottiene poi il diploma d'insegnamento medio all'Università di Friburgo, seguendo i corsi dei professori Paolo Arcari, Gonzague de Reynold e del giovane Dante Isella.

Tornato a Lugano, è attivo per qualche anno nel giornalismo (in particolare a Gazzetta Ticinese cui fecero seguito regolari collaborazioni al Corriere del Ticino) e in seguito, dal 1951 fino al 1983, è insegnante presso la scuola professionale commerciale di Lugano.

Storico e scrittore, pubblica nel 1959 La sposina del 1909 ossia la storia della ferrovia Lugano-Tesserete edita dalla tipografia Pedrazzini di Locarno; nel 1963 la guida storico-descrittiva Lugano del buon tempo, nel 1969, aggiunge al primo volume scritto da Guido Calgari[5] il secondo volume della Storia della Svizzera, nel 50.esimo anniversario del Patto di Locarno ne scrive la rievocazione storica: Ottobre 1925: l'Europa a Locarno nel 1975, in collaborazione con Rodolfo Mosca, segue Lugano: racconto di ieri e di oggi pubblicato nel 1999. Con l'ispettore delle scuole elementari e storico locale Giuseppe Mondada scrive Così era Locarno per i tipi delle Edizioni Armando Dadò di Locarno, né si può dimenticare la sua corposa e stimolante Storia del Corriere del Ticino, degli anni più recenti. Nel 1994 pubblica Il tempietto di due Santi e di due città. Da Sant'Antonio da Padova in Lugano a San Lucio papa in Brugherio.

Della sua produzione letteraria si ricordano: il suo primo libro del 1951 La sezione Baretti presso la Collana di Lugano diretta dall'avvocato penalista e poeta Pino Bernasconi[6], il romanzo autobiografico L'erba voglio del 1966, i racconti I problemi del professor Pilati del 1987, La profezia del dottor Donzelli del 1991. Nel 1953 fonda la rivista Il Cantonetto che tuttora dirige. Tra i suo hobby v'è la pittura di quadretti e di cartoline da inviare agli amici.

Di lui Giovanni Orelli[7] scrive: "La passione maggiore di Agliati è la storia locale […] sono le trasformazioni spesso sgradevoli o orrende che il paesaggio e le testimonianze del passato stanno subendo per colpa dell’uomo, dell'«inerzia privata». Ma nelle sue denunce del male, questo laudator temporis acti è assai più vicino, per indole, al De Amicis che al padre della poesia civile lombarda, cioè il Parini"[8].

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni Orelli, Svizzera Italiana, Editrice La Scuola, Brescia 1986.
  • AA.VV., Dizionario delle letterature svizzere, 1991, 12.
  • Luigi Menapace, Lo stile di Agliati, in Il Cantonetto, 2, 1992, 42ss.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 191nota, 192nota, 257nota, 453.

[modifica] Voci correlate

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