Franco Ballerini
| Franco Ballerini | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nome | Franco Ballerini | |
| Paese | ||
| Ciclismo |
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| Dati agonistici | ||
| Specialità | Strada | |
| Ritirato | 2001 - ciclista | |
| Carriera | ||
| Squadre di club | ||
| 1986-1987 | Magniflex | |
| 1988 | ||
| 1989 | ||
| 1990-1991 | ||
| 1992-1993 | ||
| 1994-1998 | ||
| 1999-2000 | ||
| 2001 | ||
| Nazionale | ||
| 1988-1991 | ||
| Carriera da allenatore | ||
| 2001-2010 | ||
Franco Ballerini (Firenze, 11 dicembre 1964 – Pistoia, 7 febbraio 2010) è stato un ciclista su strada e dirigente sportivo italiano. Professionista dal 1986 al 2001, vinse due volte la Parigi-Roubaix. Fu commissario tecnico della Nazionale italiana maschile di ciclismo su strada dal 1 agosto 2001 fino al giorno della sua morte.
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Ciclista professionista
Professionista dal 1986 al 2001, si "innamorò" della classica Parigi-Roubaix, alla quale partecipò per la prima volta nel 1989, cui di fatto dedicò la sua carriera riuscendo a vincerla per due volte, nel 1995 e nel 1998, dopo che già nel 1993 si era visto soffiare la vittoria in volata dal francese Gilbert Duclos-Lassalle: complessivamente, oltre alle due affermazioni, collezionò alla Parigi-Roubaix un secondo posto, un terzo, un quinto e un sesto. La passione per questa grande classica del nord gli è valsa la cittadinanza onoraria dalla città di Roubaix.
Nel 2001 i tifosi francesi accolsero il suo ingresso nel velodromo di Roubaix con una vera e propria ovazione, benché fosse solo 32º: all'arrivo si tolse la giacchetta scoprendo la sottomaglia sulla quale campeggiava la scritta “Merci Roubaix” (Grazie Roubaix). Fu quella la sua tredicesima e ultima partecipazione, nonché l'ultima gara della sua carriera.
Tra le altre sue affermazioni, la Tre Valli Varesine nel 1987 e la Parigi-Bruxelles del 1990, mentre a causa di problemi di allergia, non poté mai impegnarsi a fondo nelle grandi corse a tappe.[1] Conta tre partecipazioni al Giro d'Italia con una vittoria di tappa, la Torino-Morbegno dell'edizione 1991, vinta in volata dopo una lunga fuga.[1]
Nel 1995 fu insignito del premio "Sportivo più" a Barile di Pistoia, per le sue doti morali. Fu anche testimonial solidale per SOS Villaggi dei Bambini.
In sedici stagioni da professionista vinse sedici corse e due circuiti.
[modifica] Commissario Tecnico
Dall'agosto del 2001, pochi mesi dopo l'abbandono delle competizioni, guidò la Nazionale italiana Professionisti, succedendo ad Antonio Fusi (in carica dal 1998), che portò alla vittoria del titolo mondiale a Zolder con Mario Cipollini (2002), a Salisburgo (2006) ed a Stoccarda (2007) con Paolo Bettini ed a Varese (2008) con Alessandro Ballan, e del titolo olimpico ad Atene con Paolo Bettini (2004).
Sotto la sua guida la nazionale vinse nove medaglie:
- 2001 - Mondiale di Lisbona
- Paolo Bettini - Argento
- 2002 - Mondiale di Zolder
- Mario Cipollini - Oro
- 2004 - Giochi della XVIII Olimpiade
- Paolo Bettini - Oro
- 2004 - Mondiale di Verona
- Luca Paolini - Bronzo
- 2006 - Mondiale di Salisburgo
- Paolo Bettini - Oro
- 2007 - Mondiale di Stoccarda
- Paolo Bettini - Oro
- 2008 - Giochi della XXIX Olimpiade
- Davide Rebellin - Argento (revocato)[2]
- 2008 - Mondiale di Varese
- Alessandro Ballan - Oro
- Damiano Cunego - Argento
[modifica] Morte
Appassionato di auto, il 7 febbraio 2010 muore in seguito ad un incidente durante il Rally Ronde di Larciano mentre faceva da navigatore al pilota toscano Alessandro Ciardi. L'auto su cui i due viaggiavano, una Renault New Clio Sport R3, si è violentemente schiantata contro un muro, in località Case al Vento nel comune di Serravalle Pistoiese.[3] Trasportato d'urgenza all'ospedale di Pistoia, è deceduto per gravi lesioni cerebrali e fratture alla base cranica, oltre a quelle riportate al torace e alla gamba sinistra.[4]
[modifica] Palmarès
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[modifica] Altri successi
- Circuito di Fivizzano
- Circuito di Sesto Fiorentino
- 4ª tappa Tour de France (Libourne > Libourne, cronosquadre)
[modifica] Piazzamenti
[modifica] Grandi giri
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[modifica] Classiche
[modifica] Competizioni mondiali
- Ronse (Renaix) 1988 - In linea: 64º
- Chambéry 1989 - In linea: rit.
- Utsunomiya 1990 - In linea: 47º
- Stoccarda 1991 - In linea: 12°'
[modifica] Onorificenze
| Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana | |
| — Roma, 27 dicembre 2004. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri.[5] |
[modifica] Riconoscimenti
- Premio Gino Bartali nel 2001, 2004 e 2006
- Premio Sportivo Più a Barile nel 1995
- Premio Bici al Chiodo dell' Associazione Nazionale Ex Corridori Ciclisti nel 2002
- Palma d'Oro al Merito Tecnico nel 2006[6]
- Premio Sport del Comune di Camaiore nel 2007
- Premio Vincenzo Torriani nel 2008
- Medaglia d’Oro La Provincia per lo Sport nel 2008
- Cittadinanza onoraria della Città di Roubaix
[modifica] Note
- ^ a b Marco Pastonesi. «-6 al battesimo del Giro 2010 - E Ballerini rivive un'impresa». Gazzetta dello Sport, 18 10 2009. URL consultato in data 7-2-2010.
- ^ Successivamente squalificato per doping.
- ^ «Incidente, muore ct ciclismo azzurro». TGcom, 7 2 2010. URL consultato in data 8-2-2010.
- ^ «Tragedia, muore Franco Ballerini». Gazzetta dello Sport, 7 2 2010. URL consultato in data 7-2-2010.
- ^ Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Franco Ballerini. URL consultato il 1º maggio 2011.
- ^ Cerimonia di consegna dei Collari d'Oro 2006
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Franco Ballerini
[modifica] Collegamenti esterni
- Profilo su Cyclebase.nl
- (FR) Profilo su Memoireducyclisme.net
- Profilo su Museodelciclismo.it
- Profilo su Sitodelciclismo.net
- (FR) Piazzamenti su Les-sports.info
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