Zoldo Alto

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Zoldo Alto
comune
Zoldo Alto – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
Sindaco Roberto Molin Pradel (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 46°22′31″N 12°07′35″E / 46.375278°N 12.126389°E46.375278; 12.126389 (Zoldo Alto)Coordinate: 46°22′31″N 12°07′35″E / 46.375278°N 12.126389°E46.375278; 12.126389 (Zoldo Alto)
Altitudine 1.177 m s.l.m.
Superficie 61,8[1] km²
Abitanti 1 034[2] (31-12-2010)
Densità 16,73 ab./km²
Frazioni Brusadaz, Chiesa, Coi, Cordelle, Costa, Fusine (sede comunale), Gavaz, Iral, Mareson, Molin, Pecol, Pianaz, Rutorbol, Soramaè
Comuni confinanti Agordo, Alleghe, Borca di Cadore, Forno di Zoldo, La Valle Agordina, Selva di Cadore, Taibon Agordino, Vodo di Cadore, Zoppè di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale 32010
Prefisso 0437
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025068
Cod. catastale I345
Targa BL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti zoldani
Patrono san Nicolò
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Zoldo Alto
Posizione del comune di Zoldo Alto nella provincia di Belluno
Posizione del comune di Zoldo Alto nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Zoldo Alto (Zoldo Aut in ladino[3]) è un comune italiano di 1.034 abitanti[4] della provincia di Belluno in Veneto. Si tratta di un comune sparso in quanto sede comunale è la frazione Fusine.

Nel cuore delle Dolomiti di Zoldo, tra i massicci del Pelmo e del Civetta, è una delle principali porte d'accesso al comprensorio sciistico Ski Civetta (oltre 80 km di piste). Oltre al turismo invernale ed estivo, l'economia di Zoldo Alto si regge sul gelato artigianale, realizzato dagli artigiani locali nelle loro botteghe sparse tra la Germania e gli altri paesi dell'Europa centrale.

La parlata zoldana viene fatta generalmente rientrare tra i dialetti veneti, sebbene dimostri la presenza di numerosi elementi ladini.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è composto essenzialmente da due vallate. La principale è quella che scende dal Passo Staulanza (1.773 m s.l.m.) e che è percorsa dal torrente Maè. L'altra valle è quella di Goima che scende dal Passo Duran (1.605 m s.l.m.) e che è percorsa dal torrente Moiazza o Duran.

In quest'ultima si trovano quattro abitati: Cordelle, Gavaz, Chiesa e Molin. A differenza dell'attigua valle principale percorsa dal torrente Maè, ha mantenuto il suo originario aspetto aspro e selvaggio.

Il territorio comunale corrisponde, come dice il nome stesso, alla parte superiore della Val di Zoldo, attraversata dal torrente Maè (nasce a monte di Pècol). Peculiarità paesaggistica di Zoldo Alto è l'imponente cerchia di monti che la sovrastano, primi fra tutti il Civetta e il Pelmo.

L'area è attraversata dalla strada Strada Statale 251, lungo la quale sorgono le frazioni maggiori (Fusine, Pianaz, Mareson, Pècol) e che la mette in comunicazione con la valle del Piave (Longarone) e la Val Fiorentina (Passo Staulanza). È possibile inoltre raggiungere l'Agordino tramite il Passo Duran e la Valle del Boite attraverso il Passo Cibiana (Strada Statale 347).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Mareson di Zoldo.

Abitati[modifica | modifica wikitesto]

In quanto comune sparso, Zoldo Alto non è rappresentato da un paese capoluogo, ma è composto da numerosi villaggi, posti lungo e sopra il corso del Maè e del torrente Duran. La sede comunale è a Fusine, probabilmente il paese più "centrale" dell'alta valle.

Lungo la statale 347 verso il passo Duran si incontrano:

  • Cordelle e Gavaz: piccoli agglomerati di circa 60 abitanti ciascuno; a Gavaz è da ricordare la chiesa di San Rocco e il museo etnografico della valle di Goima.
  • Chiesa': altro villaggio di circa 90 abitanti, da vedere la chiesa di San Tiziano con un trittico del XVI sec; a sud, sulle rive del torrente Moiazza, si trova Molin dove sopravvive l'ultima segheria ad acqua dello Zoldano.

Dalla destra della statale 251, appena prima di Fusine, parte una strada che si inerpica sino a quasi 1.500 m di altitudine, toccando ai seguenti abitati:

  • Brusadaz: caratteristico villaggio (64 gli abitanti) con vecchi tabià e la chiesetta di San Lorenzo (XVIII secolo).
  • Costa: abitato (29 abitanti) di recente costruzione, essendo andato distrutto durante gli incendi degli anni venti, in cui la leggenda narra che una signora accerchiata dalle fiamme riuscì a salvarsi grazie alla voce di un santo che si rivelerà essere S.Longino a cui è dedicata una piccola chiesetta.
  • Coi: il più alto paese di tutta la val Zoldana (1.494 m, 65 abitanti), costituito da vecchie case e tabià con la chiesa affrescata e una caratteristica fontana.

Lungo la statale 251 verso il passo Staulanza sorgono:

  • Iral e Rutorbol: in tutto una cinquantina di abitanti, in passato qui avevano sede importanti attività metallurgiche.
  • Fusine: Sede municipale (255 abitanti) trae il nome dall'attività fabbrile (da fusine, "fucine"), per secoli tipica di tutto lo Zoldano; le officine sfruttavano l'energia idrica e si trovavano più in basso dell'attuale abitato, lungo il Maè, dove oggi si possono ammirare le costruzioni più antiche; da ricordare la chiesa di San Nicolò con notevoli opere del XVII e XVIII sec; una strada sulla sinistra porta a Soramaè (30 abitanti), villaggio di origini quattrocentesche con costruzioni del XVII secolo
  • Pianaz: borgata di circa 126 abitanti con interessanti case e tabià, è noto perché paese d'origine dei Colussi, i cui discendenti, trasferitisi a Venezia, fondarono la nota industria dolciaria
  • Mareson: altro antico paese di 140 abitanti, sorge sulla piana che, secondo la tradizione, si sarebbe formata (prima dell'anno mille) in seguito ad una disastrosa frana del Pelmo, la quale avrebbe ostruito il Maè e sepolto il villaggio di La Cros; da ricordare la parrocchiale di San Valentino del 1482 con opere di Andrea Brustolon, noto artista della valle.
  • Pecol: Grosso agglomerato di circa 200 abitanti, Pècol deve il suo sviluppo all'attività turistica, specialmente invernale, che lo fa uno dei punti nevralgici del comprensorio dello "Ski Civetta"; seguendo la statale è possibile, inoltre, raggiungere la località Palafavèra dove hanno sede altri impianti sciistici; il paese andò quasi del tutto distrutto nel settembre del 1961, quando un incendio lambì le vecchie case e i fienili, compresa la parrocchiale di San Carlo (all'interno è però conservato un altare intagliato del 1648)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della Val di Zoldo.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Ovviamente, Zoldo Alto attira ogni anno migliaia di turisti per le sue bellezze paesaggistiche e per la buona ricettività turistica, che ne fanno uno dei luoghi più frequentati sia in estate che in inverno (molti gli impianti sciistici a Pècol e Palafavera).

Dal punto di vista artistico e culturale, sono da segnalare i seguenti siti:

  • A Brusadaz si trova il vecchio mulino Costa, forse tra quelli menzionati in un estimo del 1693. Fuori dall'abitato sono i resti della vecchia miniera Da Dòf, della quale è visibile l'ingresso, e della miniera di San Pellegrino.
  • A Coi è notevole la casa Rizzardini, edificio imponente in un villaggio costituito soprattutto da rustici; uno degli affreschi dell'esterno è del 1713. Lungo la strada che da Coi conduce a Maresòn sono ubicati i due mulini Rizzardini, antecedenti al 1634 e ancora in funzione nel 1946. Interessante anche il mulino Piva con la grande ruota di legno, attivo dal 1948 agli anni settanta.
  • A Fusine l'edificio più importante è indubbiamente la chiesa, sede parrocchiale dal 1615 in seguito al distacco dalla "madre" di S.Floriano in Pieve, prima pievanale poi arcipretale, documentata per la prima volta nel 1570 e ricostruita nel 1901; all'esterno affrescata, custodisce un crocifisso ligneo di Andrea Brustolon e uno di Valentino Panciera Besarel. Poco fuori l'abitato, è possibile raggiungere i resti di una delle tantissime fucine che testimoniavano l'attività fabbrile tipica dello Zoldano.
  • A Pianaz sono i preziosi affreschi della casa Colussi-David (1662, Madonna con Sant'Antonio e Sant'Osvaldo) e della casa Colussi-Manét (albero genealogico della famiglia con San Rocco e Sant'Antonio, crocifissione e Madonna con Bambino e santi).
  • A Mareson sorge la chiesa di San Valentino (1482) che custodisce all'interno l'altare maggiore e l'altare della S. Croce ad opera di Andrea Brustolon, mentre l'esterno è affrescato con l'immagine del santo patrono.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
11 gennaio 1986 15 novembre 1990 Sante Iral DC Sindaco [6]
15 novembre 1990 19 febbraio 1991 Veniero Dal Mas - Commissario prefettizio
19 febbraio 1991 12 settembre 1994 Sante Iral DC Sindaco [7]
12 settembre 1994 21 novembre 1994 Sergio Mazzia - Commissario prefettizio
24 aprile 1995 25 agosto 1995 Alessio Brustolon lista civica Sindaco [8]
18 novembre 1996 14 maggio 2001 Mario Rizzardini lista civica Sindaco [9]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Lucia Colussi lista civica Primavera Sindaco [10]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Roberto Molin Pradel lista civica Per Zoldo Alto Sindaco [11]
16 maggio 2011 in carica Roberto Molin Pradel lista civica Per Zoldo Alto Sindaco [12]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione del comune fino al 1890 era San Tiziano di Goima[13].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni Sessanta Zoldo Alto è noto per gli impianti sciistici che rientrano nel comprensorio del quale fanno parte anche la zona dell'Agordino e della Val Fiorentina.

Il 19 maggio 2005 l'11ª tappa del Giro d'Italia 2005 si è conclusa a Zoldo Alto con la vittoria di Paolo Savoldelli.

La prima domenica di settembre a Palafavera si svolge la Transpelmo, una gara di corsa sul sentiero che aggira il monte Pelmo[14]

È ormai anche celebre la Palaloppet, gara di sci nordico che si svolge a Palafavéra, a marzo, indicando la fine della stagione sciistica. Riguardante lo sci alpino c'è il Trofeo Uniteis che si svolge abitualmente il 4 gennaio.

A Palafavéra sorge il Centro Biathlon Palafavera esso è aperto al pubblico nelle stagioni invernali ed estive, il tutto comprende una pista da sci nordico, che ha un anello di quasi 8 km.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Consultazione dati del 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni - Tavola: Superficie territoriale (km²) - Belluno (dettaglio comunale)
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Unione montana Cadore Longaronese Zoldo - Lo sportello linguistico ladino.
  4. ^ Dato Istat al 31/8/2010.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Eletto il 24 novembre 1985.
  7. ^ Eletto il 13 gennaio 1991.
  8. ^ Eletto il 23 aprile 1995.
  9. ^ Eletto il 17 novembre 1996.
  10. ^ Eletto il 13 maggio 2001.
  11. ^ Eletto il 28 maggio 2006.
  12. ^ Eletto il 15 maggio 2011.
  13. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  14. ^ Transpelmo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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