Vosgi

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Coordinate: 48°00′N 7°00′E / 48°N 7°E48; 7

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Vosgi
Vosgi
Altimetria dei Vosgi
Continente Europa
Stati Francia Francia
(Germania Germania)
Cima più elevata Grand Ballon (1.424 m s.l.m)
Età della catena Paleozoico
Tipi di rocce rocce metamorfiche; rocce sedimentarie; rocce magmatiche

I Vosgi (in francese Vosges, in tedesco Vogesen, D'Vogese nel locale dialetto alsaziano) sono una catena montuosa dell'Europa centro-occidentale, che si estende lungo il lato occidentale della valle del Reno in direzione nord-ovest, da Basilea (Svizzera) a Magonza (Germania).

Dal punto di vista geografico i Vosgi sono compresi completamente nel territorio francese, con il Col de Saverne che li separa dal Pfälzer Wald, la Foresta Palatina. Tuttavia, se si considera l'aspetto geologico, alcune sezioni della Foresta Palatina appartengono ai Vosgi e infatti la sezione francese del Pfälzer Wald è comunemente vista come parte del gruppo settentrionale dei Vosgi.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Dal 1871 al 1918 l'area meridionale dei Vosgi, dal Ballon d'Alsace al Monte Donon, ha rappresentato la frontiera (anche linguistica) tra la Francia e la Germania. Ci sono notevoli somiglianze fra questa catena e i rilievi corrispondenti situati nell'altro versante della valle del Reno, nella Foresta Nera: entrambi i gruppi montuosi si innalzano alla stessa latitudine e presentano la stessa conformazione geologica ed entrambi si caratterizzano per le foreste presenti nei loro versanti più bassi, sopra le quali si estendono pascoli e cime arrotondate di un'altezza pressoché uniforme. Entrambe le catene presentano rive scoscese verso il fiume Reno, mentre scollinano più dolcemente nel versante opposto. La sezione meridionale dei Vosgi è costituita principalmente da granito, con alcune rocce porfiriche di un tipo di arenaria rossa che hanno fatto attribuire al versante occidentale il nome francese di grès Vosgien.

Versante alsaziano del massiccio di Hohneck.
Paesaggio nella valle di Chajoux, La Bresse (Francia).

Suddivisioni[modifica | modifica sorgente]

La catena è suddivisa da sud a nord in quattro sezioni: i Grandes Vosges, che si estendono da Belfort alla valle di Bruche; i Vosgi centrali, tra Bruche e il Col de Saverne; i Vosgi inferiori, tra il Col de Saverne e la sorgente del fiume alsaziano Lauter; e infine il sottogruppo Hardt. Le cime arrotondate dei Grandes Vosges vengono chiamate ballons.

I dipartimenti dei Vosgi e dell'Alta Saona sono divisi dall'Alsazia e dal territorio di Belfort dal Ballon d'Alsace o St Maurice (1250 m s.l.m.). Da questa zona verso nord l'altitudine media della catena è 915 m s.l.m., con la cima più alta, il Ballon de Guebwiller, nell'est della catena alto 1424 m s.l.m. Il Col de Saales, tra i Grandes Vosges e la sezione centrale, è un colle vicino ai 580 m s.l.m.; quest'ultimo è molto più basso dei rilievi dei Grandes Vosges, con il Mont Donon (1008 m s.l.m.) che ne rappresenta il punto più elevato.

La ferrovia che da Parigi conduce a Strasburgo, il Canale del Reno e dalla Marna attraversano il Col de Saverne. Non ci sono ferrovie lungo i Vosgi tra Saverne e Belfort, ma ci sono strade percorribili lungo i valichi di Bussang da Remiremont a Thann, il passo della Schlucht (1149 m) da Gérardmer a Munster, il Col du Bonhomme da St Dié a Colmar e il passo da St Die a Sainte-Marie-aux-Mines. I Vosgi inferiori sono costituiti da un altopiano di arenaria compreso tra i 305 m e i 565 m e sono attraversati dalla ferrovia che da Hagenau conduce a Sarreguemines e difesi dalla fortezza di Bitche.

Aspetti climatici[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista meteorologico la differenza tra i versanti orientali e occidentali dei Vosgi è molto marcata, in quanto le precipitazioni annuali e le temperature sono molto minori nella sezione occidentale. Nelle pendenze orientali la vite riesce a produrre uva ad un'altezza di 396 m; dal versante opposto l'unico fiume presente è l'Ill, con alcuni corsi d'acqua minori. La Mosella, il fiume Meurthe e la Saar si sviluppano tutti sul lato della Lorena. Morene e rocce lucide e levigate testimoniano l'esistenza nel passato di ghiacciai, che un tempo coprivano i rilievi dei Vosgi. I laghi, attorniati da abeti, pini, faggi e aceri, i verdi prati che garantiscono il pascolo per numerosi capi di mucche e i paesaggi sulla valle del Reno, la Foresta Nera e le montagne svizzere ricoperte di neve rendono questo distretto montuoso pittoresco.

Castelli[modifica | modifica sorgente]

Lungo le alture più basse della catena lungo il lato alsaziano sono numerosi i castelli, di solito in rovina. In molti punti della cresta principale, specialmente a St Odile presso Ribeauvillé (Rappoltsweiler), si possono notare i resti di un muro costruito a secco, chiamato il vallo pagano (Mur Païen). Il muro è stato utilizzato per difesa durante il Medioevo e gli archeologi non concordano se esso sia stato costruito dai Romani o prima del loro arrivo.

Rilievi maggiori[modifica | modifica sorgente]

La faglia della Fossa Renana.

Laghi, stagni e torbiere lacustri[modifica | modifica sorgente]

Gli specchi d'acqua si presentano sotto forme diverse, siano esse di origine naturale o dovute a creazioni artificiali mediante sbarramenti, più o meno recenti. I principali, in ordine di altezza sul livello del mare (tra parentesi), sono:

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jean-Paul von Eller, Guide géologique Vosges-Alsace, guide régionaux, collection dirigée par Charles Pomerol, 2° édition, Masson, Paris, 1984, 184 pages ISBN 2-225-78496-5
  • Yves Sell (dir.), L'Alsace et les Vosges, géologie, milieux naturels, flore et faune, La bibliothèque du naturaliste, Delachaux et Niestlé, Lausanne, 1998, 352 pages ISBN 2-603-01100-6
  • Jean-Claude Flageollet, Sur les traces des glaciers vosgiens, CNRS éditions, 2002, 212 pages ISBN 2-271-05960-7
  • Jean-Claude Flageollet, Où sont les neiges d'antan? Deux siècles de neige dans le massif vosgien, Presses universitaires de Nancy, 2005, 220 pages ISBN 2-86480-867-6
  • Jean-Claude Flageollet, « Morpho-structures vosgiennes », Géomorphologie : relief, processus, environnement, 2008, nº 2, p. 75

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