Willie Sojourner

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Willie Sojourner
Una stoppata di Zio Willie.jpg
Sojourner (a destra) in azione con la maglia dell'Arrigoni Rieti
Dati biografici
Nome Willard Leon Sojourner
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 203 cm
Peso 102 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centro
Ritirato 1983
Carriera
Giovanili

1967-1971
Germantown High School
Weber St. Wildcats Weber St. Wildcats
Squadre di club
1971-1973 Virginia Squires Virginia Squires 148
1973-1975 New York Nets N.Y. Nets 161
1975-1976 Lancaster R. Roses Lancaster R. Roses 21
1976-1982 AMG Seb. Rieti AMG Seb. Rieti 168
1982-1983 Grifone Perugia Grifone Perugia 30
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Willard Leon "Willie" Sojourner (Filadelfia, 10 settembre 1948Rieti, 20 ottobre 2005[1]) è stato un cestista statunitense, professionista nella ABA e in Italia.

Ha ricoperto il ruolo di centro nella AMG Sebastiani Rieti per sei stagioni vincendo una Coppa Korac.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La carriera negli USA[modifica | modifica wikitesto]

Willard Leon (Willie) Sojourner è nato a Filadelfia nel 1948, la sua carriera a livello scolastico è passata per il liceo di Germantown per arrivare alla Weber State University dove ha realizzato 19,3 punti e catturato 14,1 rimbalzi di media; scelto nel 1971 al secondo giro dai Chicago Bulls non ebbe mai l'opportunità di giocare nella NBA e passò alla lega rivale della ABA dove disputò quattro stagioni, due nei Virginia Squires e due nei New York Nets con cui vinse nel 1974 il titolo ABA. Nei quattro anni tra i professionisti ha segnato in media 6 punti e catturato 4,8 rimbalzi a partita. In tutta la carriera tra i pro è stato compagno di squadra di Julius Erving di cui era grande amico e per cui ha coniato il famoso soprannome "Doctor J".

Pur dotato di una buona tecnica e di una discreta elevazione, difettava in termini di atletismo (era alto 205 cm, poco per un centro), così fu tagliato dai New York Nets ed uscì dal giro del basket professionistico.

L'arrivo in Italia nella Sebastiani[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una stagione nella CBA nei Lancaster Red Roses, arriva la chiamata di Attilio Pasquetti da Rieti che cercava suo fratello Mike che aveva appena firmato per gli Atlanta Hawks.

Willy disse che lui poteva venire al suo posto e così Sojourner, grazie anche alle regole di quel periodo che prevedevano forti limitazioni ai trasferimenti degli stranieri, disputerà sei campionati con la maglia della Sebastiani.

Saranno sei anni molto intensi, la Sebastiani con lo "zio", come verrà affettuosamente soprannominato, arriverà due volte alle semifinali scudetto e due volte alla finale di Coppa Korac di cui una verrà vinta nel 1980 a Liegi.

Autore di grandi giocate, libero dallo stress e dall'eccessiva fisicità del campionato statunitense, saprà esprimersi al meglio dimostrando il suo valore sia tecnico che umano. Leader indiscusso di quella squadra, fu fondamentale anche per la crescita di giovani talenti come Roberto Brunamonti e Domenico Zampolini che vicino a lui ebbero la possibilità di maturare.

Il ritiro ed il ritorno a Rieti[modifica | modifica wikitesto]

Finita l'esperienza reatina, Willie giocò ancora un anno in Italia all'Italcable Perugia, dopo di che fece perdere le sue tracce come faceva sempre alla fine di ogni campionato. In tutto, aveva segnato 4799 punti in Serie A[2].

Dopo un breve ritorno nel 1992, quando sembrava che gli venisse affidato il settore giovanile della Sebastiani, Willy sparì di nuovo, fino a quando fu contattato dalla Nuova Sebastiani Basket Rieti (squadra che raccolse l'eredità della AMG Sebastiani Rieti dopo che questa ha cessò l'attività nel 1997).

A settembre del 2005 così, Sojourner torna a Rieti accolto come una leggenda vivente dai tifosi, ma purtroppo, appena un mese più tardi perde la vita in un incidente stradale. A lui è intitolato il palazzetto dello sport di Rieti, il PalaSojourner.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È morto Willie Sojourner La Gazzetta dello Sport, 20 ottobre 2005
  2. ^ Almanacco illustrato del basket 1990. Panini, Modena, 1989, p. 25.

Trofei e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]