Colonna (famiglia)
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Blasonatura
Di rosso, alla colonna d'argento col capitello e la base d'oro, coronata all'antica dello stesso.
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Nonostante la storia della famiglia Colonna sia lunga 900 anni, esiste pochissimo materiale originale che parli di loro, perché questa casata fa parte di quella aristocrazia che non ha mai voluto apparire: niente vita mondana, niente foto, solo riservatezza. Alcuni storici la definiscono "famiglia principesca italiana" e sottolineano il ruolo di questa casata nella storia di Roma e in quella della Chiesa; furono spesso in lotta con i Pontefici e con le altre famiglie nobili romane come i Caetani e gli Orsini.
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[modifica] Le origini
Secondo una tradizione non verificata, il loro nome deriverebbe dalla colonna Traiana, presso la quale i Colonna avrebbero avuto la loro dimora avita. In realtà, il loro nome deriva da un loro possedimento: il castello del paese "Colonna", situato sui Colli Albani, che la famiglia possedeva fin dall'XI secolo. Sempre secondo fonti non verificate, sembra che le loro origini deriverebbero dai Conti di Tuscolo e, quindi, da Alberico I, duca di Spoleto (X Secolo). La prima cosa sicura è che, alla metà del XIII secolo, la famiglia possedeva a Roma il Mausoleo di Augusto ed il monte Citorio, mentre fuori Roma possedeva vari castra ossia castelli: Colonna, Palestrina, Zagarolo, Capranica, Pietraporzia. Un certo "Petrus", figlio di Gregorio II Conte di Tuscolo, è il primo dei Colonna di cui si ha conoscenza storica; nel 1064, dopo la morte di Gregorio, Pietro assumendo l’appellativo “de Columna” dandone il nome alla famiglia. Difficile, data la scarsità di fonti, definire con sicurezza la diretta parentela tra Pietro “de Columna” e Gregorio II, anche se l’allodio di un castrum tanto vicino alla città di Tuscolo e il possesso di metà della città stessa sembra essere prova piuttosto sicura di un profondo legame agnatizio tra i due. Da quest'epoca, la famiglia iniziò a crescere in potenza, soprattutto, perché alcuni dei suoi membri divennero cardinali: fra essi Giovanni, cardinale di Santa Prisca nel 1193 e cardinale vescovo di Sabina nel 1205, protettore di Francesco d'Assisi. Un altro Giovanni fu cardinale di Santa Prassede dal 1212 e, proprio con quest'ultimo, che favoriva i ghibellini, iniziarono le ostilità contro gli Orsini, ferventi guelfi. Ora va detto che questa versione dei fatti è quella canonica. In realtà in Roma era impossibile essere, data la vicinanza del papa e soprattutto dati gli stretti legami che interccorevano tra le famiglie baronali e la Curia, Guelfi o Ghibellini nel senso stretto del termine. Potevano esservi legami o simpatie ma ad esempio all'interno della stessa famiglia alcuni esponenti potevano scegliere di seguire il partito filo angioino e altri seguire gli aragonesi rimanendo, la famiglia nel suo insieme, legata al papato.
Le lotte continuarono con Ottone Colonna, senatore di Roma (1279-1280) e con il figlio di costui, Pietro, anch'egli creato cardinale nel 1288 da Niccolò IV. Un terzo Giovanni, nipote del cardinale di Santa Prassede, studiò a Parigi, fu domenicano, arcivescovo di Messina (1255) e vicario di Roma (1262); accompagnò come legato l'esercito di Luigi IX in Egitto, dove, catturato dai Saraceni, fu da loro liberato per il suo coraggio. Alludendo allo stemma l'Ariosto ebbe a scrivere: "La gran colonna del nome romano".
[modifica] Bonifacio VIII ed i Colonna
L'episodio attraverso il quale i Colonna sono unversalmente noti è lo scontro che, tra il 1296 e il 1303, li contrappone a papa Bonifacio VIII. Il tentativo da parte del pontefice, al secolo Benedetto Caetani, di far emergere la propria famiglia passava necessariamente attraverso l'acquisizione di terre e titoli nel territorio basso laziale al fine di creare un nucleo forte e coeso di possedimenti intorno la città di Anagni (luogo di origine della famiglia). I modi alteri e a volte violenti tramite i quali l'allora cardinale Benedetto eseguì queste acquisizioni lo portano ad inimicarsi un gran numero di famiglie dell’aristocrazia rurale della Campagna; in breve i Caetani riescono, nel giro di pochi anni, ad emergere vistosamente tra le famiglie laziali e a costituire un elemento pericoloso per le consorterie familiari prima fra tutte, ovviamente, i Colonna che hanno in Palestrina il centro del loro potere territoriale. L’elezione al soglio pontificio del cardinale Caetani, che prende il nome di Bonifacio VIII, (elezione che va ricordato è stata appoggiata dai due cardinali Colonna Giacomo e Pietro) inasprisce sempre di più i rapporti tra le parti fino a quando, il 3 maggio del 1297, Stefano Colonna Il Vecchio saccheggia un convoglio personale del papa rubando l’enorme somma di duecentomila fiorini d’oro. Lo scontro diventa in breve furioso. Mentre il 10 maggio, in concistoro, il papa (con la bolla In excelso trono) dichiara i due cardinali decaduti e confisca tutti i beni appartenuti alla famiglia, i Colonna, nel castello di Lunghezza, procedono alla redazione del famoso “manifesto” che nei suoi punti essenziali condanna il papa denunciandone l’illegalità dell’elezione e accusandolo della responsabilità sulla la morte di Celestino V. Il conflitto, divenuto guerra, si snoda attraverso episodi di altissimo livello quali la crociata, lanciata il 14 dicembre 1297, contro i beni e le persone dei Colonna (da notare la straordinaria importanza di un simile atto che va detto forse per la prima volta nella cristianità un papa bandisce una crociata contro altri cristiani, di antichissima e rinomatissima famiglia che aveva fino a pochi mesi prima due cardinali al proprio interno) e il lunghissimo assedio della città di Palestrina che, stando ad Eugenio Duprè Theseider, è da ritenersi, con i suoi quasi due anni, il più lungo assedio del medioevo.
La guerra si conclude nel 1298 con la disfatta dei Colonna, la dispersione della famiglia e la distruzione della gran parte dei loro beni. I membri della famiglia, ed in particolare i cardinali, fuggendo diventano oggetto della caccia del papa.
Lo scontro tra il Filippo IV il Bello e Bonifacio VIII si snoda negli anni ma è solo nel 1303 che la volontà di Bonifacio VIII di ergersi quale giudice supremo dei sovrani laici porta alla rottura definitiva. Il principale artefice dell'altro evento universalmente noto come "oltraggio di Anagni" è il guardasigilli del re Guglielmo di Nogaret il quale, mentre si trova in Italia, tramite il suo pupillo Plaisians, il 13 giugno promuove (per la seconda volta) il cartello d’accusa al papa che questa volta viene accettato dal re e reso pubblico. Il papa venuto a sapere ciò prepara la scomunica per il sovrano francese che sarà resa pubblica l'8 settembre 1303 aprendo la strada agli eventi di Anagni. Intanto, il 7 settembre 1303 un nucleo di armati, guidati da Guglielmo di Nogaret e da Sciarra Colonna, irrompono in Anagni e dopo alcune ore di lotta prendono prigioniero il papa. Le vicende che seguono vedono i piani del Nogaret frustrati, poiché egli voleva condurre il pontefice in Francia al fine di sottoporlo a processo, mentre i suoi alleati, forse, avrebbero auspicato un’azione più dura. La sommossa popolare che segue li costringe ad una fuga precipitosa; il papa, sebbene liberato dalla gente anagnina, si rifugia sotto la protezione degli Orsini in Roma dove, forse a causa dell’umiliazione, muore poco dopo.
[modifica] Papa Martino V - Ramo Gallicano
Con Martino V (Oddone Colonna), Papa dal 1417 al 1431, che succedette a Gregorio XII, il potere temporale del papato ebbe un nuovo periodo di splendore. Pur avendo partecipato al Concilio di Pisa (1409) ed a quello di Costanza (1414-1418), appoggiando tesi conciliaristiche fra la Chiesa di Avignone e quella di Roma, dopo il suo rientro a Roma (1420), Martino V lavorò per la riedificazione spirituale e morale dell'autorità pontificia, rifiutando l'applicazione dei decreti conciliari che ledevano l'autorità papale. Dopo varie trattative, riuscì a sanare il grande scisma, ottenendo la rinuncia dell'Antipapa Clemente VIII (1429). Contrastò le tendenze autonomiste della nazione francese e si dimostrò tollerante verso gli ebrei, mitigando le misure vessatorie introdotte contro di loro dal suo predecessore. Protesse e favorì largamente gli esponenti della sua famiglia che acquisirono molti feudi in Italia meridionale (Amalfi, Salerno) e nel Lazio (Ardea, Nettuno, Astura, Frascati, Marino, Rocca di Papa, Capranica e Paliano), dando inizio a quella pratica che va sotto il nome di nepotismo. Morì a Roma nel 1431; gli succedette Eugenio IV.
[modifica] Cardinali Colonna
- tra parentesi l'anno della nomina.
- Giovanni Colonna (1193)
- Giovanni Colonna (1212)
- Giacomo Colonna (1278) alias Jacopo Colonna, in attrito con Bonifacio VIII
- Pietro Colonna (1288) in attrito con Bonifacio VIII
- Giovanni Colonna(1327)
- Agapito Colonna (1378)
- Stefano Colonna (1378)
- Oddone Colonna (1405) poi Papa Martino V
- Prospero Colonna (1426)
- Giovanni Colonna (1480)
- Pompeo Colonna (1517)
- Marcantonio Colonna (1565)
- Ascanio Colonna (1586)
- Girolamo Colonna (1627)
- Carlo Colonna (1706)
- Prospero Colonna (1739)
- Girolamo Colonna di Sciarra (1743)
- Prospero Colonna di Sciarra (1743)
- Marcantonio Colonna (1759)
- Pietro Colonna Pamphili (1766)
[modifica] Altri Colonna illustri
Da ricordare Lorenzo Onofrio Colonna, Conte di Amalfi e fratello di Martino V, che sposò Sveva Caetani, discendente di quella famiglia Caetani già nemica dei Colonna, e da cui nacquero Prospero e Antonio, Cardinale il primo nel 1426 e Principe di Salerno e nemico di Papa Eugenio IV e degli Orsini, il secondo. Nel XVI secolo, si distinse Marcantonio Colonna, figlio di Fabrizio, Duca di Paliano, nominato nel 1570 Capitano generale della flotta pontificia contro i Turchi. L'anno seguente, Marcantonio, nominato Luogotenente nella Lega cristiana, contribuì a formare una nuova armata navale contro i Turchi, distinguendosi per valore ed intelligenza nella battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571). Nel 1577, divenne viceré di Filippo II di Spagna in Sicilia, carica nella quale si distinse e che tenne fino alla morte, nel 1584. Altro personaggio da ricordare è Vittoria Colonna (1490-1547), celebre poetessa, sposa nel 1509 di Ferdinando d'Avalos, con cui visse nel Castello aragonese di Ischia fino alla morte del marito nel 1525. Un ultimo violento conflitto, dopo la metà del XVI secolo, oppose Paolo IV Carafa ai Colonna, che vennero scomunicati e privati dei loro domini, in parte recuperati successivamente. Alcuni feudi (Zagarolo, Colonna) passarono ai Ludovisi, altri (Palestrina) ai Barberini. Va però ricordato che i Colonna, da oltre un secolo, avevano acquisito nuovi interessi nel Napoletano dove ricoprivano con frequenza, le cariche di Viceré o di Gran Connestabile, legandosi così alla Spagna; dal XVII secolo in poi cessarono le lotte con gli Orsini ed i Papi, i quali confermarono alla famiglia il titolo di "Principe assistente al soglio pontificio".
Altra informazione importante è che la famiglia Colonna era suddivisa in vari rami. Tra questi il ramo di Paliano, esistente dal XV secolo e di cui fecero parte: Marcantonio II di Paliano, Viceré in Sicilia (1535-1584), con cui la carica di Gran connestabile del Regno di Napoli divenne ereditaria; Prospero Colonna, ammiraglio della flotta pontificia a Tunisi (1573) ed altri esponenti che si fecero valere nelle armi (Marcantonio V), nelle scienze (Fabio Colonna) ed altri come principi della Chiesa.
Dal ramo di Paliano derivò il ramo di Stigliano (1700) di cui possiamo ricordare personaggi che si avvicinano ai giorni nostri come Fabrizio Colonna (1848-1923), Vicepresidente della Camera dei deputati e Senatore dal 1889, Prospero Colonna (1858-1937), anch'egli senatore e sindaco di Roma, il figlio di quest'ultimo Piero Colonna (1891-1939), Governatore di Roma nel 1936. Fra i figli di Fabrizio: Ascanio Colonna (1883-1971) fu ministro a Stoccolma e ambasciatore d'Italia a Washington, mentre un altro diplomatico è Guido Colonna, già vicesegretario generale della NATO ed ambasciatore d'Italia a Oslo.
Nel ramo di Zagarolo che si estinse nel 1661, troviamo altri nomi illustri: Marcantonio, cardinale (1523-1597), Ascanio, cardinale (1555-1608), Pompeo che difese Malta contro i Turchi e combatté a Lepanto, Marzio, figlio di Pompeo, generale di Papa Clemente VIII, che ebbe parte nella vicenda di Beatrice Cenci (1599).
Il ramo di Palestrina continuò nonostante la vendita del feudo ai Barberini (1630), poiché Urbano VIII trasferì a Carbognano il titolo principesco. Nel ramo troviamo: Francesco Colonna (m.1636) che combatté a fianco di Alessandro Farnese nelle Fiandre; Giulio Cesare Colonna, principe di Carbognano, che sposò Cornelia Barberini, ultima discendente della famiglia. Da allora il ramo Palestrina si chiamò Barberini-Colonna di Sciarra, estinguendosi nella linea maschile con Urbano Colonna, tenente pilota caduto in combattimento nei cieli di Malta nel 1942.
Come scrive il Mugnos due rami fecero passaggio in Sicilia; l'uno come riferisce anche Inveges per i fratelli Federico Colonna, cognominato Romano per la sua patria, ed uno dei primari capitani dell'imperatore Federico II re di Sicilia, e Giovanni Arcivescovo di Messina (1255). Commendasi di questa prima linea Tommaso Colonna-Romano, da codesta linea si dipartirono diversi rami: i Baroni di Cesarò (poi duchi), i Baroni di Fiumedinisi (poi marchesi), i Baroni di San Calogero Godrano, i Baroni di Iancascio e Realturco, e i Principi di Lascari, i Duchi di Reitano, i Baroni del Biscotto, i Baroni di Francavilla Oliveto, etc... . Il ramo dei Colonna Duchi di Cesarò rientra tra i pari del Regno di Sicilia. L'altro ramo dei Colonna venne da Roma nell'isola per un Francesco Giovan Battista Colonna capo del ramo di Resuttano, costui bandito da Papa Eugenio IV, successore al soglio pontificio di Martino V (al secolo Oddone Colonna), se ne passò in Sicilia nel XV secolo. Commendasi di questa linea Giovan Battista Romano e Ventimiglia Barone di Resuttano, Barone del Ponte e paggio dell'imperatore Carlo V.
[modifica] Voci correlate
- Vittoria Colonna, amica di Michelangelo
- Sciarra Colonna nato Giacomo, (fratello del cardinale Pietro Colonna, nipote di Giacomo) in attrito con Bonifacio VIII
- Stefano Colonna il Vecchio (fratello del cardinale Pietro Colonna, nipote di Giacomo), in attrito con Bonifacio VIII
- Marcantonio I Colonna (1478 - 1522)
- Marcantonio Colonna (1535 - 1584)
- Prospero Colonna
- Palazzo Colonna
- papa Paolo IV
- Nobiltà nera
[modifica] Bibliografia
- Anthony Majanlahti, Guida completa alle grandi famiglie di Roma, Milano 2005
- Filadelfo Mugnos, Historia Famiglia Colonna, Venezia 1658

