Alberico I di Spoleto

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Alberico di Spoleto (... – Orte, 924) fu Conte dei Marsi[1] (dall'875), Marchese di Toscana e Camerino (889) e Duca di Spoleto (897).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di origine germanica di oscure ascendenze, dopo aver conseguito importanti successi militari, e dopo aver eliminato il suo antagonista Guido IV di Spoleto, riuscì a controllare buona parte del centro Italia. Nel 914 Alberico con il suocero Teofilatto diedero appoggio al piano di papa Giovanni X che nel 915, insieme alle truppe pontificie e a quelle di altri principi meridionali sconfissero i Saraceni al Garigliano. Grazie a questa vittoria venne nominato console di Roma ed ebbe dal suo alleato Teofilatto la mano di sua figlia Marozia, figlia di Teodora I, con la quale forse aveva già una relazione extraconiugale, dalla quale ebbe cinque figli: Giovanni (che pur essendo stato legittimato come suo figlio[2], molti storici ritengono però figlio illegittimo di Marozia e Papa Sergio III) divenuto poi Papa Giovanni XI, Alberico, Costantino, Sergio, e Deodato (padre di Papa Benedetto VII). Secondo alcuni il suo nome compare per l'ultima volta nel 917[3] mentre per altri, nel 924 caduto in disgrazia del popolo romano su istigazione della stessa Marozia, si rifugiò a Orte, dove venne raggiunto e assassinato, succedendogli il figlio Alberico.

Unico nel suo nome nella cronotassi dei duchi spoletini, a rigore è privo di fondamento distinguere costui da suo figlio omonimo in ordine di successione (I e II), non avendo quest'ultimo conseguito alcun diritto successorio sul Ducato di Spoleto e Camerino, venendo invece storicamente considerato, pur conservando le somiglianze fisiche del padre, come il discendente a tutti gli effetti in senso medievale del potente casato romano dei Teofilatti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ C. Rivera, I Conti de Marsi, 1913-15.
  2. ^ P. Fedele, Ricerche per la storia di Roma e del papato nel secolo X
  3. ^ v.G. Arnaldi in Dizionario biografico degli Italiani, alla voce