Conti dei Marsi

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I conti dei Marsi sono una delle famiglie più importanti abruzzesi.

Indice

[modifica] Storia

Pare discendessero da una popolazione di stirpe Franca che si stabilì in Abruzzo tra la fine del IX secolo ed l'inizio del X: loro stessi affermavano di aver avuto origine dalla progenie di Berardo I, nipote di Carlo Magno.[1]

Storicamente si può finora solo accertare che il loro capostipite fu un certo e sconosciuto Berardo, di cui si sa solamente che è di origine franca, ma mancano dati certi per provare che si tratti del Berardo I di stirpe carolingia.[1]

Lo stemma è rappresentato da una prima fila di 3 montagne sormontate da 2 altre montagne sovrapposte a loro volta da un'altra montagna ancora tutte scure su uno sfondo chiaro dorato.[1]

Si conoscono 2 rami della famiglia:[1]

  • i Comites Marsorum o ex Comites Marsorum[1]
  • e i quot berardinga.[1]

La zona della loro signoria comprendeva il Fucino e i territori di Celano sostituendo gran parte della sovranità dei Peligni. Nell'XI secolo erano a loro soggette alcune terre sul Sangro e altre terre della Sabina. I loro feudi erano soggetti al ducato di Spoleto fino al 950, quando divennero di fatto indipendenti fino al 1143, anno della conquista normanna dei loro territori

1000-1100 Successivamente gli Orsini ed i Colonna si espansero nella Sabina e detronizzarono i Conti dei Marsi, ciononostante, i Berardi riuscirono a mantenere il predominio della Marsica sopravvivendo ancora per qualche tempo. Tempo in cui diedero man forte alla lotta contro i Saraceni che avevano invaso i territori dell'Abruzzo arrivando sino all'interno. Fatto sta che i Saraceni non occuparono mai più i territori dei Conti dei Marsi.[1]

Durante la decadenza della Contea dei Marsi, i Normanni approfittando delle rivalità insite nei vari rami della famiglia comitale, riuscirono a concquistarli nel 1143 facendoli lottare l'uno contro l'altro, costringendoli alla sottomissione e alla privazione dei loro feudi.

I rami principali si estinsero, rimanendo così solo i Conti di Celano e di Alba (l'odierna Massa d'Albe). [1]

Gli abitanti di Amiterno e Forcona si rivoltarono contro di loro, uccidendone la maggior parte, i restanti furono costretti a ripiegare verso L'Aquila ed a rinunciare ai loro possedimenti.[1]

La famiglia di Ocre vide la distruzione del castello, così come successo ai Barile.[1]

Altri 2 rami, dei Di Sangro e dei Borrello si rifugiarono rispettivamente in Puglia ed in Sicilia, altri ancora si stabilirono a Roma ed a Rieti.[1]

Invece il ramo dei Conti di Celano si estinse all'inizio del quattrocento.

[modifica] Membri principali della famiglia

  • Oderisio il Franco, il capostipite;
  • Oderisio di Paleria, giustiziere dell'Abruzzo;
  • molti membri della famiglia Di Sangro, ramo distaccatosi da questa famiglia;
  • molti membri della famiglia Borrello, ramo distaccatosi a sua volta dalla famiglia Di Sangro, e i discendenti di Gentile capostipite della linea di Raiano e Prezza;
  • molti membri della famiglia Barile;
  • l'abate Oderisio seppellito nell'abbazia di San Giovanni in Venere.

[modifica] Note

  1. ^ a b c d e f g h i j k [1]

[modifica] Collegamenti esterni

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