Filippo II Colonna

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Stemma di Filippo II

Filippo II Colonna (Roma, 7 aprile 1663Roma, 6 novembre 1714) era figlio di Lorenzo Onofrio e di Maria Mancini, pronipote del cardinal Mazzarino.

Contrasse due matrimoni: in prime nozze sposò, il 20 aprile 1681 una nobildonna spagnola, Lorenza de La Cerda de Aragón y Cardona, figlia del Duca di Medinaceli e, in seconde nozze, alla morte di questa 1697, si unì in matrimonio a Roma con donna Olimpia Pamphilj, figlia di Giovanni Battista Principe di Carpineto e Belvedere.

Ebbe quattro figli: Lorenzo, deceduto nel 1699; Filippo, morto anch'egli giovane, Prospero, creato cardinale nel 1739, e Fabrizio, che gli successe.

Fu, fin dal 1689 Gran Connestabile del Regno di Napoli. Fra i suoi titoli: Principe di Castiglione, IX Duca e Principe di Paliano, VIII Duca di Tagliacozzo, VI Duca di Marino e II Duca di Miraglia, Marchese di Giuliano e Cave, Conte di Ceccano, Barone di Santa Caterina, Signore di Genazzano, Rocca di Papa, Ripi ed altre terre, cavaliere dell'Ordine dello Speron d'Oro. Nel 1710 ottenne la carica ereditaria di Principe Assistente al Soglio Pontificio.

Membro dell'Arcadia, protesse artisti e letterati: fra questi ultimi il celebre Silvio Stampiglia, fondatore, insieme ad altri, di tale importante accademia e che successivamente (1706) divenne poeta ufficiale della corte asburgica di Vienna, dove restò per dodici anni precedendo in questo incarico gli altrettanto celebri Apostolo Zeno e Pietro Metastasio. Fu anzi Filippo Colonna a far conoscere allo Stampiglia Giovanni Bononcini, uno dei massimi compositori italiani dell'età barocca. Frutto della collaborazione fra il letterato e il musicista furono due opere di rilievo: il Serse (1694) e Il Trionfo di Camilla regina dei Volsci (1696). Va messo in evidenza che sia lo Stampiglia che il Bononcini furono sostenuti finanziariamente da Filippo II. Il Bononcini, che per ben cinque anni ricevette uno stipendio dal principe, volle comporre alcune immortali serenate in onore della sua consorte, anche come segno di gratitudine per i favori ricevuti.

Celebre e celebrata, a cavallo fra XVII e XVIII secolo fu la pinacoteca privata di Filippo II, accanito collezionista di quadri e oggetti d'arte di vario genere. Nel 1703, con un gesto rivoluzionario per l'epoca, volle aprire al pubblico, il palazzo romano di famiglia che custodiva le più significative opere d'arte che egli stesso aveva acquistato o ricevuto in eredità (in particolare dal cardinale Girolamo Colonna e da suo padre, Lorenzo Onofrio).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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