Vittoria Colonna

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Sebastiano del Piombo, Ritratto di Vittoria Colonna. Barcellona, Museu Nacional d'Art de Catalunya, Collezione Cambò

Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490Roma, 25 febbraio 1547) è stata una poetessa e intellettuale italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non vi è accordo sulla data di nascita di Vittoria Colonna: oltre alla data del 1490 è stata proposta, in un importante studio monografico tedesco del 1916, quella del 1492.[1] Appartenente alla nobile famiglia dei Colonna in quanto figlia di Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro, dei Duchi di Urbino, ella stessa ebbe il titolo di marchesa di Pescara. I Colonna erano, in quegli anni, alleati della famiglia D'Avalos e, per suggellare tale alleanza, concordarono il matrimonio fra Vittoria e Ferdinando Francesco quando ancora erano bambini. I due si sposarono il 27 dicembre 1509 ad Ischia, nel Castello Aragonese.

Il soggiorno di Vittoria Colonna ad Ischia, dal 1501 al 1536, coincise con un momento culturalmente assai felice per l'isola: la poetessa fu infatti circondata dai migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Michelangelo Buonarroti, Ludovico Ariosto, Jacopo Sannazaro, Giovanni Pontano, Bernardo Tasso, Annibale Caro, Pietro Aretino, Girolamo Britonio, Angelo di Costanzo e molti altri.

Vittoria Colonna. Disegno di Michelangelo

Il matrimonio con D'Avalos, sebbene combinato per servire le politiche di famiglia, riuscì anche dal punto di vista sentimentale, ma i due coniugi non trascorsero molto tempo insieme a Ischia dove si erano stabiliti, perché Ferdinando Francesco nel 1511 partì in guerra agli ordini del suocero per combattere per la Spagna contro la Francia. Fu preso prigioniero in occasione della Battaglia di Ravenna nel 1512 e deportato in Francia. Successivamente, divenne un ufficiale dell’esercito di Carlo V e rimase gravemente ferito durante la Battaglia di Pavia, il 24 febbraio 1525. Vittoria partì subito per raggiungerlo ma la notizia della sua morte la colse mentre era in viaggio. Cadde in depressione e meditò il suicidio ma riuscì a riprendersi anche grazie alla vicinanza degli amici.

Decise di ritirarsi in convento a Roma (il convento delle Clarisse allora annesso alla Chiesa di S. Silvestro) e strinse amicizia con varie personalità ecclesiastiche che alimentavano una corrente di riforma all’interno della Chiesa Cattolica, tra cui, soprattutto, Juan de Valdés e Bernardino Ochino.

Non rimase a lungo in pace perché il fratello, Ascanio Colonna, entrò in conflitto con il papa, una prima volta con Clemente VII, ed in tale occasione si trasferì a Marino e poi di nuovo a Ischia e cercò di mediare fra i contendenti. Questo, tuttavia, le evitò di vivere in prima persona la traumatica esperienza del Sacco di Roma (1527) e le consentì di prestare aiuto alla popolazione e di riscattare prigionieri anche ricorrendo alle proprie sostanze.

Ritornata a Roma nel 1531, nel 1535 conobbe Pietro Carnesecchi con cui intrecciò un rapporto di amicizia. In seguito, le venne l’ispirazione di compiere un viaggio in Terra Santa. Si trasferì quindi a Ferrara nel 1537, in attesa di ottenere i permessi dal Papa, con l’intenzione di imbarcarsi da Venezia. Tuttavia non partì: la salute malferma la costrinse a rinunciare all’idea. Nel 1536 o 1538 è da collocarsi il primo incontro con Michelangelo Buonarroti.[2] Nel 1539 rientrò a Roma dove crebbe l'amicizia con Michelangelo, che la stimò enormemente e su cui ebbe una grande influenza, verosimilmente anche religiosa.

Mantenne anche per molti anni una stretta corrispondenza epistolare con il grande artista, di cui restano oggi due missive michelangiolesche e cinque della marchesa. Il Buonarroti nel 1540 le inviò un piccolo quadro, una Crocifissione per la propria cappella privata; i bozzetti della Crocifissione sono attualmente conservati al British Museum di Londra e al Louvre di Parigi: l'artista aveva dipinto soltanto il Cristo, la Vergine e la Maddalena e, quando nel 1547 Vittoria morì, Michelangelo modificò il quadro raffigurando Vittoria come Maddalena. Una copia si trova nella concattedrale di Santa Maria de La Redonda a Logroño.

Nel 1541 il fratello entrò per la seconda volta in conflitto con papa Paolo III, giungendo a fomentare una rivolta. Vittoria, allora, si trasferì a Viterbo dove conobbe il cardinal Reginald Pole.

Nel 1544 rientrò a Roma dove, nel 1547 la colse la morte che, probabilmente, le risparmiò un'inchiesta dell'inquisizione che perseguitò molti dei suoi amici.

Nella storia di Sicilia si ricorda un'altra Vittoria Colonna de Cabrera Duchessa di Medinaceli, figlia di Marcantonio Colonna e dunque pronipote della poetessa, che ha fondato la città di Vittoria (RG).

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Le sue opere comprendono poemi d'amore per il marito, le Rime, suddivise in Rime amorose e Rime Spirituali, ispirate allo stile di Francesco Petrarca, e composizioni in prosa di tema religioso tra cui il Pianto sulla passione di Cristo e l’Orazione sull’Ave Maria. Segue un elenco essenziale di alcune edizioni degli scritti di Vittoria Colonna, a cominciare da quelle pubblicate come poetessa ancora in vita:

  • Rime de la diuina Vittoria Colonna, In Parma, Antonio Viotti, 1538; e successive numerosissime edizioni.
  • Le rime spirituali della illustrissima signora Vittoria Colonna marchesana di Pescara. Non più stampate da pochissime infuori, le quali altroue corrotte, et qui corrette si leggono, In Vinegia, appresso Vincenzo Valgrisi, 1546; e successive edizioni;
  • Pianto della marchesa di Pescara sopra la passione di Christo. Oratione della medesima, sopra l'Aue Maria. Oratione fatta il Venerdì santo, sopra la passione di Christo, In Venetia, Paolo Manuzio, 1556; e successive edizioni;
  • Sonetti in morte di Francesco Ferrante d'Avalos marchese di Pescara, edizione del ms. XIII.G.43 della Biblioteca nazionale di Napoli a cura di Tobia R. Toscano, Milano, G. Mondadori, 1998;

Lettere e carteggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Rime e lettere di Vittoria Colonna, marchesana di Pescara, Firenze, G. Barbera, 1860;
  • Lettere di Vittoria Colonna tratte da un codice della Capitolar biblioteca di Verona, a cura di Barbara Masutti, Verona, Vicentini e Franchini, 1868;
  • Lettere inedite di Vittoria Colonna marchesana di Pescara ed altri documenti storici relativi ai Colonnesi, Roma, Tip. Barbera, 1875
  • Lettere inedite di Vittoria Colonna e Benedetto Varchi, pubblicate con note da Abd-El-Kader Salza, Firenze, Tip. Pei minori corrigendi, 1898;
  • Nuove lettere inedite di Vittoria Colonna, a cura di Pietro Tacchi-Venturi, Roma, tip. Poliglotta, 1901;
  • Carteggio di Vittoria Colonna marchesa di Pescara, raccolto e pubblicato da Ermanno Ferrero e Giuseppe Muller, Torino, E. Loescher, 1889.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Johann J. Wyss, Vittoria Colonna. Leben, Wirken, Werke: eine Monographie, Frauenfeld, Huber, 1916
  2. ^ Emidio Campi, Michelangelo e Vittoria Colonna. Un dialogo artistico-teologico ispirato da Bernardino Ochino, Torino, Claudiana, 1994, p.11

Bibliografia essenziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Morpurgo, Vittoria Colonna. Cenni storici e letterari, Trieste, Stab. Tip. G. Caprin, 1888;
  • Alfred von Reumont, Vittoria Colonna marchesa di Pescara. Vita, fede e poesia nel secolo decimosesto, versione di Giuseppe Muller ed Ermanno Ferrero, 2. ed., Torino, Firenze, Roma, E. Loescher, 1892;
  • Guido Cimino, Il crocifisso di Michelangelo per Vittoria Colonna, storia di un ritrovamento, Roma, Cremonese, 1967;
  • Ettore Bonora " Le donne poetesse" in Storia della letteratura italiana Garzanti, vol.IV 1966
  • Giuseppe Pietrocola, Vittoria Colonna (1492-1547), Vasto, Histonium, 1993;
  • Amy A. Bernardy, La vita e l'opera di Vittoria Colonna, Firenze, Felice Le Monnier, 1927;
  • Isabella Teotochi Albrizzi, Ritratti e Vita di Vittoria Colonna, coi frammenti di un romanzo autobiografico di Ugo Foscolo ; a cura di Tommaso Bozza, Roma, Tumminelli, 1946;
  • Carlo De Frede, Vittoria Colonna e il suo processo inquisitoriale postumo, Napoli, Giannini, 1989;
  • Emidio Campi, Michelangelo e Vittoria Colonna. Un dialogo artistico-teologico ispirato da Bernardino Ochino, Torino, Claudiana, 1994
  • Restituta Carboni, Vittoria Colonna d'Avalos, Pescara, Ianieri, 2009
  • Anderson Magalhães, All’ombra dell’eresia: Bernardo Tasso e le donne della Bibbia in Francia e in Italia, in Le donne della Bibbia, la Bibbia delle donne. Teatro, letteratura e vita, Atti del XV Convegno Internazionale di Studio organizzato dal Gruppo di Studio sul Cinquecento francese, Verona, 16-19 ottobre 2009, a cura di R. Gorris Camos, Fasano, Schena, 2012, pp. 159-218
  • Maria Musiol, "Vittoria Colonna. A Woman's Renaissance. An Approach to her life and to herself. Berlino. 2013.

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