Vulci

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Coordinate: 42°25′08″N 11°37′54″E / 42.418889°N 11.631667°E42.418889; 11.631667

Vulci
La strada romana di Vulci.
La strada romana di Vulci.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Canino
Dimensioni
Superficie n.d.
Amministrazione
Ente Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale
Responsabile Alfonsina Russo
sito web

Vulci è un'antica città etrusca che oggi fa parte del territorio di Montalto di Castro, in Provincia di Viterbo, nella Maremma laziale. Pur essendo lontana dal mare, si trova su di una piattaforma calcarea lungo la riva destra del Fiora. Fu una delle più grandi città-stato dell'Etruria, con un forte sviluppo marinaro e commerciale con Grecia e Oriente, come testimoniano i sontuosi corredi funebri ritrovati nelle necropoli adiacenti, oggi sparsi nei musei di tutto il mondo.

Nelle necropoli che circondano la città, situate nei territori di Montalto di Castro e Canino, nelle località di Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo di Maggio e Camposcala, si trovano migliaia di tombe, dalle forme e tipologia diverse: fosse, tumuli, tombe a cassone, tombe a camera e tombe a corridoio. Tra le più note: il grandioso tumulo della Cuccumella (alto 18 metri e con un diametro di 75 metri), la Cuccumelletta e la Rotonda, la tomba François, situata nel territorio di Canino, quelle dei Tori, delle Iscrizioni e dei Due Ingressi. A Osteria sono presenti diverse tombe a camera caratterizzate dal soffitto scolpito, come era in uso nelle abitazioni etrusche.

Tra i monumenti più suggestivi, il maestoso ponte detto del Diavolo (III sec. a.C.) che con i suoi 30 metri di altezza domina il fiume Fiora, nei pressi del castello medievale della Badia (XIII sec.).

Castello di Vulci[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Vulci, situato nel territorio di Canino, venne edificato a ridosso di un ponte, ponte dell'arcobaleno, costruito dai romani su fondamenta preesistenti etrusche, per attraversare una gola dove passa il Fiume Fiora, che oggi divide i territori di Canino e Montalto di Castro.

Il castello venne edificato nel XII sec. dai monaci cistercensi, su quella che nel IX sec. era un’abbazia dedicata a San Mamiliano, distrutta dalle incursioni dei saraceni. Il castello divenne dal XIII sec. un importante centro di assistenza ed accoglienza dei pellegrini e fu per mezzo secolo gestito in collaborazione con i cavalieri del Tempio, i cosiddetti Templari.

Nel XVI sec. passò nelle proprietà di Alessandro Farnese, Papa Paolo III, che vi operò alcuni restauri. Successivamente fu utilizzata quale dogana dello Stato Pontificio, perché il castello era situato ai confini con il Granducato di Toscana. Passò poi ai Bonaparte, nel 1859 ai Torlonia e infine fu acquistato dallo Stato Italiano.

Il museo[modifica | modifica sorgente]

Museo archeologico nazionale di Vulci
Il Castello dell'Abbadia e il ponte dell'Arcobaleno
Il Castello dell'Abbadia e il ponte dell'Arcobaleno
Tipo Museo archeologico
Indirizzo Castello dell'Abbadia, Loc. Vulci - 01011
Canino (VT)
Sito Sito ufficiale

Il Museo archeologico si trova nel Castello dell'Abbadia, vi si possono ammirare il ricchissimo corredo della tomba della Panatenaica, la ceramica etrusca e greca, bronzi, sarcofagi, ex voto ed elementi architettonici che un tempo ornavano templi e tombe.

Mitreo[modifica | modifica sorgente]

Il mitreo di Vulci, in provincia di Viterbo, è addossato ad una domus risalente alla fine del II sec. a.C., con criptoportico sotterraneo; il Mitreo, distrutto verso la fine del IV sec. d.C. era composto da due ambienti: un'anticamera ed un luogo di culto, ove sono stati rinvenuti oggetti votivi di particolare interesse. La statua esposta è una copia, l'originale è conservato nel Museo del Castello dell'Abbadia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Manuela Paganelli, Il Museo Nazionale Archeologico e il Parco archeologico di Vulci, in "Il Veltro", a. LIV, n. 3-6, maggio-dicembre 2010, pp. 229-237.

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