Tomba François

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Tomba François
Sacrificio dei prigionieri troiani, copia delle pitture parietali eseguita da Augusto Guido Gatti nel 1931. Tra la dea Vanth e il demone Charun, Achille (Acle) affonda la spada nel collo di uno dei prigionieri
Sacrificio dei prigionieri troiani, copia delle pitture parietali eseguita da Augusto Guido Gatti nel 1931. Tra la dea Vanth e il demone Charun, Achille (Acle) affonda la spada nel collo di uno dei prigionieri
Civiltà etrusca
Utilizzo funerario
Epoca seconda metà IV secolo a.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Scavi
Data scoperta 1857

La tomba François è uno dei più importanti monumenti etruschi (ultimi decenni del IV secolo a.C.[1]), soprattutto per la sua ricchissima decorazione ad affresco che ne fa una delle più straordinarie manifestazioni della pittura etrusca. Si trova nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci e fu scoperta nel 1857 dall'archeologo e Commissario regio di marina del Granducato di Toscana Alessandro François da cui prese il nome. Il ciclo di affreschi, staccato dalle pareti e suddiviso in pannelli da Raffaele Garrucci nel 1862 su ordine del Principe Alessandro Torlonia furono depositate nel Museo Torlonia, a Roma; dal 1946 si trovano a Roma, presso Villa Albani.[2] Il sepolcro appartenne alla famiglia etrusca dei Saties di Vulci, una delle più grandi famiglie aristocratiche della città etrusca del tempo. La tomba François con i suoi affreschi, contrappone temi troiani a temi di storia eroica vulcente all'interno dello stesso contesto.[3]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

È costituita da sette celle raccolte attorno a un atrio e a un tablino, in un ipogeo scavato nella roccia.[3]

Ciclo pittorico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un'antica tradizione, di cui veniamo a conoscenza grazie a un discorso tenuto dall'imperatore Claudio in Senato, parte della rappresentazione si identificherebbe con la figura leggendaria del sesto re di Roma, Servio Tullio-Mastarna (o anche Macstarna), alleato di Celio Vibenna (o Vivenna), entrambi condottieri etruschi impegnati in spedizioni di conquista in Etruria e nei territori circostanti, e rifugiatisi, al termine di alterne vicende belliche, sul Monte Celio a Roma.[4] Mastarna avrebbe poi ottenuto il regno e cambiato il proprio nome etrusco, assumendo quello latino di Servio Tullio. Questa versione dei fatti fu oggetto anche di un famoso discorso al Senato dell'imperatore etruscologo Claudio (riportato nelle tavole di bronzo di Lione).[4]

La pittura rappresenta quindi la liberazione di Caile Vipinas. Da sinistra: Macstrna (identificato con Servio Tullio) libera Caile Vipinas; Larth Ulhtes uccide Laris Papathnas di Velznach (=Volsinii); Pesna Aremsnas di Sveamach (=Sovana) viene ucciso da Rasce; Venthical [...] plsachs (=Falerii?) è, invece, ucciso da Aule Vipienas (Aulo Vibenna). L'ultima scena a destra, sulla parete successiva, raffigura Marce Camitlnas che uccide Cnaeve Tarchunies di Rumach.

Ricostruzione pittorica (XIX secolo) dall'originale della tomba Tomba François.

Si può tuttavia giungere anche alla conclusione che il nome Mastarna (Macstrna) fosse soltanto il titolo con il quale Servio Tullio veniva chiamato in battaglia: non sarebbe impossibile infatti intravedere nella parola mastarna la radice di magister ("maestro"), cioè, in questo caso, magister maximus della legione romana. Secondo Massimo Pallottino (Origini e storia primitiva di Roma) Mastarna sarebbe il "servitore" di Celio Vibenna (Caile Vipinas), perché il suffisso -na indica appartenenza; quindi Macstrna sarebbe "appartenente al magister" (macstr = magister). Dopo la conquista di Roma e la morte di Celio Vibenna, Mastarna entrò in contrasto con Aulo Vibenna, fratello di Celio, e infine lo uccise, restando unico padrone della città.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pallottino, op. cit., p.238.
  2. ^ Per un quadro complessivo sulla tomba François, i dati archeologici e relativa letteratura si vedano: F. Messerschmidt, A. von Gerkan, Nekropolen von Vulci, Berlino, 1930; M.Cristofani, Ricerche sulle pitture della tomba François di Vulci. I fregi decorativi,in DialA,1, 1967, pp. 189-219; S. Steingräber, Catalogo ragionato della pittura etrusca, Milano, 1984, pp. 380-387; P.J. Holliday, Narrative structures in the François tomb, in Narrative and event in ancient art, Cambridge, 1988, pp. 175-197; F. Coarelli, Revixit Ars. Arte e Ideologia a Roma. Dai modelli ellenistici alla tradizione repubblicana, Roma, 1996, pp. 138-178; S. Steingräber, Affreschi etruschi, dal periodo geometrico all'età ellenistica, San Giovanni Lupatoto, 2006, pp. 68 e ss; E. La Rocca, S. Tortorella (a cura di), Trionfi Romani: Catalogo della mostra (Roma, 5 marzo-14 settembre 2008), 2008, Roma, p. 167.
  3. ^ a b Miscellanea a cura di Sandro Caranzano, Vulci e il ciclo della Tomba François. URL consultato il 18 marzo 2013.
  4. ^ a b Da un discorso dell'Imperatore Claudio rinvenuto a Lugdunum: si confronti l'iscrizione CIL XIII, 1668.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.A. V.V., La grande Roma dei Tarquini, Roma, L'Erma di Bretschneider, 1990, ISBN 88-7062-684-9.
  • Paolo Giannini, Centri etruschi e romani dell'Etruria meridionale, Grotte di Castro (VT), Ceccarelli.
  • Werner Keller, La civiltà etrusca, Milano, Garzanti, 1984, ISBN 88-11-76418-1.
  • Massimo Pallottino, Origini e storia primitiva di Roma, Milano, Rusconi, 1993, ISBN 88-18-88033-0.
  • Romolo A. Staccioli, Storia e civiltà degli Etruschi, Roma, Newton Compton, 1984.
  • Mario Torelli, Storia degli Etruschi, Bari, Laterza, 1997, ISBN 88-420-5222-1.
  • F. Messerschmidt, A. von Gerkan, Nekropolen von Vulci, Berlino, 1930.
  • M.Cristofani, Ricerche sulle pitture della tomba François di Vulci. I fregi decorativi,in DialA,1, 1967, pp. 189-219.
  • S. Steingräber, Catalogo ragionato della pittura etrusca, Milano, 1984, pp. 380-387. ISBN 88-16-60046-2
  • P. J. Holliday, Narrative structures in the François tomb, in Narrative and event in ancient art, Cambridge, 1988, pp. 175-197.
  • F. Coarelli, Revixit Ars. Arte e Ideologia a Roma. Dai modelli ellenistici alla tradizione repubblicana, Roma, 1996, pp.138-178.
  • S. Steingräber, Affreschi etruschi, dal periodo geometrico all'età ellenistica, San Giovanni Lupatoto, 2006, pp. 68 e ss.
  • E. La Rocca, S.Tortorella (a cura di), Trionfi Romani: Catalogo della mostra (Roma, 5 marzo-14 settembre 2008), 2008, Roma, p.167.

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