Tirreno (mitologia)

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Tirreno (in latino Tyrrhenus), figlio di primo letto del leggendario Telefo, fu principe di Lidia o di Misia. Secondo Strabone, invece, egli era figlio di Ati re di Lidia, il quale, dopo una pesantissima carestia ed alla conseguente penuria di qualsiasi prodotto, avendo due figli (Tirreno e Lido), dopo aver estratto a sorte, tenne con sé Lido, mentre Tirreno fu inviato fuori dalla Lidia, insieme alla maggior parte della popolazione.[1] La storia è stata messa in dubbio da Xanto Lidio, che asseriva di non aver mai sentito parlare di un uomo nominato "Tirreno". Stando alla sua testimonianza, inoltre, i figli di Ati sarebbero stati Lido e Torebo, nessuno dei due mai emigrato.[2]

La migrazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Erodoto,[3] Tirreno condusse la migrazione della sua gente a seguito di una devastante carestia. In questa versione il re Ati, il quale divise i Lidi in due gruppi: un gruppo sarebbe rimasto in Lidia con il re, nell'attuale Turchia Occidentale, e l'altro sarebbe dovuto emigrare. A capo del gruppo che doveva partire fu messo proprio Tirreno. Lui e il suo gruppo andarono a Smirne, costruirono le navi e le caricarono di tutto l'occorente per il viaggio. Dopo aver attraversato il Mediterraneo orientale, giunsero in Italia dove sbarcarono e fondarono 12 città nell'Etruria (attuale Toscana e Lazio settentrionale a nord del Tevere).[1] In onore del principe che li guidò, questo gruppo di Lidi decise di mutare il proprio nome in Tirreni (altro nome con cui erano noti gli Etruschi).[1] Tirreno, infine, assegnò a questo popolo, come ecista, Tarconte, da cui prende il nome la città etrusca di Tarquinia.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Strabone, Geografia, V, 2,2.
  2. ^ Fragmenta historicorum graecorum, vol. 1, Parisiis, editore Ambrosio Firmin Didot, Instituti Regii Franciae Typographo, 1841, pag. 36, frag. 1.
  3. ^ Erodoto, Storie, I, 94.