Ercole Consalvi
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Cardinale | |
Ercole Consalvi della Chiesa cattolica |
|
| Cardinal Segretario di Stato | |
| titolo Santa Maria ai Martiri |
|
| Nato | Roma, 8 giugno 1757 |
| Ordinato sacerdote |
|
| Consacrato vescovo |
|
| Consacrato arcivescovo |
|
| Consacrato patriarca |
|
| Elevato arcivescovo |
|
| Elevato patriarca |
|
| Ruoli ricoperti | |
| Proclamato cardinale |
15 agosto 1800 da papa Pio VII |
| Deceduto | Roma, 24 gennaio 1824 |
Ercole Consalvi (Roma, 8 giugno 1757 – Roma, 24 gennaio 1824) è stato un cardinale e politico italiano. Fu Cardinal Segretario di Stato di Pio VII a due riprese dal 1800 al 1806 e dal 1814 al 1823. Si segnalò quale abile diplomatico e fine politico. E' unanimemente considerato dalla storiografia, una delle personalità politiche più importanti ed incisive nella storia della Chiesa.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] La giovinezza e la carriera in curia
Consalvi nacque in una famiglia nobile originaria di Pisa. Ercole entra a 14 anni nel seminario di Frascati, dove le sue doti sono notate dal vescovo della diocesi il cardinale Henry Stuart Duca di York. In seguito Consalvi prosegue i suoi studi di Storia ecclesiastica e di Diritto civile e canonico all'Accademia dei nobili ecclesiastici. Nel 1783 entra in curia come ciambellano privato del Pontefice. Qui svolge una carriera brillante e già nel 1790 è prelato votante del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e nel 1792 è nominato prelato uditore della Rota romana. Nel 1796 è nominato assessore della Commissione militare incaricata di prevenire tumulti rivoluzionari. Quando i francesi guidati da Louis-Alexandre Berthier entrano a Roma nel febbraio del 1798 Consalvi è arrestato e gettato in carcere a Castel Sant'Angelo. Egli viene in seguito esiliato e raggiunge prima Napoli e, dopo avere tentato invano di raggiungere Papa Pio VI, si istalla a Venezia.
[modifica] Cardinal Segretario di Stato (1800 - 1806)
Alla morte di Pio VI Consalvi è scelto quale segretario del conclave che si apre il 1° dicembre 1799 a Venezia nel monastero di San Giorgio Maggiore. Quando questo si blocca per oltre tre mesi a causa fra l'altro del veto dell'Imperatore d'Austria Francesco II d'Asburgo sul cardinale Gerdil, Consalvi riesce a fare convergere i cardinali sul nome di Chiaramonti, vescovo di Imola, che è eletto Papa il 14 marzo 1800 con il nome di Pio VII. L'indomani il nuovo Papa sceglie Consalvi quale proprio Prosegretario di Stato e il 15 agosto lo crea cardinale: non sarà mai ordinato vescovo o prete.
Consalvi ottiene mano libera per riorganizzare lo Stato della Chiesa dopo la tormenta rivoluzionaria. Si circonda di prelati progressisti e costituisce quattro commissioni cardinalizie incaricate di riflettere su una riforma delle istituzioni. L’amministrazione statale è aperta ai laici, scelti tuttavia fra le famiglie aristocratiche. Vi è una certa apertura alla libertà di commercio per i generi alimentari accompagnata dal blocco delle distribuzioni di grano a prezzi sussidiati. Vi sono riforme sia in campo monetario che fiscale con la sostituzione di 35 imposte e tasse differenti con una sola tassa personale e reale. Anche artisticamente Roma sembra rinascere i monumenti antichi sono restaurati, si sistema la passeggiata del Lungotevere, le statue scoperte durante gli scavi sono trasferite nei musei vaticani, mentre il Consalvi protegge gli artisti più noti dell’epoca come lo scultore Antonio Canova.
Politicamente il Consalvi si segnala per il concordato che riesce a concludere nel 1801 a Parigi con Napoleone dopo faticose trattative di ben 13 mesi da lui condotte con abilità ma pure con una certa arrendevolezza. Con il Concordato la Chiesa rinunciava ai beni incamerati dallo Stato francese con la Costituzione civile del clero del 1790. Il Concordato prevedeva altresì disposizione favorevoli alla chiesa che però Napoleone svuotò di valore con l’aggiunta dei famosi 77 articoli organici ispirati dal Talleyrand. Consalvi concluse un concordato pure con la Repubblica Cisalpina.
Malgrado sia il Consalvi a convincere nel 1805 il Papa a incoronare Napoleone Imperatore, quest’ultimo considera Consalvi un proprio nemico e, per il tramite del cardinal Joseph Fesch, riesce a raggiungere il proprio scopo: il 17 giugno 1806 Consalvi lascia la Segreteria di Stato.
[modifica] L'esilio
Quando il 17 maggio la Francia invade quello che resta dello Stato della Chiesa, Consalvi deve lasciare Roma. Si ritira a Parigi, dove vive nella discrezione, rifiutando la pensione offertagli dal governo. Nel 1810 rifiuta di assistere al matrimonio fra Napoleone e Maria Luisa d’Austria, visto che il Papa non aveva potuto esprimersi sull’invalidità della prima unione fra l’imperatore e Giuseppina di Beauharnais. Furioso Napoleone ordina che i beni del Consalvi e di altri 12 cardinali siano confiscati e che essi siano privati del loro rango. Questi prelati dovranno quindi vestire come normali preti, saranno pertanto soprannominati i cardinali neri. L’11 giugno 1810 Consalvi viene esiliato a Reims, dove occuperà gli anni seguenti redigendo le proprie memorie. Liberato nel 1813, riguadagna Roma dopo l’abdicazione di napoleone nel 1814 ed è nominato nuovamente Cardinal Segretario di Stato.
[modifica] Il secondo mandato
I primi compiti del Consalvi sono di natura diplomatica. Egli amplia le relazioni della Sante Sede al di là della cerchia tradizionale, incontra lo zar Alessandro I di Russia e il Principe reggente di Inghilterra, il futuro Giorgio IV. Consalvi partecipa al Congresso di Vienna, dove ottiene per la moderazione e l’abilità i complimenti dell’ambasciatore inglese Lord Castlereagh che lo definisce "il maestro" e ottiene la ricostituzione dello Stato della Chiesa nei confini prerivoluzionari con l’eccezione della cessione al Regno di Francia di Avignone e del Contado Venassino.
Negli anni successivi si devono a Consalvi i concordati con la Baviera, il Regno di Sardegna (1817), la Prussia (1821) e il Principato di Hannover (1823), la Russia, il Württemberg, la Spagna e il Canton Ginevra. In politica interna riprende gli sforzi di riforma abolendo i privilegi della nobiltà, promulgando un nuovo codice civile e penale e riorganizzando l’educazione e le finanze. Egli sarà tuttavia un avversario dei carbonari. Continuerà la propria politica di promotore delle arti.
[modifica] La fine
Alla morte di Pio VII il 20 agosto 1823, che tanto fedelmente Consalvi aveva servito, egli lascia la Segreteria di Stato. Si dice tuttavia che il suo successore, l'ottantenne Giulio Maria della Somaglia, lo consultasse di continuo. Consalvi era invece a capo della Congregazione Propaganda fide. Pochi mesi dopo Pio VII, il 24 gennaio 1824 anche Consalvi si spegne. Quest'uomo, ricordato non solo per la grande abilità diplomatica, ma anche come uomo pio, viene sepolto nella Chiesa di San Marcello al Corso.
[modifica] Bibliografia
- Bartholdy, Züge aus dem Leben des Kardinals Consalvi, Stuttgart 1824;
- Daudet, Le cardinal Consalvi, Parigi 1866;
- Jacques Crétineau-Joly, Bonaparte, le concordat de 1801 et le cardinal Consalvi, Parigi 1869;
- Ranke, Die Staatsverwaltung des Kardinals Consalvi (in den "Historisch-biographischen Studien", Leipzig 1877).
- Y-M. Hilaire (s. dir.), Histoire de la papauté, Seuil, coll. « Points histoire », 2003
- Roberto Regoli, Ercole Consalvi. Le scelte per la Chiesa, Roma, coll. « Pontificia Universitas Gregoriana - Miscellanea Historiae Pontificiae », 2006
- Roberto Regoli (ed.), Ercole Consalvi. 250 anni dalla nascita. Atti del Convegno di Roma 8 giugno 2007, (= Neoclassico, n. 30 a. 2006), Trieste, Biblioteca Civica Attilio Hortis, 2008.
[modifica] Collegamenti esterni
- Le famiglie Brunacci - III Comitato Consalviano - Ercole Consalvi
- Catholic Encyclopedia - Ercole Consalvi
- Curriculum vitae in lingua inglese
| Predecessore: | Cardinal Segretario di Stato | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Bofondi (1797 -1799 ) |
1800 -1806 | Filippo Casoni (1806-1808) |
I |
| Bartolomeo Pacca (1808- 1814) |
1814-1823 | Giulio Maria della Somaglia (1823-1828) |
II |

