Ercole Consalvi
| Cardinale | |
Ercole Consalvi della Chiesa cattolica |
|
| Nato | Roma, 8 giugno 1757 |
| Ordinato sacerdote |
|
| Consacrato vescovo |
|
| Consacrato arcivescovo |
|
| Consacrato patriarca |
|
| Elevato arcivescovo |
|
| Elevato patriarca |
|
| Ruoli ricoperti | |
| Proclamato cardinale |
15 agosto 1800 da papa Pio VII |
| Deceduto | Roma, 24 gennaio 1824 |
Ercole Consalvi (Roma, 8 giugno 1757 – Roma, 24 gennaio 1824) è stato un cardinale e politico italiano. Fu Cardinal Segretario di Stato di Pio VII a due riprese dal 1800 al 1806 e dal 1814 al 1823. Si segnalò quale abile diplomatico e fine politico. È unanimemente considerato dalla storiografia, una delle personalità politiche più importanti ed incisive nella storia della Chiesa.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] La giovinezza e la carriera in curia
Consalvi nacque in una famiglia nobile di Pisa. Suo padre era Mario Giuseppe Consalvi, marchese di Castel d'Arunte in Toscanella (Tuscania), mentre sua madre era la contessa Claudia Carandini di Modena. Egli era stato sin da piccolo al centro di un intrigo politico-ereditario dal momento che suo nonno, Gregorio Brunacci, aveva assunto il cognome e le armi del marchese Ercole Consalvi di Roma di modo da ereditarne secondo disposizioni testamentarie la grande fortuna. Alla morte del padre, Ercole venne affidato alle cure del cardinale Andrea Negroni. Per parte di madre egli era imparentato col cardinale Filippo Carandini (1787) e con il cardinale Antonio Frosini.
Ercole frequenta dal 1766 al 1771 il Collegio degli Scolopi di Urbino ed a 14 anni entra nel Seminario di Frascati, dove le sue doti sono notate dal Vescovo, il cardinale Henry Stuart, Duca di York. In seguito Consalvi prosegue, come suo protetto, i suoi studi di Storia ecclesiastica e di Diritto civile e canonico all'Accademia dei nobili ecclesiastici.
Nel 1783 entra in curia come ciambellano privato del Pontefice. Qui svolge una carriera brillante e già nel 1790 è prelato votante del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e nel 1792 è nominato prelato uditore della Rota romana. Nel 1796 è nominato assessore della Commissione militare incaricata di prevenire tumulti rivoluzionari. Quando i francesi guidati da Louis-Alexandre Berthier entrano a Roma nel febbraio del 1798 Consalvi è arrestato e gettato in carcere a Castel Sant'Angelo. Viene in seguito esiliato e raggiunge prima Napoli e, dopo avere tentato invano di raggiungere papa Pio VI, si installa a Venezia.
[modifica] Cardinal Segretario di Stato (1800 - 1806)
| Titolazione di Ercole Consalvi |
||
|---|---|---|
| Cardinal Segretario di Stato | ||
| Titolo di riferimento | Sua Eminenza | |
| Titolo parlato | Vostra Eminenza | |
| Titolo religioso | Cardinale | |
| vedi qui per i predicati d'onore | ||
Alla morte di Pio VI, Consalvi è scelto quale segretario del conclave che si apre il 1º dicembre 1799 a Venezia nel monastero di San Giorgio Maggiore. Quando questo si blocca per oltre tre mesi a causa fra l'altro del veto dell'Imperatore d'Austria Francesco II d'Asburgo sul cardinale Gerdil, Consalvi riesce a fare convergere i cardinali sul nome del cardinale Chiaramonti, vescovo di Imola, che è eletto Papa il 14 marzo 1800 con il nome di Pio VII. L'indomani il nuovo Papa sceglie Consalvi quale proprio Prosegretario di Stato e il 15 agosto lo crea cardinale: rimarrà diacono e non sarà mai ordinato vescovo o prete.
Consalvi ottiene dal Papa mano libera per riorganizzare lo Stato della Chiesa dopo la tormenta rivoluzionaria. Si circonda di prelati progressisti e costituisce quattro commissioni cardinalizie incaricate di riflettere su una riforma delle istituzioni. L’amministrazione statale è aperta ai laici, scelti tuttavia esclusivamente fra le famiglie aristocratiche. Vi è una certa apertura alla libertà di commercio per i generi alimentari accompagnata dal blocco delle distribuzioni di grano a prezzi sussidiati. Vi sono riforme sia in campo monetario che fiscale con la sostituzione di 35 imposte e tasse differenti con una sola tassa personale e reale. Anche artisticamente Roma sembra rinascere; i monumenti antichi sono restaurati, si sistema la passeggiata del Lungotevere, le statue scoperte durante gli scavi sono trasferite nei musei vaticani, mentre il Consalvi protegge gli artisti più noti dell'epoca come lo scultore Antonio Canova.
Politicamente il Consalvi si segnala per il concordato che riesce a concludere nel 1801 a Parigi con Napoleone dopo faticose trattative di ben 13 mesi da lui condotte con abilità ma pure con una certa arrendevolezza. Con il Concordato la Chiesa rinunciava ai beni incamerati dallo Stato francese con la Costituzione civile del clero del 1790. Il Concordato prevedeva altresì disposizione favorevoli alla Chiesa che però Napoleone svuotò di valore con l'aggiunta dei famosi 77 articoli organici ispirati dal Talleyrand. Consalvi concluse un concordato pure con la Repubblica Cisalpina.
Nonostante sia il Consalvi a convincere nel 1805 il Papa a incoronare Napoleone imperatore, quest'ultimo ne conosce l'assoluta fedeltà al Papa e l'abilità politica, considerandolo quindi un proprio nemico e, per il tramite del cardinal Joseph Fesch, riesce a raggiungere il proprio scopo: il 17 giugno 1806 Consalvi lascia la Segreteria di Stato.
[modifica] L'esilio
Quando il 17 maggio la Francia invade quello che resta dello Stato della Chiesa, Consalvi deve lasciare Roma. Si ritira a Parigi, dove vive nella discrezione, rifiutando la pensione offertagli dal governo. Nel 1810 rifiuta di assistere al matrimonio fra Napoleone e Maria Luisa d’Austria, visto che il Papa non aveva potuto esprimersi sull'invalidità della prima unione fra l'imperatore e Giuseppina di Beauharnais. Furioso, Napoleone ordina che i beni del Consalvi e di altri 12 cardinali siano confiscati e che essi siano privati del loro rango. Questi prelati dovranno quindi vestire come normali preti, saranno pertanto soprannominati i cardinali neri. L'11 giugno 1810 Consalvi viene esiliato a Reims, dove occuperà gli anni seguenti redigendo le proprie memorie. Liberato nel 1813, riguadagna Roma dopo l’abdicazione di Napoleone nel 1814 ed è nominato nuovamente Cardinal Segretario di Stato.
[modifica] Il secondo mandato
I primi compiti che il Papa affida a Consalvi sono preminentemente di natura diplomatica. Egli amplia le relazioni della Sante Sede al di là della cerchia tradizionale, incontra lo zar Alessandro I di Russia e il Principe reggente di Inghilterra, il futuro Giorgio IV. Consalvi partecipa quindi al Congresso di Vienna, dove si distingue come uno dei protagonisti ed ottiene, per la moderazione e l’abilità politica, i complimenti dell’ambasciatore inglese Lord Castlereagh che lo definisce "il maestro"; Consalvi ottiene soprattutto la ricostituzione dello Stato della Chiesa nei confini prerivoluzionari con l’eccezione della cessione al Regno di Francia di Avignone e del Contado Venassino.
Negli anni successivi si devono a Consalvi i concordati con la Baviera, il Regno di Sardegna (1817), la Prussia (1821) e il Principato di Hannover (1823), la Russia, il Württemberg, la Spagna e il Canton Ginevra.
In politica interna riprende gli sforzi di riforma abolendo i privilegi della nobiltà, promulgando un nuovo codice civile e penale e riorganizzando l’educazione e le finanze. Egli sarà tuttavia un avversario dei carbonari. Continuerà la propria politica di promotore delle arti.
[modifica] Gli ultimi anni
Alla morte di Pio VII il 20 agosto 1823, che tanto fedelmente Consalvi aveva servito, egli lascia la Segreteria di Stato. Si dice tuttavia che il suo successore, l'ottantenne cardinale Giulio Maria della Somaglia, lo consultasse di continuo. Consalvi andò invece a capo della Congregazione di Propaganda Fide. Ma vi stette poco: infatti, appena pochi mesi dopo Pio VII, il 24 gennaio 1824 anche Consalvi si spense. Quest'uomo, ricordato non solo per la grande abilità politica e diplomatica, ma anche come uomo giusto e pio, viene sepolto nella chiesa di San Marcello al Corso dove riposa tutt'oggi.
[modifica] Bibliografia
- Bartholdy, Züge aus dem Leben des Kardinals Consalvi, Stuttgart 1824;
- Daudet, Le cardinal Consalvi, Parigi 1866;
- Jacques Crétineau-Joly, Bonaparte, le concordat de 1801 et le cardinal Consalvi, Parigi 1869;
- Ranke, Die Staatsverwaltung des Kardinals Consalvi (in den "Historisch-biographischen Studien", Leipzig 1877).
- Y-M. Hilaire (s. dir.), Histoire de la papauté, Seuil, coll. « Points histoire », 2003
- Roberto Regoli, Ercole Consalvi. Le scelte per la Chiesa, Roma, coll. « Pontificia Universitas Gregoriana - Miscellanea Historiae Pontificiae », 2006
- Roberto Regoli (ed.), Ercole Consalvi. 250 anni dalla nascita. Atti del Convegno di Roma 8 giugno 2007, (= Neoclassico, n. 30 a. 2006), Trieste, Biblioteca Civica Attilio Hortis, 2008.
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Ercole Consalvi
[modifica] Collegamenti esterni
- Le famiglie Brunacci - III Comitato Consalviano - Ercole Consalvi
- Catholic Encyclopedia - Ercole Consalvi
- Curriculum vitae in lingua inglese
| Predecessore: | Cardinale diacono di Sant'Agata dei Goti | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Ludovico Flangini Giovanelli | 1800-1817 | Agostino Rivarola |
| Predecessore: | Prefetto della Congregazione Lauretana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Maria Doria Pamphilj | 1800-1806 | ? |
| Predecessore: | Prefetto della Sacra Consulta | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Maria Doria Pamphilj | 1800-1806 | ? |
| Predecessore: | Cardinal Segretario di Stato | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Maria Doria Pamphilj (1797-1799) |
1800 -1806 | Filippo Casoni (1806-1808) |
I |
| Giulio Gabrielli il Giovane (1808-1814) |
1814-1823 | Giulio Maria della Somaglia (1823-1828) |
II |
| Predecessore: | Cardinale diacono di Santa Maria ad Martyres | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Romoaldo Braschi-Onesti | 1817-1824 | Stanislao Sanseverino |
| Predecessore: | Camerlengo del Collegio Cardinalizio | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Fabrizio Dionigi Ruffo | 1820 - 1821 | Giuseppe Albani |
| Predecessore: | Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giovanni Battista Quarantotti | 1822-1824 | Giulio Maria della Somaglia |