Giuseppe Maria Doria Pamphilj

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Giuseppe Maria Doria Pamphilj
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Nato 11 novembre 1751, Genova
Creato cardinale 14 febbraio 1785 da papa Pio VI
Deceduto 8 febbraio 1816, Roma

Giuseppe Maria Doria Pamphilj (Genova, 11 novembre 1751Roma, 8 febbraio 1816) è stato un cardinale italiano.

Giuseppe Maria Doria Pamphilj nacque a Genova l'11 novembre 1751, rampollo della famiglia dei duchi di Melfi, a figlio terzogenito del principe Giovanni Andrea IV Doria Pamphilj e di sua moglie, Eleonora Carafa della Stadera. Suo fratello era il cardinale Antonio Maria Doria Pamphilj che verrà proclamato con lui nel 1785, ed egli sarà zio inoltre del cardinale Giorgio Doria Pamphilj Landi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver frequentato il collegio dei Nobili dei Gesuiti a Roma e poi il Collegio Clementino dei somaschi, nel maggio del 1767 entrò all'Università La Sapienza di Roma ove ottenne il dottorato in utroque iure nel maggio del 1771.

Il 21 aprile 1768, inoltre, ottenne la tonsura ecclesiastica ed il beneficio dell'Abbazia di San Fruttuoso da suo fratello. Divenuto cappellanno onorario di papa Clemente XIV nel 1771, entrò nella prelatura romana venendo nominato protonotario apostolico partecipante e successivamente divenne referendario dei Tribunali della Signatura Apostolica e di Grazia e Giustizia dal 27 giugno 1771. Ricevute le insegne di chierico il 21 aprile 1773 e gli ordini minori il 2 luglio, in quello stesso anno, il 4 luglio, ottenne il suddiaconato e l'11 luglio il diaconato. Il 18 luglio 1773 ottenne finalmente gli ordini sacri e venne nominato sacerdote. Ablegato a Madrid per portare le fasce sacre al principe delle Asturie, figlio di Carlo III di Spagna, rimase alla corte spagnola dal dicembre 1772 all'ottobre 1773.

L'arcivescovato[modifica | modifica wikitesto]

Eletto arcivescovo titolare di Seleucia di Isauria il 27 febbraio 1773, poté essere consacrato solo il 22 agosto di quello stesso anno, dopo aver ricevuto gli ordini sacri. La consacrazione avvenne nella chiesa collegiata di Sant'Ildefonso presso la residenza reale di La Granja, a Segovia, in Spagna, per mano del cardinale Buenaventura Córdoba Espinosa de la Cerda, arcivescovo titolare di Neocesarea e patriarca delle Indie Occidentali, assistito da Manuel Ferrer y Figueredo, arcivescovo titolare di Edessa in Osrhoëne, e da Joaquín Eleta, arcivescovo titolare di Tebe. Il 6 settembre 1773, Giuseppe Maria Doria Pamphilj venne nominato Nunzio Apostolico in Francia e rimase in tale carica sino alla sua promozione a cardinale. L'8 settembre 1773, inoltre, divenne Assistente a Soglio Pontificio.

Il cardinalato[modifica | modifica wikitesto]

Creato cardinale presbitero nel concistoro del 14 febbraio 1785, il 7 aprile di quell'anno ricevette la berretta cardinalizia con il titolo di cardinale presbitero di San Pietro in Vincoli. Legato ad Urbino per un triennio, dal 19 dicembre 1785, la sua legazione vene estesa fino al marzo del 1794. Il 16 marzo 1797 venne nominato Cardinale Segretario di Stato e si trovò a gestire la non facile occupazione francese di Roma per mano delle truppe napoleoniche. Dal 1º aprile 1797 divenne inoltre Prefetto della Sacra Consulta, della Sacra Congregazione di Loreto e membro della Sacra Consulta del Sant'Uffizio. Arrestato dalle autorità francesi l'8 marzo 1798, venne imprigionato nel convento romano dei Convertiti, venendo in seguito trasferito a Civitavecchia per poi essere definitivamente espulso dal territorio della Repubblica Romana. Dal 13 aprile 1798 accompagnò papa Pio VI nel suo esilio forzato, recandosi dapprima a Siena e poi a Genova. Prese parte al conclave del 1799-1800 che elesse papa Pio VII con il quale poté fare rientro nella città eterna il 3 luglio 1800. Segretario del Memorandum dall'11 agosto 1800, venne quindi nominato pro-segretario di Stato durante la breve assenza del cardinale Ercole Consalvi, incaricato a Parigi di negoziare il concordato con la Francia, dal 6 giugno a 31 luglio 1801. Pro-camerlengo di Santa Romana Chiesa dal 13 novembre 1801, mantenne tale incarico sino alla sua espulsione da Roma ad opera dei francesi napoleonici nella primavera del 1808. Nominato protettore dell'Ordine dei Serviti dal 3 aprile 1802 e dei Francescani dal 4 maggio di quell'anno, optò il 20 settembre per il titolo cardinalizio di Santa Cecilia. Passato all'ordine dei cardinali-vescovi, ottenne il titolo della cardinale vescovo di Frascati dal 26 settembre 1803, mantenendo in commendam il titolo di santa Cecilia. Nominato pro-camerlengo di Santa Romana Chiesa dal 10 novembre 1801 al 19 maggio 1814, dopo l'occupazione di Roma ad opera delle truppe napoleoniche del generale Miollis il 2 febbraio 1808 diede anche le proprie dimissioni dal ruolo di Cardinale Segretario di Stato cedendo l'incombenza a Filippo Casoni, per poi venire nuovamente nominato pro-segretario di stato nei primi mesi del febbraio 1808; poco tempo dopo, il 23 marzo 1808, fu uno dei quattordici cardinali espulsi da Roma ad opera dei francesi e si recò dunque a Parma, poi a Genova ed infine a Pegli; nel settembre del 1809, per ordine di Napoleone I, venne trasferito a Parigi e poco dopo partecipò al matrimonio dell'imperatore francese con Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, il 2 aprile 1810, divenendo quindi membro dei cosiddetti "cardinali rossi", termine con cui si era soliti indicare gli undici cardinali partecipanti al rito col pontefice. Nel 1811 venne designato da Napoleone stesso quale sub-decano del Sacro Collegio dei Cardinali e venne inviato a Savona ove Pio VII era tenuto in prigionìa, per richiedere a lui l'approvazione delle decisioni prese dal consiglio nazionale a Parigi. Nel 1813 venne incaricato, sempre da Napoleone, di negoziare il Concordato di Fontainbleau. A questo punto Giuseppe Maria Doria Pamphilj optò per la sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina dal 26 settembre 1814, mantenendo sempre il titolo di Santa Cecila in commendam. Venne contestualmente riconosciuto ufficialmente quale sub-decano del Sacro Collegio dei Cardinali.

Fu l'ultimo abate commendatario dell'Abbazia di Gorze, titolo che tenne dal 1783 fino al 1800.

Morì l'8 febbraio 1816 all'età di 64 anni. La sua salma venne esposta nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma, dove ebbero luogo anche i funerali. Venne sepolto quindi nella chiesa di Santa Cecilia a Roma.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Dati riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]

Predecessore Arcivescovo titolare di Seleucia di Isauria Successore Archbishop CoA PioM.svg
Bartolomeo Felice Guelfi Camaiani 1773 - 1785 Rafael Múzquiz Aldunate
Predecessore Nunzio apostolico in Francia Successore Flag of the Vatican City.svg
Bernardino Giraud 1773 - 1785 Antonio Dugnani
Predecessore Abate commendatario di Gorze Successore Prepozyt.png
Bernardino Giraud 1783 - 1801 -
Predecessore Cardinale presbitero di San Pietro in Vincoli Successore CardinalCoA PioM.svg
Lazzaro Opizio Pallavicino 1785 - 1802 Girolamo della Porta
Predecessore Cardinale Segretario di Stato Successore Emblem Holy See.svg
Ignazio Busca 1797 - 1799 Ercole Consalvi
Predecessore Prefetto della Sacra Consulta Successore Emblem Holy See.svg
 ? 1797 - 1799 Ercole Consalvi
Predecessore Prefetto della Congregazione Lauretana Successore Emblem Holy See.svg
 ? 1797 - 1799 Ercole Consalvi
Predecessore Camerlengo di Santa Romana Chiesa Successore Sede vacante.svg
Romoaldo Braschi-Onesti 1801 - 1814 Bartolomeo Pacca
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Cecilia Successore CardinalCoA PioM.svg
Hyacinthe Sigismond Gerdil 1802 - 1803 Sé stesso in commendam
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Cecilia
in commendam
Successore CardinalCoA PioM.svg
Sé stesso come cardinale titolare 1803 - 1816 Giorgio Doria Pamphilj Landi
Predecessore Cardinale vescovo di Frascati Successore CardinalCoA PioM.svg
Enrico Benedetto Stuart 1803 - 1814 Giulio Maria della Somaglia
Predecessore Cardinale vescovo di Porto e Santa Rufina Successore CardinalCoA PioM.svg
Alessandro Mattei 1814 - 1816 Antonio Dugnani