Riccardo I di Normandia

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Riccardo I di Normandia
Richar fearless statue in falaise.jpg
Duca di Normandia
In carica 17 dicembre 942 –
20 novembre 996
Predecessore Guglielmo I di Normandia
Successore Riccardo II di Normandia
Nascita Fécamp, 28 agosto 933
Morte Fécamp, 20 novembre 996
Dinastia Dinastia normanna
Padre Guglielmo I di Normandia
Madre Sprota
Coniugi Emma di Parigi
Gunnora di Normandia
Figli Riccardo II di Normandia
Roberto d'Évreux
Mauger
Emma di Normandia
Matilde di Normandia
Hawise di Normandia
Geoffroy, Conte d'Eu (illegittimo)
Guillaume, Conte d'Eu (illegittimo)
Beatrice di Normandia (illegittima)
Papia (illegittima)
Robert (illegittimo)
Religione cattolica

Riccardo Senza Paura, in francese Richard Ier de Normandie, dit Richard «Sans Peur» (Fécamp, 28 agosto 933Fécamp, 20 novembre 996) fu jarl o conte dei Normanni e conte di Rouen, fu il terzo signore della Normandia con il nome di Riccardo I, dal 942 al 996, e fu il primo ad ottenere formalmente il titolo di Duca di Normandia.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Era figlio naturale (in quanto l'unione era secondo il more danico o uso vichingo, pagano) di Guglielmo I Lungaspada Jarl (equiparabile al nostro conte) dei Vichinghi e conte di Rouen, e della sua sposa, la bretone Sprota[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Fecamp, in Normandia, da Guglielmo I Lungaspada la sua data di nascita si approssima tra il 932 e il 935 ed era ancora ragazzo quando suo padre morì[2], nel 942.

Assassinio di Guglielmo Lungaspada

Riccardo succedette [3] al padre Guglielmo, che era ancora in giovane età, per cui Erluino[4], alla morte di Guglielmo, divenne governatore della contea di Normandia. Allora intervenne il re di Francia, Luigi IV, che, col pretesto dell'educazione di Riccardo, lo fece trasferire, quasi in stato di reclusione, a Laon, la capitale del regno di Francia; tuttavia pare che, nel 945, il giovane Riccardo riuscì a sfuggire dal suo esilio grazie all'aiuto di Osmund de Centeville e Bernard de Senlis, due vecchi alleati di suo nonno Rollone. Fu così che nel 947, dopo essersi alleato con i capi normanni e vichinghi e approfittando della tensione esistente tra Luigi IV ed il suo vassallo più potente, Ugo il Grande, Riccardo riuscì a preservare l'autonomia della Normandia al tentativo di conquista di Luigi IV e dei suoi vassalli francesi.

Riccardo era bilingue essendo stato ben educato a Bayeux e durante il suo regno ebbe sempre un occhio di riguardo nei confronti dei suoi sudditi danesi a scapito di quelli di origine francese.
Durante il suo regno la Normandia venne completamente cristianizzata e anche la popolazione dei colonizzatori norvegesi e danesi si francesizzò, e assistette all'introduzione del sistema feudale[5] facendo ben presto della Normandia uno degli stati feudali più importanti del continente europeo.

Egli si occupò di riorganizzare il sistema militare normanno ponendo come punto di forza del nuovo esercito la cavalleria pesante, al sistema di combattimento, a piedi, tipico dei vichinghi, era subentrato il sistema di combattimento a cavallo, dove i normanni ora eccellevano.
Inoltre Riccardo che si occupò della riorganizzazione dei sette vescovati del ducato, nel 966, aveva permesso al monaco Mainardo di Gand, che aveva già riattivato l'abbazia di Saint-Wandrille sulla Senna, di ristabilire una comunità monastica nell'abbazia di Mont-Saint-Michel, e, nel 990 fondò a Fecamp un monastero che destinò a casa per i canonici della cattedrale.
Infine tra il 988 e il 989 nominò suo figlio, Roberto il Danese, Arcivescovo di Rouen, cioè titolare della diocesi più importante del ducato; Roberto, che era stato da poco creato primo conte d'Évreux, tenne entrambe le cariche per circa cinquant'anni.

Riccardo morì a Fecamp in Francia il 20 novembre 996 per cause naturali e gli succedette il figlio primogenito, Riccardo detto Il Buono.

Matrimoni e Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Nel 960 Riccardo aveva sposato Emma[6] di Parigi, figlia di Ugo il Grande, Duca dei Franchi e Signore di Parigi, che però morì nel 966 senza lasciare eredi. Secondo il monaco e cronachista Roberto di Torigni, subito dopo la morte di Emma, Riccardo partecipò ad una partita di caccia durante la quale venne ospitato da un signorotto locale, della cui moglie, Seinfreda, si innamorò perdutamente. Tuttavia la donna rifiutò le attenzioni del sovrano e le dirottò su sua sorella, Gunnora, che divenne amante di Riccardo ed in seguito sua sposa dandogli dei discendenti, tra i quali sono da annoverare:

Riccardo ebbe anche dei figli illegittimi da diverse amanti (o mogli More danico, alla maniera vichinga) tra i quali sono da annoverare:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dopo la morte del padre Guglielmo I Lungaspada, la madre, Sprota si era unita a Eperlengo di Le Vaudreuil da cui aveva avuto un altro figlio, il suo fratellastro, Rodolfo (Raul), conte di Ivry.
  2. ^ Guglielmo I Lungaspada aveva appoggiato Erluino, conte di Montreuil, nella sua contesa con Erberto II conte di Vermandois, cognato di Guglielmo, e Arnolfo I Conte di Fiandra e Conte di Artois, aiutandolo a difendere Montreuil-sur-Mer dai rivali e, per questo, Guglielmo aveva ricevuto da Erluino il giuramento di fedeltà, e sempre per questo, nel 942, Arnolfo I gli aveva teso un'imboscata e lo aveva fatto assassinare.
  3. ^ Per fare riconoscere il figlio Riccardo, Guglielmo I Lungaspada aveva chiamato presso di lui tutti i capi normanni e bretoni, tra cui Alano Barbariccia, duca di Bretagna.
    Guillaume de Jumièges, Histoire des Normands, Livre III, éd. Guizot, 1826, p.71. « appela auprès de lui tous les chefs normands et bretons ».
  4. ^ I nobili normanni però, ritenendolo colpevole della morte di Guglielmo I Lungaspada, assassinarono Erluino, nel 945.
  5. ^ I proprietari terrieri ricevevano dal duca i loro feudi e in cambio dell'omaggio feudale e de servizi militari.
  6. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Modernorum Regum Francorum Actus, Pag 383

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duca di Normandia Successore
Guglielmo Lungaspada 942–996 Riccardo II

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David Douglas, he Earliest Norman Counts EHR 61 (1946), 129-156.
  • David Douglas, Some Problems of Early Norman Chronology. EHR 65 (1950), 289-303.
  • Cassandra Potts, The Earliest Norman Counts Revisited: The Lords of Mortain, The Haskins Society Journal 4 (1992), 23-35.
  • Eleanor Searle, Predatory Kinship and the Creation of Norman Power, 840-1066 (Berkeley, Los Angeles, London, 1988).
  • Thierry Stasser, Mathilde, Fille du Comte Richard': Essai d'identification, Annales de Normandie 40 (1990), 49-64.
  • William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5-55.

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