Oddone II di Blois

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Oddone II ed Elia I

Oddone II di Blois o Oddone I di Champagne in francese Eudes le Champenois (983 circa – 15 novembre 1037) fu conte di Blois, di Chartres, di Châteaudun, di Tours, di Provins, di Reims, di Meaux e di Troyes.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio del conte di Blois, di Tours, di Chartres, di Châteaudun, di Tours, di Provins, di Reims, di Meaux e di Troyes, Oddone I di Blois e di Berta di Borgogna, figlia del re di Arles o delle due Borgogne, Corrado III il Pacifico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Blasone originale dei conti di Blois.

Nel 996, alla morte del padre, il fratello primogenito, Tebaldo II di Blois, gli subentrò nei titoli e nel governo dei territori delle contee, eccetto le contee di Meaux e di Troyes, che erano tornate alla casata dei Vermandois.
Nello stesso anno la madre Berta, che aveva fatto innamorare perdutamente il re di Francia[1], Roberto II, che avrebbe voluto sposarla, non ottenne il permesso di potersi risposare, sia dal papa Gregorio V che dal re Ugo Capeto, padre di Roberto dato che erano cugini di terzo grado.

Sempre nel 996, alla morte di Ugo Capeto, Roberto divenne re di Francia e pochi mesi dopo sposò, in seconde nozze, la cugina Berta, assicurandosi la successione al ducato di Borgogna, pur con l'opposizione di Papa Gregorio V. Oddone divenne così il figliastro del re di Francia.

Tra il 1003 e il 1004, Oddone sposò Matilde di Normandia, figlia del duca di Normandia, Riccardo II.

Nel 1004, il fratello maggiore, Tebaldo II, morì, senza lasciare eredi e Oddone gli successe come Oddone II di Blois.

Nel 1006, alla morte della moglie, Matilde, Oddone rifiutò di restituire a Riccardo II la dote della moglie, la metà della città di Dreux. Sconfitto sul campo di battaglia, Oddone fu salvato dal patrigno, Roberto II che intervenne come arbitro e decretò che Dreux dovesse rimanere al conte di Blois, Oddone II.

Verso il 1010, Oddone sposò Ermengarda d'Alvernia, figlia del conte d'Alvernia Guglielmo IV.

Nel 1016, iniziò, da parte dei conti d'Angiò, con Folco Nerra la politica di usurpazione[2] della Turenna. Già in quell'anno, Folco Nerra inflisse ad Oddone una sconfitta a Pontlevoy.

In giallo i possedimenti di Oddone II

Nel 1022, alla morte del cugino, il conte di Meaux e di Troyes Stefano I, per la successione[3] delle contee entrò in conflitto col re di Francia, Roberto II, che non gradiva che Oddone si espandesse troppo.
Alla fine la spuntò Oddone che riuscì a farsi infeudare le due contee che riunite in un unico feudo, veniva detto, contea di Champagne, divenendo anche Oddone I di Champagne.
Dopo la morte dell'imperatore Enrico II (13 luglio 1024), Oddone appoggiò il re di Francia, Roberto II, nel progetto di combattere il nuovo re di Germania e futuro imperatore, Corrado II di Franconia, per potersi riappropriarsi della Lorena[4] , senza però riuscirvi.

Oddone, per la successione al trono del regno di Arles o delle due Borgogne, era in diretta concorrenza con il nuovo re di Germania Corrado il Salico, in quanto il re di Arles, Rodolfo III, senza eredi, nel 1025, aveva confermato[5] la successione a Corrado II, marito della nipote di Rodolfo III, Gisella[6]. Però Oddone, nipote di Rodolfo III[7], che si riteneva il pretendente più diretto alla successione, in quegli anni aveva tentato, inutilmente, di convincere Rodolfo a riconoscerlo come erede, sino a che, nel 1027, a Muttenz, Corrado II aveva ricevuto le insegne reali da Rodolfo III, la corona e la lancia di san Maurizio, ed era stato riconosciuto ufficialmente erede.

Regno di Arles

Alla morte di Roberto II di Francia, nel 1031, Oddone II di Blois spalleggiò la regina madre Costanza d'Arles, in una rivolta contro il figlio, il nuovo re, Enrico I di Francia, per poterlo sostituire sul trono con l'altro figlio, Roberto. La regina madre si impossessò di Senlis, Dammartin, Le Puiset, Poissy e Sens, donata per metà a Oddone II (come compenso per l'appoggio ricevuto). Enrico, con il sostegno decisivo del duca di Normandia, Roberto I il Magnifico, si difese con vigore, riprese alcune città, costrinse la madre e il fratello alla pace e mantenne il trono, cedendo però al fratello, Roberto, il ducato di Borgogna, che ormai, da quasi trentanni, era legato alla corona di Francia.
Oddone però si rifiutò di deporre le armi e fu assediato in Sens, ma senza successo. L'anno dopo Enrico assediò nuovamente Oddone II nella città di Sens, ma incontrò ancora una fiera resistenza che lo costrinse a ritirarsi.
Oddone, nel settembre 1032, alla morte di Rodolfo III, il 6 settembre, senza eredi legittimi, approfittando che Corrado era impegnato in una guerra in Polonia, invase la Borgogna, e con l'appoggio dell'arcivescovo di Lione, Burcardo II[8], fratellastro di Rodolfo, del conte di Ginevra, dell'arcivescovo di Vienne ed altri nobili, contrari alla successione di Corrado, si impadronì di numerose fortezze, mentre la nobiltà si schierava a favore del pretendente più diretto alla successione, e, quando, nel gennaio del 1033, il cugino Corrado II giunse a Basilea, accompagnato dal figlio Enrico, gli tenne testa, obbligandolo a rientrare in Svevia.
Allora, nella primavera del 1033, a Deville sulla Mosa, il re di Francia, Enrico I si incontrò con l'imperatore, Corrado II di Franconia, per stipulare un patto di alleanza contro il conte di Champagne e di Blois Oddone, che, oltre che essersi ribellato a Enrico I, si era impadronito del regno di Arles[9], attaccando l'imperatore anche in Lotaringia. Oddone II tenne testa ai due sovrani per circa due anni, e solo nel maggio del 1034 la guerra di successione terminò[10] con la conquista di quasi tutte le fortezze da parte di Corrado e la conseguente ritirata, e rinuncia[11] ad ogni pretesa sul regno di Arles.
Quindi Oddone dovette sottomettersi anche al re di Francia, Enrico I.

Dopo Oddone intavolò trattative, che non andarono a buon fine, coi prelati italiani, guidati dall'arcivescovo di Milano, Ariberto da Intimiano, per ottenere la corona della Lombardia.

Infine Oddone invase nuovamente la Lorena, mettendo a ferro e fuoco il paese, finché l'esercito lorenese gli sbarrò il passo, nei pressi di Bar e il 15 novembre del 1037 fece strage delle truppe di Oddone, che trovò una penosa morte sul campo. Il giorno dopo il suo cadavere fu ritrovato spogliato e mutilato.
Alla sua morte, il figlio primogenito, Tebaldo, ereditò la contea di Blois, mentre il secondogenito, Stefano, ereditò la contea di Champagne.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Oddone da Matilde non ebbe figli.

Mentre da Ermengarda d'Alvernia ne ebbe quattro:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel dicembre del 987, il padre Ugo Capeto lo aveva associato al trono mediante incoronazione, per evitare che, alla sua morte, la successione di Roberto potesse subire contestazioni.
  2. ^ I conti d'Angiò riuscirono ad appropriarsi della contea di Tours, dopo essersi alleati col re di Francia, Enrico I, solo dopo la morte di Oddone, nel 1044.
  3. ^ Molto probabilmente il conte di Meaux e di Troyes Stefano I, senza eredi legittimi aveva indicato in Oddone, suo lontano parente e già beneficiario dei feudi, il suo successore
  4. ^ Il re di Francia, Roberto II il Pio, con il duca d'Aquitania, Guglielmo V, e con il conte di Champagne e conte di Blois Oddone (983-1037), dopo il 1025, orchestrò un piano per sottrarre all'imperatore:
    • la Lombardia, che sarebbe toccata a Guglielmo V,
    • il regno di Arles, che sarebbe toccato ad Oddone II, e
    • la Lorena che sarebbe stata incorporata dalla corona di Francia.
  5. ^ Corrado II aveva occupato Basilea per forzare la decisione di Rodolfo III.
  6. ^ Gisella era la figlia della sorella di Rodolfo III, Gerberga.
  7. ^ La madre di Oddone, Berta di Borgogna, era la sorella di Rodolfo III.
  8. ^ Burcardo II nel giugno del 1032 aveva innescato una rivolta
  9. ^ Oddone, dopo la rinuncia del duca d'Aquitania, Guglielmo V, e la morte del re di Francia, Roberto II il Pio, era l'unico che continuava a portare avanti il piano orchestrato dai tre, dopo il 1025.
  10. ^ Corrado II si dovette alleare con Umberto I Biancamano, che ebbe il comando militare delle operazioni, ed il marchese Bonifacio di Toscana.
  11. ^ La rinuncia Oddone II di Blois l'aveva già fatta alcuni mesi prima, ma non aveva poi mantenuto la parola.
Predecessore Conte di Blois Successore
Tebaldo II 1004-1037 Tebaldo III
Predecessore Conte di Champagne Successore
Stefano I 1022-1037 Stefano II

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", cap. XXIV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 770–806.
  • Louis Halphen, "Il regno di Borgogna", cap. XXV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 807–821.
  • Edwin H. Holthouse, "L'imperatore Enrico II", cap. VI, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 126–169.
  • Austin Lane Poole, "L'imperatore Corrado II", cap. VII, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 170–192.
  • Caroline. M. Ryley, "L'imperatore Enrico III", cap. VIII, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 193–236.
  • Paul Fournier, "Il regno di Borgogna o d'Arles dal XI al XV secolo", cap. XI, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 383–410.

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