Riccardo II di Normandia

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Riccardo II
Richard2Nrom.jpg
Duca di Normandia
In carica 996-1026
Predecessore Riccardo Senza Paura
Successore Riccardo III
Nome completo Riccardo il Buono
Altri titoli conte di Rouen
Nascita Normandia
Morte Fecamp, 23 agosto 1026
Luogo di sepoltura Cattedrale di Rouen
Dinastia Casa di Normandia
Padre Riccardo Senza Paura
Madre Gunnora
Coniugi Giuditta
Astrid Svendsdottir
Papia
Figli Riccardo
Roberto
Guglielmo
Adelaide o Alice
Eleonora e
Matilde, di primo letto
Guglielmo e
Mauger, di terzo letto
Statua di Riccardo II il Buono nella piazza principale di Falaise

Riccardo il Buono o Riccardo l'Irascible in francese Richard II de Normandie dit Richard le Bon ou Richard l'Irascible (Normandia, ... – Fécamp, 23 agosto 1026) fu il quarto signore della Normandia con il nome di Riccardo II, dal 996 al 1026, e fu il secondo ad ottenere formalmente il titolo di Duca di Normandia.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Riccardo II, sia secondo il monaco e cronista normanno, Guglielmo di Jumièges, nella sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, che secondo il cronachista, priore dell'abbazia di Bec e sedicesimo abate di Mont-Saint-Michel, Robert di Torigny, nella sua Chronique, era figlio di Riccardo I Senza Paura Jarl (equiparabile al nostro conte) dei Normanni e conte di Rouen, e della moglie, Gunnora[1][2] (950-5 gennaio 1031), di cui non si conoscono i nomi degli ascendenti, ma di nobile famiglia di origine vichinga (nobilissima puella Danico more sibi iuncta)[1] (Gunnor ex nobilissima Danorum prosapia ortam)[2]; i genitori di Riccardo sono confermati anche dal monaco e cronista inglese, Orderico Vitale[3].
Riccardo I Senza Paura era figlio naturale (in quanto l'unione era secondo il more danico o uso vichingo, pagano, secondo Guglielmo di Jumièges[4]) di Guglielmo I Lungaspada Jarl (equiparabile al nostro conte) dei Vichinghi e conte di Rouen, che era stato anche duca di Bretagna, e della sua sposa, Sprota[5], che, secondo i Flodoardi Annales era bretone[6], di alto lignaggio, come ci informa il cronista normanno decano della collegiata di Saint-Quentin, Dudo di Saint-Quentin[7]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Riccardo (a destra), con l'abate di Mont Saint Michel (al centro) ed il re di Francia Lotario IV (a sinistra).

Dudo di Saint-Quentin sostiene che alla nascita Riccardo fosse figlio naturale, in quanto l'unione di Riccardo I Senza Paura e di Gunnora era stata fatta secondo il more danico o uso vichingo, pagano, senza cerimonia religiosa[8] e che il matrimonio religioso fu celebrato in un secondo tempo, solo a seguito delle pressioni dei consiglieri, che desideravano un legittimo erede, Riccardo la sposò[8].

Suo padre, Riccardo I morì a Fecamp in Normandia il 20 novembre 996 per cause naturali, come ci conferma Guglielmo di Jumièges[9] e fu sepolto a Fecamp, sia secondo l'Ademari Historiarum liber III[10], che secondo il Brevis Relatio de Origine Willelmi Conquestoris[11].
Gli succedette il figlio primogenito, Riccardo detto Il Buono, come ci conferma Orderico Vitale[12].
Alla morte del padre, Riccardo I, nel 996, Riccardo II gli succedette nel titolo di duca di Normandia. Pare che nei primi cinque anni fu affiancato nel governo del ducato dalla madre, Gunnora (viene ancora citata nel documento n° 7 delle Chartes de l'abbaye de Jumièges, Tome I c 825-1169, del 1012, quando col figlio Riccardo II e la nuora, Giuditta di Bretagna, sottoscrisse uno scambio di proprietà tra due monasteri[13]) e dal fratellastro di suo padre, il conte di Ivry, Rodolfo (Raul), che lo aiutò nel reprimere le ribellioni che erano iniziate con la morte del padre.
Nel sedare le ribellioni Riccardo ebbe l'aiuto del re di Francia, Roberto II, a cui Riccardo rimase lealmente legato e, tra il 1002 e il 1004, lo soccorse nella guerra contro il conte di Borgogna, Ottone Guglielmo, per il possesso del ducato di Borgogna e, nel 1006 e 1007, fu alleato di Roberto II e dell'imperatore, Enrico II, contro Baldovino IV di Fiandra[14].

Riccardo con la sorella, Emma ed i nipoti (Edoardo il Confessore e Alfred Aetheling)

Sempre nei primi anni di governo Riccardo dovette respingere un tentativo di invasione della penisola del Cotentin da parte del re d'Inghilterra, Etelredo II. Per migliorare le relazioni con il regno d'Inghilterra, Riccardo II favorì, nel 1002, il matrimonio di sua sorella, Emma di Normandia[15], detta, per la sua bellezza, La rosa di Normandia, col re Etelredo II, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[16].

A seguito dell'invasione danese dell'Inghilterra di Sweyn I di Danimarca, del 1013, Riccardo accolse ed ospitò in Normandia la sorella ed il cognato ed i loro figli[17].

Dopo che Canuto I era salito sul trono d'Inghilterra, aveva richiesto in moglie sua sorella Emma, già regina d'Inghilterra, che risiedeva in Normandia; dopo che Emma aveva accettato di sposare Canuto, i figli maschi di Emma e Etelredo (Edoardo il Confessore e Alfred Aetheling) rimasero (in esilio) in Normandia, presso lo zio Riccardo II, affinché li educasse[18].

In quel periodo era iniziata la partenza dei cavalieri normanni verso l'Italia meridionale, reclutati, sia dal principe di Salerno, Guaimario IV che dal duca di Puglia, Melo di Bari[19]; uno dei primi normanni ad arrivare in Italia fu Gilberto Drengot, detto il Bottaio, che era stato esiliato da Riccardo II, per aver commesso un assassinio[20].

Il documento n° 10 degli études critiques sur l abbaye de saint wandrille ci documenta una donazione fatta da Riccardo, nel 1024[21].

Infine il cartulaire de louviers, tome I, ricorda che Riccardo II poco prima di morire (1026) confermò una donazione di suo padre Riccardo I[22].

Riccardo II fu seguace della riforma ecclesiastica e protesse i monaci in modo più deciso di come aveva fatto suo padre, anzi, nel 1001, sotto l'influenza di un monaco cluniacense lombardo, Guglielmo da Volpiano, riorganizzò il monastero di Fecamp, sostituendo i canonici con i monaci.
Riccardo II riorganizzò inoltre il governo del ducato, assegnando le cinque contee esistenti ai parenti più stretti, come fratelli o fratellastri e figli sia legittimi che illegittimi, inoltre il restante territorio fu diviso in circa venti viscontee[23] di nomina ducale che potevano essere revocate in qualsiasi momento, quindi non ereditarie. I conti ed i visconti erano in definitiva dei funzionari statali.
La terra invece era concessa come feudo o beneficium (era anche chiamato impropriamente, allodio) ai baroni, che non ne erano i proprietari, ma ne rispondevano al duca e dovevano fornire al duca un sostegno militare proporzionato al valore del feudo. L'insieme delle baronie della Normandia, ai tempi di Riccardo II, forniva circa 800 cavalieri; mediamente ogni singola baronia ne forniva cinque.
Infine per quel che riguarda le classi inferiori, se si esclude una piccola percentuale di uomini dediti alla manifattura ed al commercio (spirito ereditato dai Vikinghi), che risiedevano a Caen e nelle città vescovili, il resto del ducato era rurale e i suoi abitanti dediti all'agricoltura erano detti villani, se erano legati alla gleba, ospiti, con possibilità di trasferirsi da una proprietà ad un'altra, e vavassori, piccoli coltivatori liberi che erano tenuti a prestare servizio militare a piedi, o associandosi, fornendo un cavaliere al loro posto[24].

Riccardo morì a Fecamp in Normandia, secondo gli Obituaires de Sens Tome I e secondo gli Obituaires de Sens Tome II, il 23 agosto (X.Kal.Sept.)[25][26] 1026 (secondo l'Annalis Historia breve suve Chronica monasterii S. Stephani Cadomensis[27]), mentre gli Obituaires de Sens Tome I.1, Abbaye de Saint-Denis confermano il giorno, ma spostano la morte al 1027[28] e secondo il Brevis Relatio de Origine Willelmi Conquestoris fu sepolto a Fecamp[11].
Gli succedette il figlio primogenito Riccardo, come ci confermano sia Orderico Vitale[3], che l'Annalis Historia breve suve Chronica monasterii S. Stephani Cadomensis[27].

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Per contrastare l'invadenza del Conte d'Angiò, Folco III Nerra, il duca di Bretagna Goffredo I, si alleò con Riccardo II detto Il Buono, e, secondo Guglielmo di Jumièges, nella sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, prima, nel 996 circa, Goffredo I sposò Havoise, la sorella di Riccardo II di Normandia[1], e poi, nel 1000 circa, diede in moglie a Riccardo II la sorella, Giuditta[29] (982-1017), era figlia del conte di Rennes e duca di Bretagna, Conan I il Torto e della moglie, Ermengarda d'Angiò (come ci viene confermato dal monaco Rodolfo il Glabro, uno dei maggiori cronisti d'età medievale[30]), figlia del terzo Conte di Angiò, Goffredo I Grisengonelle e di Adele di Vermandois (ca. 950 - † 974), figlia di Roberto di Vermandois, conte di Meaux e di Troyes.
Da Giuditta Riccardo II ebbe sei figli:

Dopo la morte di Giuditta (1017[27]), Riccardo si unì in concubinaggio (in quanto l'unione era secondo il more danico o uso vichingo, pagana) a Astrid (Margrete) figlia di Sweyn I di Danimarca, che fu re di Danimarca Norvegia e Inghilterra e di Świętosława. L'Adami, Gesta Hammenburgensis Ecclesiæ Pontificum II ci conferma che Riccardo si unì a Margrete, sorella di Canuto I[33], ed inoltre che Riccardo la ripudiò[33] e che dopo il ripudio, Astrid si unì a Ulf Thrugilson[33], jarl in Inghilterra e reggente del regno di Danimarca.
Da Astrid Riccardo non ebbe figli.

Dopo aver ripudiato Astrid Riccardo si unì in concubinaggio (in quanto l'unione era secondo il more danico o uso vichingo, pagana) a Papie (o Papia), come ci conferma Guglielmo di Jumièges[34], discendente da un'importante famiglia del Talou[34]. Papia gli diede due figli[34]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber IV, cap. XVIII, pag 247
  2. ^ a b (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, anno 964, pagina 25
  3. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. I, pag 10
  4. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber III, cap. II, pagina 234
  5. ^ Dopo la morte del padre Guglielmo I Lungaspada, la madre, Sprota si era unita a Eperlengo di Le Vaudreuil da cui aveva avuto un altro figlio, il suo fratellastro, Rodolfo (Raul), conte di Ivry.
  6. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 943, Pag 389
  7. ^ (EN) Dudo of St. Quentin's Gesta Normannorum, capitolo 18
  8. ^ a b (EN) Dudo of St. Quentin's Gesta Normannorum, capitolo 58
  9. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber IV, cap. XX, pagina 248 e 249
  10. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IV, Ademari Historiarum liber III', par. 33, Pag 131
  11. ^ a b (LA) Scriptores rerum gestarum Willelmi Conquestoris, Brevis Relatio de Origine Willelmi Conquestoris, pagina 14
  12. ^ (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, tomus II, liber III, pagina 10
  13. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : duchi di Normandia- RICHARD
  14. ^ Edwin H. Hlthouse, "L'imperatore Enrico II", cap. VI, vol. IV, pag. 141
  15. ^ Il matrimonio di Emma di Normandia col re d'Inghilterra, Etelredo II, favorì circa sessant'anni dopo le pretese al trono d'Inghilterra del pronipote di Emma, il duca di Normandia, Guglielmo il Bastardo
  16. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1026, Pag 783
  17. ^ William John Corbett, "L'Inghilterra dal 954 alla morte di Rdoardo il Confessore", cap. X, vol. IV, pag. 270
  18. ^ William John Corbett, "L'Inghilterra dal 954 alla morte di Rdoardo il Confessore", cap. X, vol. IV, pag. 272
  19. ^ Ferdinando Chalandon, "La conquista normanna dell'Italia meridionale e della Sicilia", cap. XIV, vol. IV, pag. 484
  20. ^ Ferdinando Chalandon, "La conquista normanna dell'Italia meridionale e della Sicilia", cap. XIV, vol. IV, pag. 485
  21. ^ (LA) #ES études critiques sur l abbaye de saint wandrille, doc. 10, Pag 41
  22. ^ (LA) #ES Cartoulaire de Louviers, ONZIÈME SIÈCLE, Pag 3
  23. ^ Le contee e le viscontee erano una suddivisione amministrativa del territorio simile a quella esistente oggi nei paesi anglosassoni.
  24. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pagg. 9 - 15
  25. ^ (LA) Obituaires de Sens Tome I, Abbaye de Saint-Germain-des-Prés, pagina 270
  26. ^ (LA) Obituaires de Sens Tome II, Abbaye de Saint-Père-enVallée, pagina 180
  27. ^ a b c d e (LA) Scriptores rerum gestarum Willelmi Conquestoris, Annalis Historia breve suve Chronica monasterii S. Stephani Cadomensis, Pag 165
  28. ^ (LA) Obituaires de Sens Tome I, Abbaye de Saint-Denis, pagina 324
  29. ^ a b c d e f g h i j k (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber V, cap. XIII, pag 255
  30. ^ (LA) Rodulfi Glabri Cluniacensis, Historiarum Sui Temporis, Libri Quinque, liber secundus, caput III, colonna 631
  31. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, Continuatio Leidensis et Divionensis, Pag 307
  32. ^ (LA) Ex Chronico Rothomagensi, anno MXXXIII, pag. 386
  33. ^ a b c (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus VII, Adami, Gesta Hammenburgensis Ecclesiæ Pontificum II, par. 52, Pag 325
  34. ^ a b c d e (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. VII, pag 270

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • François Neveux, La Normandie des Ducs aux Rois. Xe-XIIe siècle, Ouest-France Université, Rennes, 1998
  • David Douglas, he Earliest Norman Counts EHR 61 (1946), 129-156
  • Eleanor Searle, Predatory Kinship and the Creation of Norman Power, 840-1066 (Berkeley, Los Angeles, London, 1988)
  • Edwin H. Hlthouse, "L'imperatore Enrico II", cap. VI, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta tra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 126-169.
  • William John Corbett, "L'Inghilterra dal 954 alla morte di Edoardo il Confessore", cap. X, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta tra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 255–298.
  • Ferdinando Chalandon, "La conquista normanna dell'Italia meridionale e della Sicilia", cap. XIV, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta tra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 483–529.
  • William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5–55.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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