Riccardo II di Normandia

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Statua di Riccardo II il Buono nella piazza principale di Falaise

Riccardo il Buono o Riccardo l'Irascible in francese Richard II de Normandie dit Richard le Bon ou Richard l'Irascible (Normandia, 23 agosto 963Fécamp, 28 agosto 1026) fu il quarto signore della Normandia con il nome di Riccardo II, dal 996 al 1026, e fu il secondo ad ottenere formalmente il titolo di Duca di Normandia.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Riccardo II, secondo il monaco e cronista normanno, Guglielmo di Jumièges, nella sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui era figlio di Riccardo I Senza Paura Jarl (equiparabile al nostro conte) dei Normanni e conte di Rouen, e della moglie, Gunnora[1](950-5 gennaio 1031), di cui non si conoscono i nomi degli ascendenti, ma di nobile famiglia di origine vichinga (Gunnor ex nobilissima Danorum prosapia ortam)[1]; i genitori di Havoise sono confermati anche dal monaco e cronista inglese, Orderico Vitale[2]. Però i religiosi e cronista normanno Dudo di Saint-Quentin e Roberto di Torigni sostengono che alla nascita Havoise fosse figlia naturale, in quanto l'unione di Riccardo I Senza Paura e di Gunnora era stata fatta secondo il more danico o uso vichingo, pagano, senza cerimonia religiosa[3] e che il matrimonio religioso fu celebrato in un secondo tempo[3].
Riccardo I Senza Paura, secondo Guglielmo di Jumiège, sera figlio naturale (in quanto l'unione era secondo il more danico o uso vichingo, pagano) di Guglielmo I Lungaspada Jarl (equiparabile al nostro conte) dei Vichinghi e conte di Rouen, e della sua sposa, la normanna Sprota[4], di nobilissima famiglia (nobilissima puella Danico more sibi iuncta)[4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Riccardo (a destra), con l'abate di Mont Saint Michel (al centro) ed il re di Francia Lotario IV (a sinistra).

Alla morte del padre, Riccardo I, nel 996, Riccardo II gli succedette nel titolo di duca di Normandia. Pare che nei primi cinque anni fu affiancato nel governo del ducato dalla madre, Gunnora e dal fratellastro di suo padre, il conte di Ivry, Rodolfo (Raul), che lo aiutò nel reprimere le ribellioni che erano iniziate con la morte del padre.
Nel sedare le ribellioni Riccardo ebbe l'aiuto del re di Francia, Roberto II, a cui Riccardo rimase lealmente legato e, tra il 1002 e il 1004, lo soccorse nella guerra contro il conte di Borgogna, Ottone Guglielmo, per il possesso del ducato di Borgogna.

Sempre nei primi anni di governo Riccardo dovette respingere un tentativo di invasione della penisola del Cotentin da parte del re d'Inghilterra, Etelredo II. Per migliorare le relazioni con il regno d'Inghilterra, Riccardo II favorì, nel 1002, il matrimonio di sua sorella, Emma di Normandia[5], detta, per la sua bellezza, La rosa di Normandia, col re Etelredo II.

Riccardo II fu seguace della riforma ecclesiastica e protesse i monaci in modo più deciso di come aveva fatto suo padre, anzi, nel 1001, sotto l'influenza di un monaco cluniacense lombardo, Guglielmo da Volpiano, riorganizzò il monastero di Fecamp, sostituendo i canonici con i monaci.
Riccardo II riorganizzò inoltre il governo del ducato, assegnando le cinque contee esistenti ai parenti più stretti, come fratelli o fratellastri e figli sia legittimi che illegittimi, inoltre il restante territorio fu diviso in circa venti viscontee[6] di nomina ducale che potevano essere revocate in qualsiasi momento, quindi non ereditarie. I conti ed i visconti erano in definitiva dei funzionari statali.
La terra invece era concessa come feudo o beneficium (era anche chiamato impropriamente, allodio) ai baroni, che non ne erano i proprietari, ma ne rispondevano al duca e dovevano fornire al duca un sostegno militare proporzionato al valore del feudo. L'insieme delle baronie della Normandia, ai tempi di Riccardo II, forniva circa 800 cavalieri; mediamente ogni singola baronia ne forniva cinque.
Infine per quel che riguarda le classi inferiori, se si esclude una piccola percentuale di uomini dediti alla manifattura ed al commercio (spirito ereditato dai Vikinghi), che risiedevano a Caen e nelle città vescovili, il resto del ducato era rurale e i suoi abitanti dediti all'agricoltura erano detti villani, se erano legati alla gleba, ospiti, con possibilità di trasferirsi da una proprietà ad un'altra, e vavassori, piccoli coltivatori liberi che erano tenuti a prestare servizio militare a piedi, o associandosi, fornendo un cavaliere al loro posto.

Riccardo morì a Fecamp in Normandia il 28 agosto 1026 per cause naturali. Gli succedette il figlio primogenito Riccardo.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 996 Riccardo sposò la figlia del duca di Bretagna Conan I, Giuditta (982-1017), dalla quale ebbe sei figli:

Dopo la morte di Giuditta (1017), Riccardo si unì in concubinaggio (in quanto l'unione era secondo il more danico o uso vichingo, pagana) a Papie (o Papia), discendente da un'importante famiglia del Talou. Papia gli diede due figli:

Tradizionalmente Riccardo ebbe una terza moglie, Astrid figlia di Sweyn I di Danimarca, che fu re di Danimarca Norvegia e Inghilterra e di Świętosława.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber IV, cap. XVIII, pag 247
  2. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. I, pag 10
  3. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Nobiltà normanna - GUNNORA
  4. ^ a b (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber III, cap. II, pag 234
  5. ^ Il matrimonio di Emma di Normandia col re d'Inghilterra, Etelredo II, favorì circa sessant'anni dopo le pretese al trono d'Inghilterra del pronipote di Emma, il duca di Normandia, Guglielmo il Bastardo
  6. ^ Le contee e le viscontee erano una suddivisione amministrativa del territorio simile a quella esistente oggi nei paesi anglosassoni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • François Neveux, La Normandie des Ducs aux Rois. Xe-XIIe siècle, Ouest-France Université, Rennes, 1998
  • David Douglas, he Earliest Norman Counts EHR 61 (1946), 129-156
  • Eleanor Searle, Predatory Kinship and the Creation of Norman Power, 840-1066 (Berkeley, Los Angeles, London, 1988)
  • William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5–55.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duca di Normandia Successore
Riccardo Senza Paura 996–1026 Riccardo III

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