Cattedrale di San Cetteo

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Duomo cattedrale di San Cetteo
Cattedrale di San Cetteo, Pescara
Cattedrale di San Cetteo, Pescara
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località Pescara
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare San Cetteo
Diocesi Arcidiocesi di Pescara-Penne
Architetto Cesare Bazzani
Inizio costruzione 1933
Completamento 1939
Sito web diocesipescara, sancetteo.it

La cattedrale di San Cetteo è l'edificio di culto cattolico più importante della città di Pescara, chiesa madre dell'arcidiocesi di Pescara-Penne e sede dell'omonima parrocchia. È situata in via D'Annunzio e dedicata a san Cetteo, il patrono della città. Il nome originale della costruzione, Tempio della Conciliazione, è legato al concordato dell'Italia fascista con la chiesa cattolica.[1] La sua concezione si avvicina all'architettura neoromanica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La costruzione della chiesa è legata all'attività edilizia intensificatasi in città dopo l'istituzione della provincia di Pescara del 1927: la vecchia chiesa di San Cetteo situata in zona e ridotta in pessimo stato venne demolita per fare posto alla nuova[2] (sono da notare i resti della costruzione precedente sul marciapiede di fronte alla chiesa). La costruzione della chiesa nuova fu fortemente voluta da Gabriele d'Annunzio, il quale mise a disposizione anche fondi finanziari propri.[3] D'Annunzio si consultò con l'architetto Cesare Bazzani e volle trovare in questa chiesa un luogo di sepoltura per la madre.[4] L'opera giunse a termine nel 1939, ma la facciata dovette essere ricostruita già dopo gli eventi della seconda guerra mondiale.

Il tempio divenne cattedrale parecchio tempo dopo, nel 1977.[5]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

La chiesa imita chiaramente la tradizione abruzzese (soprattutto romanica), seguendo lo stile dell'antica chiesa di Santa Gerusalemme ivi situata intorno al XI secolo: è tipica di questa e delle regioni limitrofe la facciata di forma rigorosamente rettangolare e decorata a rosoni,[6][7] una scelta condivisa da D'Annunzio e dall'architetto.

Sempre sulla facciata, i portali ad archi a tutto sesto mettono in evidenza la suddivisione interna in tre navate, scandita all'esterno da lesene. A sinistra della facciata, un campanile su base quadrata si conclude a pianta ottagonale, mentre a destra la facciata è fiancheggiata dal piccolo battistero.

Interno[modifica | modifica sorgente]

Come accennato, ha un impianto architettonico a basilica a tre navate. La tripartizione è data da colonne in marmo; la chiesa è molto luminosa ed i suo coro è sottolineato da un'abside.[8][9] La chiesa dispone di un transetto, rialzato come nella tradizione romanica: da un lato del transetto si trova una cappella dedicata a San Cetteo.[10]. Dall'altra parte, il transetto si conclude con la tomba di Luisa De Benedictis, madre di Gabriele D'Annunzio, alla quale Arrigo Minerbi ha dedicato il monumento funebre: si tratta di un'arca sormontata dalla figura di una giovane donna addormentata. Altra tomba all'interno della cattedrale è quella di Monsignor Antonio Iannucci, arcivescovo emerito dell'arcidiocesi di Pescara-Penne dal 1959 al 1990, tumulato il 16 ottobre 2008 nella sala del battistero. All'interno della chiesa si trovano varie effigi di santi ed anche un dipinto attribuito al Guercino che riproduce San Francesco. Molto importante è anche l'organo presente all'interno della chiesa, in canne dorate, uno dei più famosi e migliori d'Abruzzo.

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Note[modifica | modifica sorgente]