Porto di Pescara

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Porto di Pescara
Panorama sul porto di Pescara
Panorama sul porto di Pescara
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Provincia Pescara Pescara
Comune Pescara
Mare mare Adriatico
Infrastrutture collegate RA 12 - A 14 - A 25 - SS 16 - SS 5 - SS81
Tipo turistico, commerciale, pesca, diporto
Gestori Direzione Marittima di Pescara
Passeggeri 23.460 ca totali sbarcati e imbarcati (2010)
Traffico merci 40071.22 t ca (2010)
Profondità fondali 3 - 7 m
Posti barca totali 117 pescherecci
950 posti nel porto turistico
6 navi nel porto commerciale
Rifornimento carburante
Assistenza
Coordinate 42°28′13.8″N 14°14′02.4″E / 42.4705°N 14.234°E42.4705; 14.234Coordinate: 42°28′13.8″N 14°14′02.4″E / 42.4705°N 14.234°E42.4705; 14.234
Mappa di localizzazione: Italia

Il porto di Pescara è un porto del Mare Adriatico situato alla foce del Fiume Pescara. È situato a una latitudine 42°28,14 Nord e longitudine 14°13',78 Est

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il porto canale come si presenta oggi è nato all'inizio del XX secolo su progetto di fine Ottocento dell'ingegner Tommaso Mati, rivisto nel 1908 dall'ing. Lo Gatto (ma già in età romana aveva rivestito un ruolo importante, data la posizione strategica della città di Pescara). Il porto di Pescara fu concepito come scalo principalmente ad uso della numerosa flottiglia peschereccia locale, che aveva posto le basi nel fiume nella seconda metà dell'Ottocento. Tale progetto era nato su richiesta della marineria per ovviare alla bassa profondità dei fondali alla foce del fiume e alla necessità di creare un ingresso in acque più profonde e quindi più sicuro. Nacque così il porto-canale, con due moli guardiani, di 500 metri verso nord-est, su palafitte. Inizialmente lo scalo pescarese si attrezzò per accogliere navi di piccolo e medio tonnellaggio, oltre a fornire supporto alle attività di pesca che già erano attive nel centro adriatico. Il porto mostrò subito segnali di sviluppo dando inizio alla crescita economica della città. Durante la Prima guerra mondiale lo scalo registrò una battuta d'arresto, dovuta alla pressoché totale mancanza di traffici commerciali causata dalla presenza in Adriatico della Marina Austriaca. Nel periodo tra i due conflitti mondiali il porto di Pescara ottenne punte di elevato sviluppo, in linea con la fenomenale crescita della città, diventando il porto più trafficato tra Ancona e Bari. Durante la Seconda guerra mondiale, nella primavera del 1944, il porto fu quasi completamente distrutto dai tedeschi, in ritirata dalla città. Nel dopoguerra il porto-canale fu ricostruito (insieme al ponte Risorgimento, che lo attraversa all’altezza del Comune, e alla stessa torre del Comune) e per alcuni decenni contribuì alla rinascita della città grazie agli elevati sviluppi dell’attività peschereccia, del traffico mercantile di piccolo cabotaggio, di quello petrolifero e al successivo traffico passeggeri con la Jugoslavia. La manutenzione dei fondali era effettuata da una draga fissa che li manteneva intorno ai 4 metri, così come erano stati progettati dall’ing. Mati nel 1868. Negli anni ’80 furono avanzati alcuni progetti di consolidamento e ampliamento delle strutture esistenti per cui negli anni ’90 e nel primo decennio del XXI secolo furono lisciate le palafitte dei due moli guardiani e furono costruite una diga foranea e una darsena commerciale esterna al vecchio porto-canale  (con fondali naturali di 6/7 metri) per offrire un migliore attracco alle navi petroliere che già frequentavano il porto, ai traghetti passeggeri e a navi mercantili di tonnellaggio superiore. Ma il nuovo assetto del porto si rivelò sbagliato sia a causa del mancato dragaggio di manutenzione del vecchio porto-canale (riservato ai pescherecci), sia a causa degli interrimenti creati dalla diga foranea, sia a causa del trasporto solido del fiume nell’avanporto. Il nuovo porto, così ultimato nel 2005, si è sempre più interrìto negli anni successivi e ha impedito non solo il normale traffico peschereccio e l’abituale traffico commerciale ma anche ulteriori sviluppi. E nel 2012 è rimasto completamente chiuso a ogni traffico. Nella primavera-estate del 2013, grazie a un importante e ben fatto dragaggio, portato avanti dal Provveditorato OO.PP. per l’Abruzzo, il Lazio e il Molise, che ha riportato i fondali interni del porto-canale intorno ai 3,5 metri, dopo più di venti anni di mancata o saltuaria manutenzione, è stato riaperto al traffico peschereccio ed ha così ben sopportato la grande piena del fiume dei primi giorni di dicembre 2013. Entro febbraio 2014 l’operazione di dragaggio, se continuata, dovrebbe riportare i fondali intorno ai 6 metri anche nella darsena esterna al porto-canale e nel tratto fino all’imboccatura di scirocco. 

Dai primi di aprile 2014 la petroliera "Galatea" di Abruzzo Costiero ha ripreso il collegamento per scaricare i carburanti dalle banchine della darsena. Ma al momento non è stato ancora deciso quale sarà l'assetto futuro del porto: il 25 luglio 2014 il Consiglio Comunale, con una larga maggioranza di centrodestra e centrosinistra -27 su 30 consiglieri- ha approvato il piano regolatore portuale in gestazione dal 2006 (il M5s ha votato contro, facendo sue le Osservazioni rivoltegli in fase di VAS da Ordine degli Ingegneri, Ass. Armatori dei pescatori, da tutti i comandanti dei pescherecci del porto, dal geologo Mascioli, dal WWF, etc...). Il nuovo piano deve essere ancora approvato dal Ministero e adottato dalla Regione.  

Il porto turistico Marina di Pescara[modifica | modifica sorgente]

Negli anni 80, una cordata di imprenditori cittadini propose all'amministrazione comunale il progetto di un porto turistico con annesse strutture di assistenza al diporto e alla navigazione. Ne nacque una moderna marina che conta numerosi posti barca e strutture cantieristiche all'avanguardia. Il Marina di Pescara, con i suoi 1250 posti barca, è uno dei più grandi porti turistici italiani[1], anche se soffre per un'imboccatura difficile, perché orientata a sud, e normalmente interrìta, se non viene dragata. Da alcuni anni si fregia della Bandiera Blu dell'Unione Europea per la qualità dei servizi offerti. Inoltre il porto turistico comprende anche[2]:

Il porto turistico e sullo sfondo il Gran Sasso d'Italia
  • Snack bar, ristoranti, pizzeria
  • Agenzie pratiche nautiche
  • Attrezzature e accessori nautici
  • Boutique
  • Scuole nautiche, di vela e associazioni ricreative
  • Charter nautico e brokeraggio
  • Club House nel quale si trovano club nautico e Federazione Italiana Vela

Ogni anno inoltre la marina organizza delle serate di intrattenimento con musica e spettacoli di vario tipo, come concerti musicali, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche e anche altre manifestazioni di sport nautici.

Il porto odierno[modifica | modifica sorgente]

L’attuale porto di Pescara (finito nel 2005) comprende oltre alle storiche banchine sul fiume, due banchine commerciali costruite nella darsena di levante, all'estremità sud della vecchia imboccatura, in contrapposizione alla diga foranea (1997). Tale costruzione, non solo ostacola il normale deflusso verso il largo delle acque fluviali ma ha creato degli enormi interrimenti contribuendo all'insabbiamento del bacino portuale stesso e alla modifica dell'ecosistema della costa.

Negli anni il porto di Pescara ha perso la sua vocazione commerciale, per la mancanza di aree di stoccaggio per le merci, a favore del traffico passeggeri e petrolifero (grazie ad una pipe-line privata che collega dal gennaio 1997 le navi ai depositi di carburante dell'area industriale nell'entroterra). L'attività commerciale (passeggeri, petrolifera e della pesca), che aveva subito una decrescita dall'ultimazione dell'assetto portuale nel 2005 a causa degli interrimenti dei fondali che impedivano le normali attività di attracco ed evoluzione, è ripresa a conclusione del dragaggio straordinario di quasi 300mila mc effettuato nel 2013 (è costato circa 13 milioni di euro sia per il grande quantitativo di fanghi prelevati sia perché, essendo fortemente inquinati dal fiume Pescara più che dalle normali attività portuali, non si è potuto sversarli a mare). Grazie ad esso, ha ripreso prima da luglio 2013 l'attività peschereccia, poi da aprile 2014 l'attività petrolifera e infine da luglio 2014 il traffico passeggeri (traghetto SNAV stagionale per la Croazia). Ma la ripresa sarà ancora incerta fino a quando non sarà definito un nuovo assetto portuale che risolva i problemi causati dal vecchio (il 25 luglio 2014 il Comune ha approvato un nuovo Piano Regolatore che deve essere ancora vagliato dal Ministero).

Attivita del porto[modifica | modifica sorgente]

Nel porto canale si distinguono le seguenti attività funzionali:

  • Peschereccia: collocata sulle banchine nord e sud del canale interno (vecchio).
  • Diportistica: collocata nel tratto a monte della banchina nord del canale, in concessione al vecchio “Club Nautico”, al “Circolo Canottieri La Pescarina“  e al porto Turistico “Marina di Pescara”,adiacente esternamente al molo sud del porto-canale.
  • Commerciale: collocata sulle banchine della darsena, anche se utilizzate per poche merci (rotoli acciaiosi,...)
  • Passeggeri:collocata sulle banchine della darsena.

Destinazioni e compagnie marittime[modifica | modifica sorgente]

Croazia Croazia

Problema relativo ai fondali e destinazioni[modifica | modifica sorgente]

In confronto agli altri grandi porti italiani sul mar Adriatico (Bari, Ancona, Ravenna) il porto di Pescara non ha avuto il giusto sviluppo a causa del nuovo assetto portuale, ultimato nel 2005, che ne ha bloccato i traffici già destinati a svilupparsi solo con navi o traghetti di piccolo o medio tonnellaggio a causa dei suoi paraggi, costituiti da bassi fondali sabbiosi. Per questo motivo non vi sarebbe possibile un traffico passeggeri con navi di grosso tonnellaggio, se non a grande distanza a mare dalle attuali strutture. Lo sviluppo del traffico merci è stato comunque impedito dallo sviluppo delle costruzioni civili cittadine che hanno soffocato il porto avendone occupato le aree circostanti.

Sviluppi futuri e lavori di ammodernamento[modifica | modifica sorgente]

Sono legati alla soluzione che si adotterà per risolvere i guasti provocati dall’attuale assetto portuale: che potrà essere a bacino (come previsto dal nuovo Piano Regolatore Portuale in fase di V.A.S. dal novembre 2012) o a porto-canale (come proposto in un allegato alla V.A.S. ). Ma il futuro del porto dipenderà molto anche dal recupero dell'ex mercato ortofrutticolo Cofa, tra il porto turistico e la banchina sud del porto-canale, ormai in disuso; infatti la camera di commercio di Pescara ha acquistato l'ex Cofa e le aree adiacenti che saranno recuperate ed utilizzate per strutture turistico ricettive, commerciali e fieristiche[3]; in particolare saranno realizzati una piazza contornata da giardini, un centro congressi in grado di ospitare meeting e fiere internazionali, un’area con alberghi e ristoranti, un teatro di grandi dimensioni, strutture per lo sport e il tempo libero e una zona destinata alle attività commerciali e artigianali[4]; inoltre verranno effettuati lavori che comprendono la costruzione di un eliporto all'interno del porto turistico[5]. Opere legate comunque all'assetto che avrà in futuro il porto (il nuovo Piano Regolatore è stato approvato dal Comune il 25 luglio 2014 e deve essere ancora adottato dal Ministero e dalla Regione).

Caratteristiche e dati tecnici[modifica | modifica sorgente]

Superficie totale Marina di Pescara

  • oltre 200.000 m².

Fondo marino:

  • fango e sabbia

Profondità Fondali:

  • banchina pesca: da 0,50 a 3 m
  • banchina commerciale porto canale: 5 m
  • banchine darsena levante: 7 m
  • Superficie piazzali banchine commerciali: 15.000 m², banchina porto di levante: 47.000 m²

Ormeggi e Caratteristiche Banchine:

  • 2 banchine dedicate alla pesca con 92 punti d'attracco
  • lunghezza banchina sud (compresa banchina commerciale): 885 metri
  • lunghezza banchina nord: 590 metri
  • lunghezza banchine darsena levante: 420 metri complessivi (220 m banchina di riva, 200 m banchina di levante)

Ulteriori caratteristiche

  • Specchio acqueo: 105.000 m²
  • Accosti Ro/Pax: n. 2 alle banchine del nuovo Molo di Levante
  • Parcheggi veicoli in attesa di imbarco: Area portuale adiacente Stazione Marittima

Orario di accesso:

  • ore diurne per unità superiori alle 150 t; continuo per le altre

Servizi e Strutture:

  • Polizia
  • Guardia di finanza
  • Guardia costiera
  • n°4 distributori gasolio
  • gru mobile da 37, 70 e 120 t
  • scalo d'alaggio
  • riparazioni scafi in legno
  • officine meccaniche nautiche
  • pilotaggio
  • ormeggiatori
  • sommozzatori
  • assistenza meteo e radar;
  • ascolto radio 24 ore su 24 VHF canali 6, 16
  • servizio antincendio e antinquinamento
  • scivoli di alaggio/varo
  • ormeggio su corpo morto;
  • assistenza ormeggio e sorveglianza 24 ore su 24 da personale specializzato
  • in banchina: acqua potabile e non, elettricità, illuminazione, docce e servizi, box
  • lubrificanti e S.I.F.
  • servizi di bordo (Bunkering, cambusa, lavanderia, marinaio a bordo, recupero in mare)

Dati di traffico merci e passeggeri[modifica | modifica sorgente]

Questi sono i dati relativi alle merci e ai passeggeri per quanto riguarda il 2010[6]

Scheda di sintesi
Benzina ecologica 2264.026 t
Gasolio 20533.665 t
Sansa esausta 2630.00 t
Coils 12485.37 t
Serbatoi 2800 t
Tubi metallici 1988.160 t
Passeggeri sbarcati 11525
Passeggeri imbarcati 11935
Auto sbarcate 1871
Auto imbarcate 2086
Camper caravan sbarcati 58
Camper caravan imbarcati 78
Moto sbarcate 147
Moto imbarcate 198

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.pagineazzurre.com/italian/porto/id_abr005/info_pescara-marina-di-pescara.htm.
  2. ^ Marina di Pescara | Porto Turistico
  3. ^ Pescara, la Camera di Commercio acquisisce l'ex Cofa
  4. ^ Pescara, centro congressi e teatro all’ex Cofa - Cronaca - Il Centro
  5. ^ UrbanFile - Pescara | Eliporto all&#039interno del porto turistico "Marina di Pescara"
  6. ^ http://www.trail.abruzzo.it/archivi_infra/281210101228.pdf

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]