Falaride

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Falaride rinchiude il fabbro Perillo nel toro di bronzo da lui stesso creato - incisione su rame di Pierre Woeiriot (XVI sec.)

Falaride (Astifalea, ... – 554 a.C.) fu tiranno di Akragas, l'attuale Agrigento, dal 570 a.C. fino alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Approfittando della sua carica di ispettore e appaltatore dei lavori di costruzione per il tempio di Zeus Polieus (protettore della città), riuscì ad impadronirsi del potere. Se alcune fonti lo citano come governante buono e giusto, altre invece lo descrivono come un crudele tiranno che faceva arrostire vivi i propri nemici all'interno di un toro di bronzo arroventato (il famoso "toro di Falaride"), commissionato all'ateniese Perillo e citato anche nell'Inferno dantesco.

Durante la sua tirannide riuscì ad espandere il territorio akragantino: conquistò diverse città sicane del retroterra, tentò di impadronirsi di Imera, penetrò nel territorio di Gela e costruì avamposti fortificati come Eknomos e Phalarion. Tale processo di espansione permise un'"ellenizzazione" dell'entroterra, mirata a contrastare la presenza cartaginese in Sicilia. Per quanto riguarda invece la gestione degli affari cittadini, si occupò della configurazione urbana e fece erigere la prima cinta muraria.

Falaride venne deposto e ucciso nel 554 a.C., in seguito ad una congiura guidata da Telemaco; secondo alcune leggende, il tiranno sarebbe stato ucciso utilizzando lo stesso toro di bronzo da lui ideato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Tiranno di Agrigento Successore
- 570 a.C. - 554 a.C. Telemaco

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