Brutalismo

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Con la parola Brutalismo si definisce una corrente architettonica vista come il superamento del Movimento Moderno in architettura.

La terrazza dell'Unité d'habitation di Marsiglia
La terrazza dell'Unité d'habitation di Marsiglia

Indice

[modifica] Storia

Il termine nacque nel 1954 in Inghilterra, (Brutalism), e voleva caratterizzare quel particolare nuovo modo di fare architettura di Le Corbusier, "volumi plastici" ma "brutali", nell'"Unités d'Habitation", (1950) di Marsiglia, e nella realizzazione del Capitol della città Indiana di Chandigarh.

[modifica] Il beton brut

Royal National Theatre, Londra, Denys Lasdun (1976).
Royal National Theatre, Londra, Denys Lasdun (1976).

Il Brutalismo impiega molto spesso la rudezza del "cemento a vista" il cosiddetto in francese beton brut le cui forme plastiche lavorate e plasmate nei particolari come nei pilotis o nei camini dell'"Unités d'Habitation", evidenziano con forza espressiva la struttura. I volumi delle membrature risultano accentuati, robusti e forma e materiale si modellamo nello spazio si uniscono in un linguaggio di vigore architettonico.

A queste forme di espressione architettonica, ritenute da molti "nuove", si sono ispirati dapprima in Inghilterra James Stirling & James Gowan, realizzando diverse opere congiunte anche se ricordiamo del primo l'opera più significativa: la facoltà di Storia dell’Università di Cambridge (1968). Negli Stati Uniti d'America Paul Rudolph (allievo di Walter Gropius ad Harvard), progetta nel (1963) la Scuola d’Arte e d’Architettura di Yale, New Haven.

In Giappone Kenzo Tange con il suo Gruppo ‘’Metabolism’’ lavora nelle sue opere il cemento grezzo con particolare tensione emotiva.

[modifica] Architettura brutalista in Italia

In Italia diversi architetti hanno tratto dal brutalismo opere importanti come la Torre Velasca a Milano del Gruppo B.B.P.R. (1956-1958), che evidenzia fortemente le nervature della struttura, che salgono, modulano la forma architettonica, accentuandosi prospetticamente nei puntoni dello sbalzo. Altre opere da citare sono l'Istituto Marchiondi a Milano di Vittoriano Viganò (1957), le abitazioni del quartiere Sorgane a Firenze, di L. Ricci ed altri (1966), i 246 edifici per 870 unità abitative del quartiere Matteotti a Terni di Giancarlo De Carlo (1971-74). Anche nella quasi travolgente plasticità del cemento armato a faccia vista della Chiesa dell'Autostrada del Sole di Giovanni Michelucci (1964) si leggono chiaramente i segni di un certo Brutalismo.

[modifica] Voci correlate

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