Arte pubblica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Con la denominazione di arte pubblica (in inglese, public art) si indica una specifica modalità di presentazione e fruizione dell'arte che entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città.

Portare l'arte sul territorio pubblico rappresenta l'occasione di far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati, di porla a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare o rivalutare l'ambiente cittadino.

Le opere sono pensate appositamente per il luogo, ossia sono site-specific, e non sono staccate da esso da alcun piedistallo: l'arte pubblica inizia infatti ad essere realizzata a partire dagli anni settanta, nel momento della crisi della concezione urbanistica moderna, e si allontana dall'idea di monumento in quanto ha fini comunicativi e mai celebrativi.

Un esempio è "Ago, filo e nodo" di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen in piazza Luigi Cadorna a Milano, un enorme ago conficcato nella pavimentazione della piazza. Gli artisti italiani che hanno realizzato opere d'arte pubblica sono Mario Merz, Mimmo Paladino e Mauro Staccioli, Vito Acconci, Alberto Garutti, Giulio Paolini, Massimo Ghiotti; tra i giovani, tra i più attivi in questo ambito sono Carlo Buzzi, Maurizio Cattelan, Loris Cecchini, Stefano Cagol, Andreco ed il gruppo Stalker e molti altri.

È evidente che per la sua modalità pubblica, l'opera deve possedere le caratteristiche di riconoscibilità e di collocabilità nel tessuto urbano, e quindi fare i conti con il contesto paesaggistico, territoriale e in definitiva urbanistico nel senso più completo del termine. Storicamente l'opera pubblica è stata un facile strumento di produzione del consenso, di celebrazione di eventi o di personaggi appartenenti alle classi alte, per la consacrazione della loro autorità. Questi fattori rendono estremamente complicata la progettazione delle opere pubbliche, in quanto l'artista deve tenere conto della situazione reale in cui va ad intervenire. Sul territorio sono ovviamente presenti tutte le contraddizioni prodotte dalla nostra società, come l'espulsione dei ceti più deboli dai centri urbani, la marginalizzazione delle periferie anche dal punto di vista culturale, le questioni inter-etniche che esplodono con l'aumento dell'immigrazione extracomunitaria, la centralità nei meccanismi economici della rendita fondiaria, ecc. L'artista che si cimenta con la progettazione dell'arte pubblica deve necessariamente compiere scelte difficili, fra le tensioni verso il proprio riconoscimento pubblico e il reale coinvolgimento dei fruitori dell'opera. Scelte difficili come quelle dell'urbanista, che quasi sempre nel tempo vengono violate dal potere istituzionale in nome dello sviluppo. Il dibattito sulle problematiche inerenti l'arte pubblica è ripreso a partire dall'inizio del nuovo millennio, con l'acuirsi delle contraddizioni sociali e l'aumento problematico dell'immigrazione. Numerose riflessioni[1] si stanno consolidando nel dibattito fra i critici, gli artisti e gli esperti d'arte che sulla scorta delle loro esperienze provano a dare delle risposte parziali agli interrogativi più impellenti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Negli ultimi anni molti contributi editoriali di artisti e critici stanno affrontando queste problematiche

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Florian Matzner, Public Art, Hatje Canz, 2001
  • Lorenza Perelli, Public art - Arte, interazione e progetto urbano, Franco Angeli, 2006
  • AA.VV., Foing Public, - Soggetti, politiche e luoghi, Silvana Editoriale, 2003
  • Gabi Scardi (a cura di), Paesaggio con figura - Arte, sfera pubblica e trasformazione sociale, Allemandi & C. con Susaculture project, 2011


Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]