Max Planck

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« La scienza è solo il progressivo accostamento al mondo reale »
(Max Planck)
Max Plank
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la fisica 1918

Karl Ernst Ludwig Marx Planck, detto Max (Kiel, 23 aprile 1858Göttingen, 4 ottobre 1947), è stato un fisico tedesco, figlio del giurista Julius Wilhelm Planck.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce da una famiglia di giuristi e pastori protestanti; suo padre partecipò perfino alla redazione del codice civile tedesco.

Si trasferì a Monaco per frequentare il ginnasio per poi andare alle università di Monaco e di Berlino. Alla fine ottenne una cattedra nelle università di Kiel e di Berlino.

La tomba di Planck a Gottinga

Gli ultimi anni di vita furono duri per la sua famiglia, perché perse la moglie e tre figli durante la prima guerra mondiale e un altro figlio nella seconda, in una congiura ai danni di Hitler.

Per via dell'importanza da lui attribuita alla religione lanciò critiche agli atei. Inoltre affermò: "Tutta la materia ha origine ed esiste solo in virtù di una forza che porta la particella di un atomo a vibrare e mantenere il sistema solare insieme. Dobbiamo supporre che dietro questa forza c'è l'esistenza di una mente cosciente ed intelligente. Questa mente è la matrice di tutta la materia". Questo indica che lui credeva in Dio. Il principio di causalità secondo lui non è né vero né falso, ma è un atto di fede.

In suo onore sono nate diverse università che portano il suo nome.

Carriera scientifica[modifica | modifica wikitesto]

Ha ideato la teoria dei quanti e la meccanica quantistica che, insieme con la teoria della relatività di Albert Einstein, è uno dei pilastri della fisica moderna.

Nel 1900 Planck rese nota la sua ipotesi nella quale sosteneva che gli scambi di energia nei fenomeni di emissione e di assorbimento delle radiazioni elettromagnetiche avvengono in forma discreta (proporzionale alla loro frequenza di oscillazione, secondo una costante universale), non già in forma continua, come sosteneva la teoria elettromagnetica classica.

Nel 1901 Planck passò dall'ipotesi quantistica alla vera e propria teoria quantistica, secondo la quale gli atomi assorbono ed emettono radiazioni in modo discontinuo, per quanti di energia, cioè quantità di energia finite e discrete. In tal modo anche l'energia può essere concettualmente rappresentata, come la materia, sotto forma granulare: i quanti sono appunto come granuli di energia indivisibili.

La sua teoria gli valse il premio Nobel per la fisica del 1918.

Max Planck institute: Germania, Halle

Fu anche un ottimo pianista, si interessò di problemi filosofici, restò attivo fino a tarda età: ma la sua vita fu spesso turbata da tristi avvenimenti, soprattutto dalla morte del figlio Erwin, impiccato nel 1945 dai nazisti perché coinvolto nell'attentato di luglio contro Hitler. L'Istituto Max Planck è stato così denominato in suo onore.

Riguardo alla relazione tra scienza e religione, egli scrisse, "Scienza e religione non sono in contrasto, ma hanno bisogno una dell'altra per completarsi nella mente di un uomo che riflette seriamente". (in Conoscenza del mondo fisico)

Nel 1929 gli fu assegnata la Medaglia Copley.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

La firma di Max Planck a dieci anni

Nell'aprile 2008 è stato scoperto che il suo nome di battesimo (Rufname in tedesco) era Marx, un'abbreviazione oggi in disuso di Markus, non semplicemente Max, il nome con cui fu noto per tutta la sua vita. Considerando un altro dei suoi nomi, Karl, viene ovviamente in mente un altro celebre tedesco, Karl Marx. La scoperta è stata pubblicata dal Der Spiegel,[1] e si basa su due diversi documenti ecclesiastici, tra cui il certificato di battesimo di Planck; quest'ultimo fu regolarmente firmato dal pastore di Kiel, ed è quindi tutt'oggi di valore pienamente legale.

Commentando la notizia, il dottor Lorenz Beck della Società Max Planck ha confermato l'originalità dei documenti, ma ha anche fornito prove che già a dieci anni Planck si firmava come Max, e che la R potrebbe essere andata persa con il trasferimento della famiglia a Monaco di Baviera; inoltre, ha fatto notare che Planck (di simpatie peraltro conservatrici) non usò mai il nome Marx in tutta la sua vita.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Christoph Seidler, Namens-Überraschung: Gestatten, Marx Planck, Speigel Online, 24 aprile 2008. URL consultato il 4 luglio 2011.
  2. ^ (DE) Der Streit ums "r", Mpg.de, 24 aprile 2008. URL consultato il 4 luglio 2011.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia dell'Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti
— 1925

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimiliano Badino. L'epistemologia di Planck nel suo contesto storico. Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2000. ISBN 88-495-0029-7.
  • Alberto Bandini Buti. I quanti di Planck: le molecole, la radiazione. Milano, Delfino, 1977.
  • John L. Heilbron. I dilemmi di Max Planck: portavoce della scienza tedesca. Torino, Bollati Boringhieri, 1988. ISBN 88-339-0427-X.
  • Carlo Tarsitani. Il dilemma onda-corpuscolo: da Maxwell a Planck e Einstein. Torino, Loescher, 1983.
  • Max Planck: l'inizio della nuova fisica. Convegno internazionale, Roma, 6 dicembre 2000. Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 2001.
  • [1]I Grandi della Scienza: Planck. Il Sole 24 ore edizione speciale. Milano, 2012 ISBN 9 771824 876737.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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