Max Planck

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Planck (disambigua).
Max planck.jpg
Max Planck
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la fisica 1918

Karl Ernst Ludwig Marx Planck, detto Max (Kiel, 23 aprile 1858Göttingen, 4 ottobre 1947), è stato un fisico tedesco.

Indice

[modifica] Carriera scientifica

Ha inaugurato la teoria dei quanti, che insieme con la teoria della relatività di Albert Einstein è uno dei pilastri della fisica contemporanea.

Nel 1899 Planck rese nota la sua ipotesi che gli scambi di energia nei fenomeni di emissione e di assorbimento delle radiazioni elettromagnetiche avvengono in forma discontinua (proporzionale alla loro frequenza di oscillazione, secondo una costante universale), non già in forma continua, come sosteneva la teoria elettromagnetica classica.

Nel 1901 Planck passò dall'ipotesi alla teoria quantistica, secondo la quale gli atomi assorbono ed emettono radiazioni in modo discontinuo, per quanti di energia, cioè quantità di energia finite e discrete. In tal modo anche l'energia può essere concettualmente rappresentata, come la materia, sotto forma granulare: i quanti sono appunto come granuli di energia indivisibili.

La sua teoria gli valse il premio Nobel per la fisica del 1918.

Fu anche un ottimo pianista, si interessò di problemi filosofici, restò attivo fino a tarda età: ma la sua vita fu spesso turbata da tristi avvenimenti, soprattutto dalla morte del figlio Erwin, fucilato nel 1944 dai nazisti perché coinvolto nell'attentato di luglio contro Hitler. L'Istituto Max Planck è stato così denominato in suo onore.

La tomba di Planck a Gottingen

[modifica] Nome

La firma di Max Planck a dieci anni

Nell'aprile 2008 è stato scoperto che il suo nome di battesimo (Rufname in tedesco) era Marx, un'abbreviazione oggi in disuso di Markus, non semplicemente Max, il nome con cui fu noto per tutta la sua vita. Considerando un altro dei suoi nomi, Karl, viene ovviamente in mente un altro celebre tedesco, Karl Marx. La scoperta è stata pubblicata dal Der Spiegel [1], e si basa su due diversi documenti ecclesiastici, tra cui il certificato di battesimo di Planck; quest'ultimo fu regolarmente firmato dal pastore di Kiel, ed è quindi tutt'oggi di valore pienamente legale.

Commentando la notizia, il dottor Lorenz Beck della Società Max Planck ha confermato l'originalità dei documenti, ma ha anche fornito prove che già a dieci anni Planck si firmava come Max, e che la R potrebbe essere andata persa con il trasferimento della famiglia a Monaco di Baviera; inoltre, ha fatto notare che Planck (di simpatie peraltro conservatrici) non usò mai il nome Marx in tutta la sua vita. [2]

[modifica] Bibliografia

  • Massimiliano Badino. L'epistemologia di Planck nel suo contesto storico. Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2000. ISBN 88-495-0029-7.
  • Alberto Bandini Buti. I quanti di Planck : le molecole, la radiazione. Milano, Delfino, 1977.
  • John L. Heilbron. I dilemmi di Max Planck : portavoce della scienza tedesca. Torino, Bollati Boringhieri, 1988. ISBN 88-339-0427-X.
  • Carlo Tarsitani. Il dilemma onda-corpuscolo : da Maxwell a Planck e Einstein. Torino, Loescher, 1983.
  • Max Planck: l'inizio della nuova fisica. Convegno internazionale, Roma, 6 dicembre 2000. Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 2001.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Scritti di Max Planck disponibili in rete:


Strumenti personali