Mosè Luzzatto

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Mosè Luzzatto (in ebraico משה חיים לוצאטו, Moshe Chaim Luzzatto, ma il nome si trova scritto anche come Moses Chaim o Moses Hayyim), conosciuto anche con l'acronimo ebraico di RaMCHaL (o RaMHaL, רמח"ל), (Padova, 1707Acri, 1746) è stato un rabbino, filosofo e cabalista italiano.

La sua eredita è associata ai suoi scritti sullo Zohar, anche se viene dai più ricordato per l'aspetto etico del suo insegnamento, in particolare attraverso il trattato Mesillat Yesharim ("Il cammino dei giusti").

Indice

Biografia [modifica]

Nato nel ghetto di Padova, ricevette un'educazione classica, sia ebraica che italiana, mostrando sin da giovanissimo una predilezione per la letteratura. Egli potrebbe aver frequentato l'Università di Padova e certamente faceva parte di un gruppo di studenti che notoriamente si interessava di misticismo e alchimia. Con la sua vasta conoscenza di studi religiosi, arti e scienze divenne rapidamente la figura dominante di quel gruppo. I suoi scritti dimostrano padronanza del Tanakh, del 'Talmud, dei commentari rabbinici e dei codici della legge ebraica. Scrisse da ragazzo il dramma allegorico Sansone e i filistei.

Il punto di svolta nella sua vita avvenne all'età di venti anni quando affermò che ricevette istruzioni direttamente da un essere mistico conosciuto come il magghid. Storie simili non erano estranee ai circoli cabalistici ma non se n'era mai sentito parlare qualcuno in così giovane età. I suoi colleghi erano affascinati dai riassunti scritti di queste divine lezioni ma le autorità superiori dei rabbini veneziani erano molto scettiche e minacciarono di scomunicarlo[1].

Questi scritti (o dettati), dei quali solo una piccola parte è sopravvissuta, descrivono la convinzione di Luzzatto secondo la quale lui e i suoi seguaci rappresentassero figure chiave nel dramma messianico che stava per iniziare. Identificando uno dei suoi seguaci come il Messia figlio di Davide, assunse per se stesso il ruolo di Mosè affermando che egli era la sua reincarnazione[senza fonte]. Secondo Luzzatto Mosè era collocato al di sopra del Messia ed era il vero catalizzatore per la Redenzione.

Minacciato di scomunica, Luzzatto alla fine giurò di non trascrivere più le lezioni del maggid, né di insegnare il misticismo. Nel 1735 Luzzatto lasciò l'Italia per Amsterdam, credendo che in un ambiente più liberale sarebbe stato in grado di proseguire i suoi studi. Passando dalla Germania fece appello alle locali autorità rabbiniche perché lo proteggessero dalle minacce dei rabbini italiani. Questi rifiutarono costringendolo a firmare un documento in cui affermava che tutti gli insegnamenti del maggid erano falsi. Quasi tutti i suoi scritti furono bruciati e solo alcuni sopravvissero. Dagli scritti sullo Zohar, nel 1958, riapparvero i 70 Tiqqunim Hadashim, inaspettatamente conservati nella Biblioteca di Oxford.

Questi Tikounim sono "arrangiamenti" di pensieri ed espongono 70 diversi ed essenziali modi per utilizzare l'ultimo verso dell'Houmash. Insegnati parola per parola in aramaico dal maggid del Ram'hal, questi affiancano i 70 Tikouney haZohar del Rashbi, i quali espongono le 70 fondamentali interpretazioni del primo verso dell'Houmash.

Quando finalmente Luzzatto raggiunse Amsterdam fu in grado di continuare i suoi studi di Kabbalah relativamente senza ostacoli. Guadagnandosi da vivere come tagliatore di diamanti, egli continuò a scrivere ma si rifiutò di insegnare. È in questo periodo che scrisse la sua grande opera la Mesillat Yesharim (1740), essenzialmente un trattato etico con un sottofondo mistico[2]. Il libro, in 26 capitoli, rappresenta un percorso, passo dopo passo[3], tramite il quale ogni persona ebrea può superare l'inclinazione al peccato e raggiungere la santità. Redatto in un linguaggio rabbinico molto distinto dai suoi precedenti scritti, è possibile che sia stato scritto per trovare il legittimo riconoscimento all'interno della locale comunità ebraica.

Un altro eminente lavoro, Derekh ha-Shem ("La via del Signore"), è un testo filosofico sullo scopo di Dio nella Creazione, nella giustizia e nell'etica e sulle finalità della vita umana[4]. Gli stessi argomenti si ritrovano anche in un'opera più concisa, il Maamar Haikarim ("L'articolo sui princìpi") che come il Mesillat Yesharim è stato recentemente tradotto in italiano. Ambedue le traduzioni sono disponibili in rete[5].

Il dialogo, definito socratico, Da'at Tevunoth ("La conoscenza delle ragioni") fu scritto nella città olandese quale anello mancante tra razionalità e Kabbalah, come una conversazione tra l'intelletto e l'anima che riprese la logica della struttura dei dibattiti talmudici come mezzo per capire e accettare il mondo che ci circonda.

Uno fra i principali rabbini suoi contemporanei, che ammirava gli scritti di Luzzatto, fu Eliyahu di Vilna, il Gaon di Vilna (1720-1797), che era considerato il più autorevole saggio della Torah dell'era moderna così come grande cabalista. Egli fu noto per aver detto, dopo aver letto il Mesillat Yesharim, che, se Luzzatto fosse stato ancora in vita, avrebbe camminato da Vilna per raggiungerlo e imparare prostrandosi ai suoi piedi. Egli affermò che, letta l'opera, i primi otto capitoli non contenevano una parola superflua[6]. Anche Dov Ber di Mezeritch lodò il "Chassidico di Padova" e mise i suoi lavori tra quelli chassidici.

Luzzatto scrisse anche poesie e drammi molti dei quali laici (anche se molti studiosi identificano anche in questi lavori toni mistici). I suoi scritti sono influenzati fortemente dai poeti ebraici spagnoli e da autori italiani contemporanei.

Frustrato dall'impossibilità di insegnare la Kabbalah, Luzzatto lasciò Amsterdam per la Terra santa nel 1743, stabilendosi a San Giovanni d'Acri. Tre anni dopo (il 26 Iyar 5506) lui e la sua famiglia morirono di peste. Solo cento anni dopo Luzzatto venne riscoperto dal Movimento Mussar, che adottò i suoi lavori etici. Fu il grande etico della Torah, il rabbino Yisrael Salanter (1810-1883), a mettere il Mesillat Yesharim al centro del Mussar (etico), il curriculum delle principali Yeshivot dell'Europa dell'est.

Gli scrittori della Haskalah, l'Illuminismo ebraico, per i suoi scritti laici lo dichiararono fondatore della moderna letteratura ebraica.

Sebbene sia stato stabilito dagli studiosi che la sua tomba si trova a Kfar Yassif, il posto della sua sepoltura è tradizionalmente collocato vicino al saggio del Talmud rabbino Akiva di Tiberiade, nel nord di Israele.

La sinagoga che egli costruì, e nella quale pregò, esiste ancora oggi a San Giovanni d'Acri. Nel 2007 sono stati celebrati i 300 anni dalla sua nascita.

Note [modifica]

  1. ^ Solamente nel secolo precedente un altro giovane mistico, Sabbatai Zevi (m.1676) aveva scosso il mondo ebraico affermando che lui era il Messia. Anche se a un certo punto Zevi aveva convinto quasi tutti i rabbini europei e medio-orientali della sua affermazione, l'episodio si concluse con la sua ritrattazione e successiva conversione all'Islam. L'intera comunità ebraica si stava appena riprendendo da quell'episodio, così le similitudini tra gli scritti di Luzzatto e quelli di Zevi furono visti in maniera particolarmente pericolosa.
  2. ^ Il libro è stato tradotto da Massimo Giuliani presso le edizioni San Paolo, nel 2000. ISBN 88-215-4237-8
  3. ^ Tre tappe, distribuite nel primi 12 capitoli, sono vigilanza (zehiut), dedizione (zerizut) e innocenza (neqiut) per diventare giusto (zaddik) e, nei capitoli successivi, altre sei tappe: ascesi (perishut), purezza (taharah), pietà (chasidut), umiltà (ʿanavà), timore del peccato (jirat hachet) e santità (qedushà) per raggiungere Dio e rettificare la Shekhinah.
  4. ^ Secondo il suo impianto Dio ha creato il mondo a servizio dell'uomo, il cui scopo è la comunione (devequt) con il suo Creatore attraverso il compito di aggiustare e migliorare il mondo stesso. Tra buona e cattiva inclinazione, ogni uomo svolge la sua battaglia per raggiungere la via maestra.
  5. ^ Sul sito.
  6. ^ Questa formula è uno dei maggiori pregi che un saggio può dire nel lodare un altro.

Bibliografia [modifica]

  • Rabbi Moshe Chaim Luzzatto, KLaCh Pischey Chokhmah. 138 Aperture di Saggezza. Providence University, 2006

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