Moses de León

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Busto di Moses de León a Guadalajara, Spagna

Moses (Moshe) de León (noto in ebraico come Moshe ben Shem-Tov - משה בן שם-טוב די-ליאון) (Guadalajara, 1250Arévalo, 1305) era un cabalista e presupposto autore o redattore dello Zohar.

Frontespizio della prima edizione dello Zohar, Mantova, 1558.

È tuttora in discussione se lo Zohar sia stato un suo lavoro, o se abbia raccolto per iscritto le tradizioni che risalgono a Rabbi Shimon bar Yohai.

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Nato a Guadalajara, in Spagna (il suo cognome proviene dal padre, Shem-Tov de León), passò 30 anni tra questa città e Valladolid, prima di trasferirsi ad Ávila, dove visse fino alla morte, che avvenne ad Arévalo nel 1305, mentre stava tornando a casa.

Influenze[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zohar.

Moses conosceva i filosofi del Medioevo e tutta la letteratura del misticismo, incluso il Trattato della Emanazione Sinistra di Rabbi Isaac b. Jacob Ha-Kohen;[1] inoltre conosceva ed usava gli scritti di Avicebron, di Yehuda Ha-Levi, di Maimonide ed altri. sapeva come appassionare con frasi altisonanti e suggestive, senza peraltro esprimere alcun pensiero specifico. Era uno scrittore dinamico e prolifico, scrivendo diverse opere mistiche e cabalistiche in rapida successione. Nel suo lungo Sefer ha-Rimon scritto in ebraico nel 1287 e ancora esistente in manoscritto, discusse gli oggetti e le ragioni delle leggi rituali ebraiche dal punto di vista mistico, dedicando il libro a Levi ben Todros Abulafia. Nel 1290 scrisse Ha-Nefesh ha-Hakhamah, noto anche col titolo Ha-Mishqal (pubblicato a Basilea nel 1608, spesso rinvenuto in manoscritto), che dimostra sempre maggiori tendenze cabalistiche. In tale opera, Moses attacca i filosofi della religione e parla dell'anima come di "una somiglianza al prototipo celeste" descrivendo il suo stato dopo la morte, la sua risurrezione e la metempsicosi. Shekel ha-Kodesh (scritto nel 1292), un altro libro dello stesso tipo, è dedicato a Todros ha-Levi Abulafia. In un altro, dal titolo Mishkan ha-Edut o Sefer ha-Sodot, completato nel 1293, parla del cielo e dell'inferno, secondo l'apocrifo Libro di Enoch. Scrisse anche una spiegazione cabalistica del primo capitolo di Ezechiele.

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Per questa voce, la Jewish Encyclopedia cita la seguente bibliografia:

  • Ahimaaz Chronicle, ed. London, pp. 95 et seq.;
  • Adolf Jellinek, Moses b. Schem-Tob de Leon und Seine Verhältniss zum Sohar, Leipsic, 1851;
  • Grätz, Gesch. vii. 231 et seq.;
  • Geiger, Das Judenthum und Seine Geschichte, iii. 75 et seq., Breslau, 1871;
  • Giovanni Bernardo De Rossi-C. H. Hamberger, Hist. Wörterb. p. 177;
  • Moritz Steinschneider, Cat. Bodl. cols. 1852 et seq.;
  • idem, Hebr. Bibl. x. 156 et seq.

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