Sara (Bibbia)

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Santa Sara
Sara e Abramo ospitano i tre angeli
Sara e Abramo ospitano i tre angeli

Moglie di Abramo

Venerata da Chiesa copta
Ricorrenza 19 agosto (Chiesa copta)

Sara o Sarah (in ebraico: שָׂרָה) è un personaggio biblico e moglie di Abramo.

Racconto biblico[modifica | modifica wikitesto]

Nel Libro della Genesi, Sara gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della discendenza eletta e del compimento della promessa di Dio, dopo che Abramo esce da Carran e iniziano gli avvenimenti che porteranno alla costituzione del popolo eletto (cfr. Genesi 13).

In base alla cronologia biblica Sara nasce all'incirca nel 2028 a.C. da Tera, padre di Abramo. Sara è quindi sorellastra del marito, figlia dello stesso padre, ma non della stessa madre (Gen. 20,12).

Sara ha circa dieci anni meno del marito Abramo (Gen. 17,17) col quale si sposa mentre si trovavano nella città di Ur (Gen. 11,28-29).

Sara è una donna molto bella nonostante la sua età. Il timore del marito di essere ucciso da qualcuno che desidera avere sua moglie lo spinge a imporle di dichiarare a chiunque glielo chieda di essere la sorella di Abramo e non la moglie. Di conseguenza Sara è una prima volta condotta dal Faraone, così Dio piaga il Faraone il quale la lascia tornare dal marito prima di prenderla come sua moglie (Gen. 12,11-20). Una seconda volta Sara è notata dal re Abimelec, il quale pure manda a prenderla, credendola solo una sorella di Abramo; qui Dio viene in sogno al re Abimelec e gli impone di lasciarla tornare dal marito (Gen. 20).

Sara è sterile e quando ha ormai 75 anni circa, secondo la consuetudine dell'epoca, dà in moglie la sua schiava Agar al marito perché partorisca per lei un figlio, cui mette nome Ismaele, il quale sarebbe poi divenuto il capostipite di una grande nazione (Gen. 16).

Il suo nome originale era Sarai, che probabilmente significa "litigiosa". Quando essa ha 90 anni Dio le cambia il nome da Sarai in Sara, che significa "Principessa, Signora" promettendole che avrebbe concepito miracolosamente un figlio, al quale essa mise poi nome Isacco, il cui nome significa risata, perché Sara rise ascoltando la promessa e, disse, chi avrebbe udito di una novantenne che partorisce avrebbe pure riso (Gen. 17,15 e 21,5-6).

Sara muore nel 1901 a.C. circa, all'età di 127 anni, 32 anni circa dopo aver partorito Isacco.

Anche dopo la morte, Sara si lega a una promessa di Dio: quella di una terra promessa: al capitolo 23 del libro della Genesi si legge:

« Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan. »   (Genesi 23,19)

Esegesi ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Figura simbolica[modifica | modifica wikitesto]

San Paolo nella lettera ai Galati 4,22-31 scrive che Sara e Agar (la sua schiava) rappresentano due patti. Agar rappresenta il Patto della Legge stipulato con Mosè sul monte Sinai e la città di Gerusalemme «che genera figli per la schiavitù». Sara invece rappresenta la «Gerusalemme di sopra» in base al nuovo Patto stipulato con Gesù, durante l'ultima cena e che rende liberi i figli di Dio.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Le Chiese cristiane la venerano come santa, ricordandola assieme al marito Abramo il 9 ottobre e non singolarmente. La Chiesa cattolica la ricorda anche il 24 dicembre quando viene celebrata una memoria altrettanto generica per tutti gli antenati di Gesù. Invece la Chiesa copta la festeggia con una data specifica, il 19 agosto. La figura di Santa Sara è venerata anche dall'Islam.

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