Moabiti

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Mappa della Terra di Israele e dei territori circostanti verso l'anno 800 a.C.

I Moabiti furono una antica popolazione semitica che viveva lungo le rive orientali del Mar Morto, più precisamente nell'altopiano di Kerak, nella regione montuosa chiamata Moab. La loro esistenza storica è accertata da numerosi ritrovamenti archeologici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Bibbia i Moabiti discendevano da Moab, figlio di Lot e fratello di Benammi, capostipite degli Ammoniti (Genesi 19,30-38). Storicamente è noto che un certo Kemoshyat stabilì un regno autonomo intorno al 900 a.C., ponendo come capitale la città di Qir-Moab.

Furono vinti in un primo tempo dal re David, ma alcuni anni dopo vennero assoggettati dalla città di Samaria, che gli impose notevoli tributi. Secondo il Libro dei Re (3,1-27) il re locale Mesha mosse una rivolta dopo la morte del re Achab nell'853 a.C., dando inizio ad un periodo di forte espansione per i Moabiti. La capitale venne spostata a Dibon. In seguito subirono le vicissitudini storiche dell'area, sottoposti prima al dominio assiro, neobabilonese ed infine persiano.

Kemosh, il Dio irato[modifica | modifica wikitesto]

La stele di Mesha nel 1981, oggi al Louvre di Parigi.

Opera notevole per la quantità di informazioni storiche ed archeologiche, è la cosiddetta iscrizione di Mesha, che racconta le vittorie dei Moabiti, dedicate al dio Chemosh; inoltre sarebbe citato anche il Dio degli Ebrei, trattandosi così della prima menzione extrabiblica della divinità ebraica. Il dio Kemosh viene descritto come bellicoso (tanto che alcuni secoli dopo verrà assimilato al dio greco Ares). Nell'Antico Testamento (2Re 3,27) viene riferito che il re Mesha compì un sacrificio umano, gettando il proprio figlio dalle mura.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Xella, La religione della Mesopotamia, in "Storia delle religioni. Le religioni antiche", Laterza, Roma-Bari 1997, ISBN 978-88-420-5205-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]