Tavola di smeraldo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La tavola di smeraldo o smeraldina (in latino tabula smaragdina) è un testo sapienziale che secondo la leggenda sarebbe stato ritrovato in Egitto, prima dell'era cristiana. Il testo era inciso su una lastra di smeraldo ed è stato tradotto dall'arabo al latino nel 1250. Esso rappresenta il documento più celebre degli scritti ermetici ed è attribuito allo stesso Ermete Trismegisto. Esso apparve per la prima volta in versione stampata nel De Alchemia di Johannes Patricius (1541).

La tradizione vuole che Ermete avesse inciso le parole della Tavola su una lastra verde di smeraldo con la punta di un diamante e che Sara, moglie di Abramo, la rinvennisse nella sua tomba (altre versioni indicano come scopritore Apollonio di Tiana o Alessandro il Grande).

Il testo[modifica | modifica sorgente]

« Verum, sine mendacio certum et verissimum,

quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius. Et sicut omnes res fuerunt ab uno, mediatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione. Pater eius est sol, mater eius luna; portauit illud ventus in ventre suo: nutrix eius terra est. Pater omnis telesmi totius mundi est hic. Vis eius integra est, si versa fuerit in terram. Separabis terram ab igne, subtile a spisso, suaviter cum magno ingenio. Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum. Sic habebis gloriam totius mundi. Ideo fugiat a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis; quia vincet omnem rem subtilem, omnemque solidam penetrabit. Sic mundus creatus est. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus hic est. Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus, habens tres partes philosophiæ totius mundi. Completum est quod dixi de operatione solis. »

Traduzione:

« Il vero senza menzogna, è certo e verissimo.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l'ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo. Completo è quello che ho detto dell'operazione del Sole. »

Autori che hanno commentato la Tavola di smeraldo[modifica | modifica sorgente]

A partire dai primi del Novecento alcuni studiosi italiani di ermetismo filosofico hanno dato impulso, su alcune riviste del settore, ad articolati commenti alle proposizioni della tavola smeraldina sotto il profilo ermetico-alchimico. Fra questi il dott. L. Jesboama (conte Luciano Galleani, Prefetto del Regno) sulla Rivista Commentarium nel 1910, e Hahajah (Mario Parascandolo) sulla Rivista Ibis nel 1950.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dott. L. Jesboama, Commento completo alla Tavola di smeraldo dell'Ermete Trismegisto, in Commentarium, rivista per le Accademie Ermetiche del dott. Giuliano Kremmerz, anno I, n°6/7/8/9/10, ottobre/dicembre, Bari, 1910
  • Hahajah, La tavola di smeraldo in Ibis, rivista bimestrale di studi esoterici, n° 4-5-6 luglio/dicembre, Bari, 1950
  • Omraam Mikhaël Aïvanhov, La pietra filosofale - dai Vangeli ai trattati alchemici, Edizioni Prosveta.
  • S. Gentile-C. Gilly, Marsilio Ficino e il ritorno di Ermete Trismegisto, Firenze 1999, p. 202.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]