Carlos Ibáñez del Campo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carlos Ibáñez del Campo y Figueroa dos Nadal

Carlos Ibáñez del Campo y Figueroa dos Nadal (Linares, 3 novembre 1877Santiago del Cile, 18 aprile 1960) è stato un generale e politico cileno. Fu prima dittatore e poi presidente del Cile dal 9 aprile 1927 al 26 luglio 1931 e dal 3 novembre 1952 al 3 novembre 1958.

Gli inizi della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Allievo dell’Escuela Militar, da dove uscì nel 1898 col grado di alfiere, Ibáñez del Campo fu inviato per sei anni come istruttore militare in Ecuador; ricoprì diversi incarichi nelle forze armate, tra i quali la direzione dell’Escuela de Carabineros e quella dell’Escuela Militar.

Il crollo della Repubblica Parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Partecipò al Comitato Militare che interruppe il mandato del presidente Arturo Alessandri Palma e segnò il crollo della Repubblica Parlamentare (settembre 1924) e poi rovesciò anche la Giunta di Governo del generale Luis Altamirano (23 gennaio 1925), aprendo la strada al ritorno di Alessandri. Nominato ministro della Guerra e della Marina da Alessandri (1925), rifiutò l’ordine di dimissioni che questi diede a tutti i ministri, provocando una nuova crisi politica che terminò con le dimissioni del presidente (1º ottobre 1925). Nominato ministro dell’Interno dal nuovo presidente Emiliano Figueroa (1926), Ibáñez del Campo esercitò una tale influenza sul capo dello Stato da emarginarlo progressivamente cumulando le cariche di presidente del Consiglio dei ministri e vicepresidente della Repubblica (1927), spingendolo infine alle dimissioni (17 aprile 1927).

Il primo mandato presidenziale[modifica | modifica wikitesto]

Assunta la guida dello Stato come vicepresidente, Ibáñez del Campo fu eletto presidente presentandosi come candidato unico (22 maggio 1927), esercitando nei quattro anni successivi una ferrea dittatura sostenuta inizialmente da un forte consenso popolare, più che dalle forze armate. Nel 1929, grazie all’opera diplomatica di Emiliano Figueroa, risolse l’annosa questione di Tacna e Arica restituendo Tacna al Perù e fissando definitivamente il confine con quello Stato. La popolarità di Ibáñez del Campo fu ulteriormente accresciuta dal vasto programma di lavori pubblici e investimenti statali reso possibile dai finanziamenti delle banche statunitensi, ma il crollo di Wall Street del 1929 provocò il rientro dei capitali statunitensi, e il Cile fu lo Stato più danneggiato dalla Grande depressione di tutto il mondo. Nel 1930 e nel 1931 Ibáñez del Campo si fece concedere poteri straordinari per fronteggiare la crisi economica, ma venne infine deposto il 26 luglio 1931 ed esiliato fino al 1937.

Il secondo mandato presidenziale[modifica | modifica wikitesto]

Rientrato dall'esilio, Ibáñez del Campo tentò di costituire un proprio partito per essere rieletto alla presidenza, ma venne sconfitto alle elezioni del 1938 e del 1942, vincendo infine nel 1952 come candidato del Partido Agrario Laborista col simbolo di una scopa, con cui avrebbe spazzato via la corruzione e il malgoverno. Il suo secondo mandato non fu un successo: ormai anziano e privo dell'antica fermezza, Ibáñez lasciò il governo ai suoi ministri, senza riuscire a risolvere i gravi problemi economici del Cile. Dovette affrontare le crisi provocate dall'inflazione e dallo sciopero di protesta contro la legge sul blocco dei salari (1956) e fece studiare alla Missione Klein-Sacks delle riforme economiche liberiste che non furono mai applicate per la loro impopolarità. Istituì il Banco de Estado (1953), contribuì alla fondazione del BID e trasformò Arica in un porto franco. Fece promulgare la legge che istituiva la Tessera Elettorale Unica, per evitare i casi di voto multiplo che si erano prodotti in passato.

Concluso il suo secondo mandato, si ritirò a vita privata. Gli fu dedicata la XI Regione del Cile, Aysén del General Carlos Ibáñez del Campo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze cilene[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine di Bernardo O'Higgins - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Bernardo O'Higgins
Gran Maestro dell'Ordine al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Classe speciale della Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Classe speciale della Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca)
— 21 novembre 1953
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 6 settembre 1954[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidenti del Cile Successore Flag of the President of Chile.svg
Emiliano Figueroa Larraín 1927 - 1931 Pedro Opazo Letelier I
Gabriel González Videla 1952 - 1958 Jorge Alessandri Rodríguez II

Controllo di autorità VIAF: 64816208 LCCN: n82103191

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie